I registi cattivi e incapaci contro l’estro artistico della Disney

Domenico Attianese
Oct 25 · 6 min read

“Onestamente,la cosa più vicina cui riesco a pensare, per quanto siano ben fatti e con gli attori che facciano del loro meglio in queste circostanze, sono i parchi a tema. Non è il cinema di esseri umani che cercano di trasmettere esperienze emotive e psicologiche ad un altro essere umano.

di Martin Scorsese.

Quando Martin Scorsese dice che i film Marvel non sono cinema, ha ragione, perchè ci aspettiamo di imparare qualcosa dal cinema, ci aspettiamo di ricevere qualcosa, un po’ di luce, un po’ di conoscenza, delle ispirazioni. Martin è stato gentile a dire soltanto che non è cinema. Non ha detto che è spregevole, come invece faccio io ora.

di Francis Ford Coppola.

Sono prodotti di conforto come gli hamburger, non vogliono comunicare niente né condividere qualcosa con la nostra immaginazione. Riguarda il produrre un bene che otterrà un profitto per una grande corporation, sono un esercizio cinico di mercato e non hanno niente a che fare con l’arte del cinema. William Blake ha dichiarato ‘Quando si discute di denaro, l’arte è impossibile.

di Ken Loach.

Ci sono molti, molti film sui supereroi. E la sessualità non esiste per i supereroi. Sono castrati. C’è un genere non definito, l’avventura è ciò che è importante.

di Pedro Almodovar.

Ora, una delle cose che accomuna tutti gli esseri umani su questo pianeta, è il fatto che nessuno è infallibile. Nessuno è infallibile, tutti hanno opinioni filtrate dalla propria storia e dalle proprie conoscenze e tutti possono dire stupidaggini.

Una stupidaggine è dire che i film Marvel sono spregevoli.

Una stupidaggine è dire che i film Marvel avrebbero bisogno di sessualità (essendo specifici tipi di storie).

Una stupidaggine è dire che i film Marvel non vogliono condividere qualcosa con la nostra immaginazione.

Tenente in considerazione che io sono andato a vedere ogni film dell’MCU fin ora uscito, alcuni più di una volta.

Detto questo, Almodovar a parte che è fissato sempre con una cosa sola, non è che Scorsese, Coppola e Loach abbiano tutti i torti.

Ma andiamo con ordine, perchè sembra che ormai tutti non facciano altro che indignarsi invece di mettersi un secondo a capire bene cosa le persone intendano dire quando parlano (soprassiederò su tutti i commenti in stile “Chi è Scorsese per poter parlare).

Mancano i film Marvel del 2019, ma tra il 2019 e il 2020 la Disney, e tutte le sue consociate, dovrebbero rilasciare almeno 40 film.

40 film.

40 film riconducibili ad un’unica società che stanno a significare un predominio non solo di genere, ma un predominio economico in grado di schiacciare chiunque altro e limitare la libertà delle altre case di produzione.

Assurdo.

Ridicolo.

Non lo farebbero mai.

Beh, l’hanno già fatto.

Nel 2015, Tarantino avrebbe dovuto proiettare The Eightful Eight al Cinerama Dome di Los Angeles per due settimane. Ma la Disney voleva proiettare Star Wars in quello stesso cinema. Ed è facile indovinare come finirono le cose.

Stando a quanto dichiarato da Tarantino, c’era un accordo scritto tra lui e il Cinema, un contratto, ma fu rescisso unilateralmente perchè la Disney minacciò di togliere Star Wars da tutti i cinema del circuito Archlight, lo stesso del Cinerama Dome, se quest’ultimo non avesse proiettato Star Wars.

E qui c’è abbiamo il primo problema: un predominio economico mai visto prima che permette alla Disney di fare quasi tutto quello che vuole e che porta ad una megalomania tale da fare numerosi e ridicoli errori (James Gunn e Spiderman).

I registi hanno quasi totalmente ragione quando dicono che nei film Marvel non c’è nulla di artistico. E non ci sarebbe nulla di male, si tratta di intrattenimento puro e semplice (se produce anche altro è un di più), ma la dimensione che hanno assunto sta portando ad un ritorno del sistema degli Studios.

I numerosi film che potete vedere oggi al cinema, i numerosi grandi registi che possono trovare soldi e fare quello che gli pare e trovare sempre qualcuno che li finanzi derivano tutti dalla New Hollywood.

La New Hollywood fu una trasformazione totale del sistema cinematografico americano tra gli Anni ’60 e gli Anni ’80: ci fu una rivoluzione finanziaria che portò ad un diverso sviluppo economico dei film; una rivoluzione produttiva che scardinò il sistema verticale con la produzione dominante al vertice, facendo nascere le produzioni indipendenti e ci fu una rivoluzione artistica, trasformando i registi in autori con il controllo quasi totale sui loro film.

Certo, fu una trasformazione che negli anni ’80 ebbe uno stop, a causa de “I Cancelli del Cielo”, e che fece tornare le produzione al centro della scena, ma da allora le cose non sono mai tornate come prima.

I registi e gli autori dei film ormai collaborano con le produzioni, ci si affida a vicenda per creare prodotti artistici, culturali ed economici in grado non solo di essere di fare soldi, ma anche di creare arte.

Ed è normale che artisti e registi che hanno creato la New Hollywood come Scorsese e Coppola non gradiscano il sistema produttivo della Marvel.

Autori e registi non contano niente o quasi, tutto è nelle mani della produzione che decide vita, morte e miracoli dei propri prodotti. Di conseguenza, si tratta puramente di prodotti economici, devono fare utili. Non c’è nulla di artistico, o se c’è è per caso, perchè il controllo non è in mano agli artisti, ma ai burocrati.

E, ripeto, è intrattenimento. Il suo scopo è intrattenere il pubblico e fare utile. Il problema è l’espansione di questo tipo di cinema, a causa dello strapotere della Disney, e del conseguente soffocamento di artisti, sceneggiatori, registi e piccole e medie produzioni.

Infine, pensatela come volete, ma i film dell’MCU non sono film e non sono cinema nel senso classico del termine.

Io non arriverei a dire che si tratta di parchi giochi, bensì della narrativa supereroistica classica fusa con il medium cinematografico.

La maggior parte di coloro che sono andati a vedere Black Panther, Ant-Man o Captain Marvel non ci sono andati per il film in sè, ma per il fatto che appartenessero ad un universo più grande. Si trattava solo del pezzo di un puzzle.

La maggior parte delle emozioni che ci vengono date in film epici come Infinity War e in Endgame non sono merito dei film in sè, ma dei 10 anni precedenti. Sono 10 anni di storie che ci vengono riversati addosso in 5 ore che hanno un così efficace effetto emotivo.

Tutti i momenti epici di Infinity War ed Endgame, tutti, nessuno escluso, sono merito di due cose: la costruzione della storia in 10 anni di film e/o la passione pregressa per i fumetti.

Continuerò ad andare a guardare i film dell’MCU, perchè mi piacciono e mi divertono, ma con la consapevolezza che per la Disney non sono altro che assegni in bianco e che il rischio di un appiattimento culturale è dietro l’angolo.

E fingere che non sia così non cambierà le cose.

M E L A N G E

Rivista indipendente di cultura del fantastico

Domenico Attianese

Written by

Writer, screenwriter, copywriter, editor. Pizza eater.

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