25 aprile: la festa della liberazione

La festa di tutti, non solo degli Italiani

News del 27 aprile 2016 — www.marcoasteggiano.com

In Romania si festeggia il 23 agosto, in Norvegia l’8 maggio, in Danimarca e nei Paesi Bassi il 5 maggio.

L’Italia, per celebrare la sua liberazione dal Nazifascismo, ha scelto, molti anni or sono, il 25 aprile, ovvero la data dell’insurrezione generale proclamata dal Comitato di Liberazione Nazionale nel 1945, in tutte le città del nord del Paese.

È la data nella quale si celebra la Resistenza italiana, ovvero i combattenti per la libertà, i Partigiani, ma è anche la data che celebra la resistenza degli Italiani.

Ovvero quella sopportazione silenziosa, costante e sofferta vissuta in forma civile per venti anni, da ogni cittadino d’Italia che avesse ancora dei valori in cui credere e che non intendesse aderire in alcun modo alla forza oppressiva dei Nazifascisti, dimostratisi in grado, all’epoca, di azioni così micidiali e disumane da superare il limite della ragione.

Una forza che arrivò ad un passo dall’annientare tutti gli Italiani, sia come popolo che come nazione, poiché il Nazifascismo ambiva all’annientamento di tutti i popoli, di tutte le nazioni ed, in particolare, di tutte le identità, anche a costo di trasformare gli esseri umani in pavide marionette al servizio di un capo ignobile e perverso e di aggredire, umiliare e ed uccidere i deboli e gli innocenti.

Celebrare ancora oggi in un’unica data le due resistenze di allora: quella dei Partigiani e quella degli Italiani, è un obbligo per tutti coloro che riconoscono il pericolo del ritorno di quei giorni terribili.

Nel 25 aprile, si possono identificare, infatti, sia la memoria di chi ha gloriosamente combattuto i Nazifascisti con il fucile in mano, sia la memoria di tutti i cittadini italiani che dimostrarono il loro valore nella vita civile, compiendo scelte non facili di libertà e di coraggio in un periodo storico durante il quale la libertà ed il coraggio erano puniti anche con la tortura e con la morte.

La storia, la stessa storia nella quale credevano persino i Nazifascisti, ha sempre dato, in realtà, un solo ordine veramente perentorio ed irrevocabile agli esseri umani: quello di vivere con dignità, nell’accettazione reciproca.

Ed è per questo motivo che, il 25 aprile, il giorno della Liberazione, deve divenire anche il giorno durante il quale si possa celebrare un’unica resistenza.

  • La resistenza che non è mai solo dei Partigiani o dei civili.
  • La resistenza che non è mai solo delle Forze Armate o dei Leader politici.
  • La resistenza che non è mai solo degli Italiani, ma che è e dev’essere sempre la resistenza di tutti, nella quale Italiani e Tedeschi, Angloamericani e Russi, ma anche orientali ed occidentali, bianchi e neri, operai ed imprenditori, immigrati, cittadini regolari, Musulmani, Ebrei e Cristiani devono sapersi riconoscere: la resistenza contro ogni negazione della dignità umana.

Anche nel rispetto di questo principio, il 25 aprile 2016, il Bosco dei pensieri della Fondazione Mirafiore di Serralunga d’Alba ha ospitato l’annuale celebrazione della Resistenza italiana, manifestazione affiancata ad una passeggiata letteraria che, per l’occasione, è stata caratterizzata dalla lettura pubblica di brani tratti dalle opere di diversi importanti artisti e letterati del ventesimo e del ventunesimo secolo, tra i quali vanno ricordati: Erri de Luca, William Tanner Vollmann, Piero Calamandrei, Cesare Pavese, l’immancabile Beppe Fenoglio ed il compianto Gianmaria Testa.

Presente, tra i numerosi ospiti e partecipanti alla camminata, lo scrittore Antonio Scurati, che ha letto un suo passo sulla figura di Leone Ginzburg, il letterato antifascista ucciso a Roma nel 1944 per essersi rifiutato di giurare fedeltà al Regime.

Ecco la playlist con i video della camminata.

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Buona resistenza a tutti, sia con la r minuscola che con la R maiuscola.

Marco A.

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