Bancarella con souvenirs veneziani [dkapssphere.files.wordpress.com]

L’ irresistibile fascino del kitsch

Un fenomeno diventato il cuore dei clichè moderni: cinque principi per identificarlo

Cos’è il kitsch e perchè parlarne?

L’origine del termine è molto controversa: la prima teoria lo fa derivare dall’yiddisch “etwas verkitschen” dove è utilizzato per descrivere un oggetto artistico che presenta una qualsiasi mancanza o tende a identificarsi con un altro oggetto di maggior pregio. D’altra parte Musil nel suo “Uber die Dummheit”, saggio dedicato alla stupidità, definisce il kitsch come il termine preferito per un artista nel giudicare l’opera di un altro artista, per indicare quindi una merce da poco, sia come costo che come valore.

Al di là delle definizioni, il metodo più facile e immediato per provare a rispondere alla domanda “che cos’è il kitsch?”, è sicuramente quello di fornire esempi, accorgendosi che questi saranno sicuramente tanti e legati alle più svariate situazioni, ma risulteranno invisibilmente connessi tra di loro.

“Un orsetto di peluche che regge un cuore rosso. I bigliettini d’auguri di San Valentino. Le frasi di circostanza ad un matrimonio o a un funerale…I souvenir turistici della torre Eiffel o della torre di Pisa e gli stessi turisti che si fanno fotografare davanti ai monumenti, magari nel secondo caso simulando di sostenere la torre pendente.” (Mecacci,2014)

In special modo, l’immagine archetipo che Gillo Dorfles suggerisce e che sicuramente è presente nella mente di tutti è quella del nanetto, o nel migliore dei casi, della serie completa di 7 nanetti con anche Biancaneve, presente nel giardino della villa di periferia.

Nanetti in giardino [trasferelli.wordpress.com]
Il kitsch è un fenomeno moderno che prende forma nel momento in cui la borghesia concretizza la propria ascesa e costruisce un’estetica organica connessa ad essa (Mecacci, 2014).

Esso è il cuore dei cliché estetici della modernità ed è nato dall’inevitabile incontro tra la massa e il facile accesso di questa ai beni culturali.

L’immagine colletiva del kitsch è quindi quella di qualcosa di condiviso e condivisibile da una grande quantità di persone; essa è radicata nell’inconscio collettivo ed è per questo che risulta interessante parlarne.

Cinque principi per definire un oggetto kitsch

Riproduzione dei più famosi monumenti italiani [dreamstime.com]

Il primo principio definisce gli oggetti che risultano inadeguati per le dimensioni con cui sono riprodotti.

Pensiamo a tutti gli oggetti che sono iper o ipo dimensionati rispetto agli originali, come, ad esempio, le riproduzioni di tutti i più famosi monumenti che imbandiscono le bancarelle delle Capitali. In questo caso, l’unica volontà è quella di mantenere il valore emozionale che l’immagine reale rappresenta per riprovarla ogni volta che si fissa l’oggetto nella propria vetrinetta di casa.

Mercedes tempestata di swarosky [repubblica.it]

Per quanto riguarda il secondo principio, esso è rappresentabile da due eccessi.
Da una parte, il filosofo Abram Moles sostiene che: “E’ kitsch una copia a buon mercato, fatta con materiali di qualità mediocre” facendo riferimento a tutti quegli oggetti riprodotti con un materiale più scadente rispetto a quello originario.

Vi è però presente anche l’eccesso inverso, ovvero tutti quegli oggetti il cui materiale è inadatto perchè non funzionale e troppo prezioso. Prendiamo come esempio la carrozzeria della Mercedes CLS 350 di Daria Radinova: il modello è tempestato da un milione di cristalli Swarosky dal valore di 30 mila dollari, che hanno permesso alla proprietaria di vendere la propria auto su Ebay alla modica cifra di 1.540.600 dollari. Un grande affare, soprattutto per l’acquirente.

Apribottiglie con contatore [genialgift.com]

Il terzo principio fa riferimento a tutti gli oggetti che risultano una somma di oggetti con funzioni non collegate tra di loro. In questo caso, gli oggetti se fossero utilizzati separatamente potrebbero anche non risultare kitsch, ma è l’insieme che fa rientrare codesti oggetti in questa categoria.

Se prendiamo un semplice apribottiglie, di fatto esso non risulta in alcun modo essere kitsch, in quanto oggetto con una sua utilità e identità. Ma se alla sua funzione primaria sommiamo un contatore integrato di bottiglie aperte, che miglioria portiamo al prodotto?

Un oggetto kitsch è facilmente riconoscibile perché non ha nulla che lo faccia essere eccezionale, non è né un’opera d’arte né, molto spesso, è funzionale. La finalità ultima deve essere solo quella di essere immediatamente comprensibile
Il principio di inutilità è quindi evidenziabile in moltissima oggettistica di prezzo medio-basso che si sta diffondendo oggi.
Dalla regina Elisabetta che saluta grazie ad un pannello solare, alle paperelle di plastica, fino alla moda dei fenicotteri rosa seguita a ruota da quella degli unicorni azzurri.

L’ultimo principio è riferito a tutti quegli oggetti che risultano essere kitsch proprio perché non hanno nessuna funzionalità o sono realizzati in modo da non poterli in alcun modo utilizzare. Gli esempi più rilevanti giungono dal mondo della moda, dove l’imperativo è stupire.

Il kitsch fa quindi parte del nostro quotidiano più di quanto abbiamo sempre pensato; ognuno di noi, almeno una volta nella vita ha ceduto all’acquisto di un oggetto inutile e mediocre, ma dal quale si è sentito insolitamente attratto.

Se siete curiosi di sapere il perché, non resta che aspettare il prossimo articolo.

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