Colpa & Responsabilità

Responsabilità e colpa sono due cose diverse. La colpa è negativa, non realistica, mentre la responsabilità è matura e conduce fuori dal tunnel, nella luce.

Spesso le persone cercano in tutti i modi di non assumersi le proprie responsabilità. Infatti, solo gli adulti sono in grado di farlo, mentre il mondo in cui viviamo è popolato perlopiù da adulti-bambini. E uno dei modi degli adulti-bambini per evitare di confrontarsi con le conseguenze delle proprie azioni è giustamente quello di giocare su eventuali fraintendimenti di significato tra i termini di “colpa” e “responsabilità”.

Solitamente si preferisce parlare di colpa, anziché di responsabilità, proprio per evitare le implicazioni di quest’ultima. Infatti, per un individuo è sicuramente più facile sentirsi in colpa che assumersi le proprie responsabilità!

Ma ovviamente, tutto dipende dalla percezione molto personale (e spesso molto emozionale) che ognuno di noi ha di questi termini. Se apriamo un (buon) dizionario, possiamo leggere che la colpa è ciò che viene attribuito a chi manca di osservare certe regole di condotta, stabilite da norme giuridiche, morali o religiose.

Non entro qui nel merito della validità o meno di queste norme, che ovviamente il più delle volte hanno una valenza puramente culturale. Osservo semplicemente che la colpa è in primo luogo un’attribuzione (attribuzione di colpa) che consegue da un giudizio, o da un’ammissione.

C’è però un secondo aspetto: la colpa è anche un sentimento. Ora, se si è realmente colpevoli di qualcosa, il senso, o sentimento di colpa sarebbe anche positivo; sarebbe infatti preoccupante se non ci sentissimo in colpa quando siamo realmente colpevoli di qualcosa.

Se uso il condizionale è perché il modo in cui le persone solitamente vivono il senso di colpa fa sì che questo possa raramente essere considerato un sentimento costruttivo. Nel senso che quasi nessuno vive il senso di colpa come un’emozione positiva, che produce azioni positive (ad esempio riparatrici).

Per usare un parallelo, così come esiste la paura naturale, che ci protegge dai pericoli reali (sentimento positivo), esiste anche la paura patologica, che ci imprigiona in una gabbia mentale fatta di pericoli illusori (sentimento negativo); allo stesso modo, possiamo dire che esiste una colpa naturale, che ci porta a correggere in modo realistico i nostri errori, e una colpa patologica, che invece ci mantiene in una condizione di immaturità psicologica.

Ora, la colpa patologica è ciò che abitualmente le persone chiamano colpa e vivono come senso di colpa. In tal senso, è possibile affermare che la colpa, contrariamente alla responsabilità, è generalmente negativa. Infatti: è molto difficile (per alcune persone forse impossibile) sentirsi in colpa in modo sano e costruttivo.

Spesso le persone si sentono in colpa senza nemmeno sapere di che cosa sarebbero colpevoli, e finiscono per tormentarsi nei modi più morbosi. Si tratta di un comportamento immaturo, che nasce da un’autopercezione infantile di sé stessi, che associa al senso di colpa il pensiero che non siamo OK, che siamo cattivi, non degni di amore.

Questo ci porta a promuovere azioni autopunitive (nel tentativo di espiare la colpa, di liberarcene) del tutto inutili e controproducenti, oltre che a cercare negli altri l’assoluzione. Vogliamo essere salvati, e rimaniamo in una condizione infantile di dipendenza verso chi riteniamo abbia il potere di assolverci.

Il senso di responsabilità è invece espressione di maturità. Se apriamo nuovamente un buon dizionario, scopriamo che la responsabilità (abilità nel rispondere alla vita) già sottintende la piena accettazione di ogni conseguenza delle nostre azioni.

Quando diveniamo responsabili, smettiamo di autopunirci, anche perché realizziamo che questo non risolve le cose: l’autopunizione non ha nulla a che fare con quello che abbiamo fatto e non può essere una soluzione.

La persona responsabile è conscia di aver fatto una certa cosa, e sa che il problema va gestito in modo maturo e realistico. Quindi, anziché entrare in una spirale di autocommiserazione e autopunizione, passa all’azione, in modo concreto e produttivo, sia per sé stesso che per il resto della comunità.

Riassumendo: la colpa (quella patologica che noi abitualmente viviamo, a causa dei nostri condizionamenti millenari) è un sentimento infantile. Quando raggiungiamo la piena maturità psicologica, possiamo abbandonare tale sentimento infantile e rimpiazzarlo con il sentimento più maturo della responsabilità, la quale invece esprime vera autonomia, indipendenza e lucidità, e non delega agli altri il potere di decidere se siamo OK o non-OK (siamo sempre e comunque OK).

Infatti, la persona che si sente colpevole si sente anche, solitamente, non-OK, mentre la persona responsabile è sempre e comunque OK, ai suoi occhi e agli occhi degli altri.


Originally published at www.zenon.it on September 19, 2014.