SALERNO: QUANDO IL SUD ABBRACCIA L’ARCHITETTURA

Ab Urbe condita…

“Salerno rima d’eterno”, scriveva qualche tempo fa il poeta Alfonso Gatto. E come non condividere il pensiero dell’artista salernitano, di fronte ad una città che, se pur abbia dimostrato una vera e propria rivoluzione urbana solo a partire dagli ultimi anni, è esempio di “buona” cultura architettonica sin dal periodo goto-bizantino 1, a cui risale il famoso Castello.

“Arechi II, principe longobardo che trasferì la capitale del ducato da Benevento a Salerno, scelse come fulcro della sua nuova capitale la fortezza già preesistente, posta a 300 metri sul livello del mare sulla cima del monte Bonadies. Arechi ne sopraelevò e modificò le mura antiche su preesistenti fortificazioni e costruì un castello “per natura e per arte imprendibile, non essendo in Italia una rocca più munita di essa” 1.
Il Castello di Arechi

La torre di guardia, ovvero la “Bastiglia”, con le altre torri, disposte intorno al corpo centrale e collegate da mura merlate e da ponti levatoi, sottolineano la validità del meccanismo di difesa medio-bizantino, impiegato di norma per le città poste ai piedi di un’altura. Difatti, l’andamento di questa fortificazione permetteva anche a un numero esiguo di difensori di assumere una posizione favorevole durante la ritirata.

E a suggellare le radici antiche dell’architettura salernitana non possiamo dimenticare la Cattedrale, fondata da Roberto il Guiscardo nel periodo normanno e consacrata nel 1084 dal papa Gregorio VII in persona, rifugiatosi a Salerno.

“Il Duomo è esemplato sul modello dell’Abbazia di Desiderio a Montecassino con una pianta di tipo basilicale composta da tre navate longitudinali, un transetto e un quadriportico. L’aspetto attuale corrisponde per ampia parte alla ristrutturazione barocca, avviata dopo il terremoto del 5 giugno 1688 su progetto dell’architetto napoletano Arcangelo Guglielmelli modificato e completato dall’architetto romano Carlo Buratti” 2.

Nell’atrio troviamo un porticato di 28 colonne con archi a tutto sesto rialzato, circondato sui lati da una serie di sarcofagi romani, una sorta di Pantheon della città. Completa l’opera un campanile della metà del XII secolo. Al livello inferiore, in corrispondenza dell’altare centrale, vi è la Cripta che custodisce le SS. reliquie dell’apostolo Matteo, patrono della città. La cripta è costituita da un ambiente a sala con nove file di tre campate, con volta a crociera poggiate su colonne. Nel XVII secolo Domenico Fontana concepì il doppio altare centrale di S. Matteo, la cui statua bifronte favoriva la celebrazione simultanea di due messe e collocò nell’abside centrale le soglie dei SS. Martiri Salernitani.

Cosa succede oggi…

Veduta del centro cittadino di Salerno (vista dal porto turistico)

“Salerno città laboratorio”, titolava già diversi anni fa un articolo di Casabella, bibbia per i tecnici e gli amanti dell’architettura. Concetto ribadito anche da un articolo del Sole 24 ore pubblicato sul sito dell’Ordine Nazionale degli Architetti che racconta come, sul modello Salerno, il nostro Paese si sia trasformato in una sorta di nuova Mecca delle star dell’architettura internazionale 3.

Oggi Salerno sta attuando un programma di trasformazione urbana che ha cambiato, cambia e cambierà progressivamente e radicalmente il volto della città. Si tratta di una vera e propria rivoluzione urbanistica che, partendo da straordinarie opere di architettura contemporanea, sta ravvivando anche l’economia e il mercato del lavoro nel tessuto territoriale salernitano. Progetti di assoluta qualità architettonica hanno oramai proiettato la città tra le attrazioni turistiche più frequentate d’Italia.

La città campana rappresenta un vero e proprio modello da cui partire, magari dando più concretezza ed accelerazione ad una mentalità senza dubbio vincente. Il superamento della burocrazia può dare slancio ad un Sud capace di rimboccarsi le maniche e di realizzare concrete occasioni di sviluppo. Con un po’ di dinamismo, ormai sempre più latente nel nostro Paese, il Sud potrebbe iniziare a divulgare la qualità di quel Made in Italy che tutti ci invidiano nel mondo e che solo il Nord sa rappresentare concretamente.

Allo stato attuale Salerno si configura come un grande cantiere internazionale. Da tempo la stampa sta sottolineando le firme degli architetti chiamati a rivoluzionare la città campana:: Oriol Bohigas (Piano Urbanistico comunale), Zaha Hadid (Stazione Marittima), Ricardo Bofill (Piazza della Libertà e piazza della Concordia-Mazzini), David Chipperfield (Cittadella Giudiziaria), Tobia Scarpa (PalaSport), Santiago Calatrava (Marina d’Arechi Port VIllage), Massimiliano Fuksas (Riqualificazione di Fratte), Jean Nouvel (area ex Pastificio Amato), Nicola Pagliara (Grand Hotel Salerno), Rui-Sanchez (Parco dunale Marino), e tanti altri 4.

Ma vediamo nel dettaglio le opere….

1- Piazza della Libertà — “Nel grande spazio di fronte al mare compreso tra l’arenile di Santa Teresa ed il Molo Manfredi — area liberata negli anni ’90 da manufatti fatiscenti — saranno realizzati : il Crescent (edifici e porticato ad arco progettati da Bofill), parcheggi sotterranei, una piazza monumentale ad anfiteatro, un’area coperta per eventi e manifestazioni, una passeggiata lungo la spiaggia e la riva del mare, punti di ristoro per il tempo libero ed il divertimento” 5.

Piazza della Libertà

2- Marina d’Arechi — Il Port-Village da 1000 posti barca si sviluppa nell’area di levante della Città di Salerno, in una posizione mozzafiato: a ridosso della Costiera Amalfitana, dell’isola di Capri a Nord e le località del Cilento verso Sud. Santiago Calatrava ha reinterpretato la tradizione nautica e la funzione infrastrutturale del porto turistico che propone il tema di un vero e proprio villaggio per associare alla passione per il mare livelli di qualità e di eccellenza di vera elite. Il rispetto dell’ambiente e della linea di costa costituiscono il “Dna” del progetto: il villaggio è separato dal litorale da un canale largo ed è collegato a terra tramite ponti carrabili e pedonali. ”La sua progettazione è stata accompagnata da approfonditi studi meteo-marini, da simulazione con modelli matematici e da prove in vasca, realizzati dal prestigioso Istituto di ricerca HR Wallingford UK” 6.

Marina d’Arechi

3- Stazione marittima — La posizione geografica della città è favorevole ad uno sviluppo consolidato del traffico crocieristico. Per sviluppare questa naturale vocazione in un comparto decisamente in crescita, è stato indetto un concorso internazionale d’idee vinto dall’architetto anglo-iraniana Zaha Hadid. La Stazione Marittima ideata da Hadid è un’ostrica di luce, sospesa tra il cielo e il mare, con l’obiettivo ideale di rafforzare il legame tra la città e l’Acqua. Elemento di transizione tra la terra e il mare, il Terminal comprenderà uffici amministrativi, le stazioni per i traghetti e per le navi da crociera, un’ampia sala d’aspetto e un punto ristoro. Vista da lontano, la luce del Terminal fungerà da faro per il porto 7.

La Stazione Marittima di Zaha Hadid

4- Cittadella giudiziaria — Progetto dell’ inglese David Chipperfield, esposto alla Biennale di Venezia, la Cittadella Giudiziaria sta sorgendo nell’area dell’ex scalo merci ferroviario. L’architetto ha scardinato l’immagine tipo dei palazzi di giustizia, proponendo un continuum di palazzine articolate in otto moduli, immerse nel verde, con ampie vetrate. Fondamentale è la cromia dei pannelli cocciopesto che caratterizza la Cittadella e che ne esalta la monumentalità e l’eleganza. Gli edifici hanno colori diversi: il rosso, l’ocra, il verde, pietra lavica per l’imponente basamento 8.

La Cittadella Giudiziaria

5- Grand Hotel Salerno — L’albergo (300 camere), progettato dal noto architetto napoletano Nicola Pagliara, sorge sull’area che fino alla metà degli anni ’90 ospitava un cementificio. Il Grand Hotel Salerno ha la caratteristica forma della prua di una nave. L’imponente struttura di 8 livelli fuori terra ed è suddivisa in due ali: una fronte mare, l’altra rivolta verso il fiume Irno, a sottolineare l’importanza di questi due elementi per lo sviluppo della città. Nei primi tre livelli troviamo un rivestimento in marmo nero attraversato da una fascia rossa, per simulare la linea di galleggiamento di una nave e presenta solo ampie finestrature; i tre livelli superiori sono caratterizzati da terrazzini con ringhiere rivestiti in marmo bianco; un altro livello è di nuovo finestrato e caratterizzato dal rivestimento bianco e da una sottile linea gialla; sovrasta la struttura l’ultimo livello adibito a ristorante panoramico 9.

In conclusione, alla luce di questa carrellata di opere, Salerno appare come l’Eden del Sud Italia, una città tutta da scoprire, entrata in tutti i tour turistici della Campania. Tuttavia, c’è ancora molto da fare per completare gran parte delle opere viste, motivo per il quale si suggerisce di rimandare la visita, magari quando la burocrazia avrà fatto la sua parte. Come si dice, meglio tardi che mai…