2019 — Edipo Re

Come il protagonista di un giallo.

Lo scorso 5 aprile, presso il Teatro “Moretta” di Alba, gli studenti del Laboratorio Teatrale 2019 del Liceo “G. Govone”, hanno portato in scena la tragedia “Edipo Re”, realizzata da Sofocle tra il 430 ed il 420 a.c. circa e considerata, da molti, come il suo più grande capolavoro.

L’opera, adattata e diretta dal prof. Luca Franchelli, si inserisce nella linea temporale del cosiddetto “Ciclo Tebano”, l’insieme di scritti epici, in gran parte perduti, che narra le vicende mitologiche della città di Tebe. Il poema originale è attribuito a Cinetone di Sparta.

La locandina dello spettacolo del “Govone”

L’interpretazione che è stata data dell’“Edipo Re” dagli attori protagonisti si è manifestata come la degna continuazione dell’importante lavoro portato avanti, durante gli anni passati, attraverso altri Laboratori teatrali dello stesso Liceo, quali, ad esempio: “La parola ai giurati” (2011) di Reginald Rose, “Trappola per un uomo solo” (2012) di Robert Thomas e “Dieci poveri negretti” (2014) di Agatha Christie.

Tutte opere dirette da Franchelli e dedicate, a loro volta ai temi del delitto e della sua soluzione.

Motivo per il quale si può dire che l’Edipo del “Govone” porti in dote le stesse dinamiche di un giallo, più che di una tragedia o di un dramma a sfondo psicologico, poiché trasmette, fin da subito, l’idea che il personaggio principale, interpretato da un bravo Francesco Zabaldano, stia indagando su un caso che lo vede coinvolto in prima persona, sia come accusatore, sia come accusato.

Una scelta che si rivela vincente sul piano della sceneggiatura, trovando essa stessa il favore del pubblico, il quale, con tutta probabilità, ha sentito fin troppo parlare di Sigmund Freud e della psicanalisi nel nostro presente.

Non la messa in scena del famoso “Complesso di Edipo”, quindi, ma una vera e propria “scatola chiusa”, dove il crimine, ovvero la morte del padre del protagonista, può essere risolto solo tramite il confronto tra testimoni e prove.

Ottimi anche i co-protagonisti e gli attori di contorno, con particolare riferimento a Ester Marello, interprete dell’indovino cieco Tiresia, carismatico accusatore di Edipo, ma anche a Maddalena Carozzi, nella parte di un’ingannevole Giocasta, e ad Andrea Porello, qui nell’interessante ruolo di Creonte, il fratello di Giocasta, segretamente desideroso di ottenere il potere.

Quella di allestire, per questo spettacolo, una scenografia assolutamente spoglia si rivela come una scelta veramente di alto livello. Da una parte, consente al pubblico di assistere all’interpretazione dei giovani attori senza subire alcuna distrazione, mentre, dall’altra parte, aiuta gli stessi a dare il meglio di sé sul palco.

Il risultato è un’esperienza narrativa unica, durante la quale viene dato ampio risalto al tema del rapporto tra l’essere umano ed il suo destino.

Quest’ultimo, nell’”Edipo Re” del “Govone”, appare come prevedibile ed ineluttabile al tempo stesso, nel pieno rispetto dello spirito di una vicenda epica che, da Sofocle a Freud, fino ai giorni nostri, ha avuto, in diversi periodi della storia, l’ambizione di immergersi nella vera natura delle nostre paure più recondite, allo scopo di portarci, nel finale, alla loro comprensione più vera.

Scheda dello spettacolo

Adattamento e regia di Luca franchelli.

Edipo, figlio di Laio — Francesco Zabaldano
 Corifeo, consigliere di Edipo — Chiara Policastro
 Sacerdote di Zeus — Emilia Bongiovanni
 Tiresia, l’indovino — Ester Marello
 Giocasta, moglie di Edipo — Maddalena Carozzi
 Primo Nunzio — Maria Papaj
 Servo di Laio — Greta Cogno
 Secondo Nunzio — Emilia Bongiovanni
 Coro — Agnese Trivero.

Con l’amichevole partecipazione di Andrea Porello nel ruolo di Creonte.

Luci e suono — Emilia Bangero.

Assistente alla regia — Giulia Bonino.

Collaborazioni — Andrea Chiotti, Elena Rolando, Luca Pucci, e la VB del Liceo Classico.

Coordinamento generale — Barbara Pereno.

Siti — www.classicogovone.it, www.artisticogallizio.it.

Marco Asteggiano