Pubblicato “Il misterioso caso del Benjamin Button da Torino a Hollywood. Nino Oxilia, il fratello segreto di Francis Scott Fitzgerald” di Patrizia Deabate.

Avvincente come un noir, accurato come un libro vincitore di un premio prestigioso come l’Acqui Storia Inedito, variegato come un gelato bianco con infinite sfumature di dark chocolate, questo saggio storico edito dal CSP-Centro Studi Piemontesi è un vero unicum.

Marco Asteggiano
Dec 26, 2020 · 3 min read
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La copertina del libro.

La Giuria presieduta da Aldo Alessandro Mola riunita ad Acqui ne ha scritto: “documentatissima ricerca, lavoro molto interessante, denso di notizie letterarie, cinematografiche, storiche, con ottime potenzialità di lettura. Tema originale”.

Una ricerca su molteplici fronti, anzi, più ricerche che si intersecano e collimano in un mosaico inedito. A quanto sappiamo, non era mai stata pubblicata prima una ricerca tesa a individuare, nel personaggio ricorrente in diversi romanzi di uno scrittore americano celeberrimo, l’alter ego di un misconosciuto poeta italiano.

Aldo Cazzullo, su “Io Donna” del “Corriere della Sera” ha scritto: “Benjamin Button è nato a Torino. La ricerca, snodandosi tra Italia e Stati Uniti attraverso i legami internazionali del Vaticano, ha decifrato i messaggi in codice lasciati da Fitzgerald nei suoi scritti” (riportato sulla quarta di copertina).

Il lavoro è nato grazie al film hollywoodiano Il curioso caso di Benjamin Button, interpretato da Brad Pitt e Cate Blanchett, uscito nelle sale cinematografiche nel 2008, vincitore di tre premi Oscar. La vicenda della una vita al contrario, con un protagonista che nasceva vecchio per poi ringiovanire, era ispirata all’omonimo racconto di Francis Scott Fitzgerald (1896–1940), uno dei più famosi scrittori statunitensi, emblema della mitica Età del Jazz.

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Patrizia Deabate con una delle prime copie del libro.

Anni prima, nel 1911, un breve romanzo sulla vita al contrario era stato pubblicato in Italia da un poeta torinese trasferitosi a Roma, dove nel 1914 si era spento precocemente per la tisi come l’amico Guido Gozzano. Si trattava di Giulio Gianelli (1879–1914). Scrittore cattolico, la passione di Fitzgerald per l’Italia e per Roma è nota. Fu ispirato dalla Storia di Pipino nato vecchio e morto bambino di Giulio Gianelli?

Per rispondere a questa domanda, l’autrice ha esaminato non soltanto i racconti, ma anche i romanzi dello scrittore americano. E a questo punto si è imbattuta in qualcosa di inaspettato, una “presenza” costante sebbene evanescente.

Quella di Nino Oxilia (1889–1917): un altro crepuscolare torinese trasferitosi a Roma proprio come Gianelli, come lui morto nel fiore della gioventù. Ma che nei suoi ventotto anni spezzati in battaglia sul Monte Tomba, aveva ottenuto fama e gloria come autore teatrale e regista cinematografico, nonché l’amore di una delle più celebri dive dell’epoca: Maria Jacobini.

Congratulazioni quindi a Patrizia Deabate.

Marco Asteggiano

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