Il Mare è un profondo pensiero

Il bambino siede in riva al Mare, stringendo tra le mani una coppetta di gelato, che gusta felice. È una calda giornata d’estate e una brezza leggera accarezza il suo viso, movendo i suoi lunghi capelli dorati come onde del Mare. La spiaggia a quest’ora è quasi deserta: si sente solo l’urlo dei gabbiani che nuotano nelle correnti del Cielo e la risacca delle onde che terminano il loro lungo cammino in un fresco abbraccio alla Terra. Il bambino guarda il Mare. È così grande. Allora chiede:

– Chi sei Mare?

Il Mare risponde:

– Sono un profondo pensiero.

Il bambino sorride, cercando di abbracciare con un solo sguardo l’immensa distesa di acqua azzurra. Poi chiede ancora:

– Chi sono io?

– Anche tu sei un profondo pensiero.

– E la Vita? Che cos’è la Vita?

– La Vita è come il Mare: è un profondo pensiero.

Il bambino si delizia con un altro po’ di gelato, poi con voce piena di speranza dice:

– Ti prego, raccontami la Vita.

Il Mare chiede allora al bambino:

– Sai contare fino a dieci?

– Certo, anche fino a cento! — risponde fiero.

– Sei molto bravo, ma vedrai che fino a dieci basterà. Ora ascolta attentamente, perché ti racconterò il segreto della Vita. Dimmi: Qual è il primo fra tutti i numeri, che è poi anche l’ultimo?

– Non lo so, — risponde pensieroso il bambino.

Il Mare allora aggiunge:

– Che cos’è un Mare senza pesci?

– Non esiste un Mare senza pesci! — obietta il bambino.

– Giusto, non esiste. Un Mare senza pesci è il nulla. Un Mare senza pesci è il numero …

0

… e lo Zero è il primo fra tutti i numeri, che è poi anche l’ultimo. Ma dimmi: Quant’è grande un Mare senza pesci?

– Non saprei, — risponde un po’ confuso il bambino.

– Proprio così, — replica il Mare, — nessuno può dirlo, perché nessun pesce l’ha mai percorso! È infinitamente grande e allo stesso tempo infinitamente piccolo. Un Mare senza pesci è il nulla!

– Che cos’è il nulla?

– Il nulla è la tua coppetta di gelato quando è vuota. Ma anche vuota contiene pur sempre qualcosa.

– Che cosa contiene? — chiede curioso il bambino.

– Contiene la possibilità di riempirla con del gustoso gelato, come quello che stai gustando ora.

– Hm … Mi piace quando è piena di gelato!

– Ne sono sicuro, — dice con voce dolce il Mare. — Guarda la tua coppetta: è tonda come lo Zero, tonda come un serpente che si morde la coda, tonda come è tondo un Mare senza pesci, che non contiene ancora nulla ma già contiene la possibilità di riempirsi di un’infinità pesci. Capisci?

Il bambino guarda attentamente la sua coppetta, prende ancora un po’ di gelato e dice:

– Ti prego Mare, continua.

Il Mare prosegue nel suo racconto:

– Dimmi: Di che cosa ha bisogno un Mare senza pesci?

– Di pesci! — risponde subito il bambino.

– Esatto. Allora forza, che cosa aspetti? Crea il primo pesce!

– Come si fa? — chiede il bambino.

– Oh, ci sono tanti modi. Come fai a scuola quando la maestra ti insegna i numeri?

– Uso la lavagna con il gesso.

– Benissimo, allora pensa a una lavagna e a un gesso bianco, poi disegnaci sopra un bel pesce.

Il bambino socchiude piano gli occhi pensando alla lavagna della sua scuola, prende un gesso bianco e ci disegna sopra un bel pesciolino. Terminato il disegno esclama soddisfatto:

– Ecco fatto!

– Niente male, bravo davvero! Ora mettilo nel Mare senza pesci: disegna un bel cerchio attorno a quel pesciolino.

Il bambino fa esattamente come chiede il Mare:

– Così va bene?

– Complimenti, davvero un ottimo lavoro! Ecco, quello è il numero …

1

È il punto di partenza di una grande avventura. Ora tutto è possibile: hai dato il via alla nascita di un Mare pieno di pesci, di un’infinità di pesci!

– Ma ne ho creato uno solo! — obietta il bambino.

– Aspetta, corri troppo — lo riprende con voce calma il Mare. — Quello non è ancora un pesce, è solo l’idea di un pesce. È l’idea di un pesce in un Mare senza pesci. È un minuscolo punto nel nulla. È il principio. Se vogliamo creare un vero pesce dobbiamo darci ancora da fare. Pensa alla tua coppetta di gelato. Una coppetta vuota è solo la possibilità che un giorno sia piena. Quella possibilità, se ben ricordi, è lo Zero. Ma se pensi al gelato, quella coppetta non è più così vuota. Diventa uno spazio da riempire. Diventa uno spazio pieno della tua idea di gelato. E in quell’idea ci sono mille sapori e mille colori: tutti i gusti che potrai scegliere. Nell’Uno tutto è possibile. Nell’Uno tutto è contenuto. Anche il pesce che hai disegnato è solo un’idea. Non ha ancora i colori. Non ha un davanti e un dietro, un lato sinistro e un lato destro. Non è stato ancora creato eppure già esiste, perché lo hai disegnato, perché lo hai pensato! Coraggio allora, pensa ancora una volta alla tua lavagna, ma adesso usa i colori.

Il bambino non se lo fa ripetere due volte e dopo pochi istanti, con voce piena di soddisfazione, esclama:

– Ecco fatto! È un pesce un po’ speciale: da una parte è tutto giallo e dall’altra è tutto blu. Ho dovuto fare due disegni, uno per ogni lato.

– Bravissimo! Hai scoperto il numero …

2

– Davvero?

– Certo! Hai creato la prima coppia. Non puoi pensare a un lato senza pensare all’altro. E quando passi dal lato blu al lato giallo, c’è qualcosa che comincia a muoversi. Non è ancora il pesce a muoversi, ma i tuoi pensieri. Capisci? Il Due è l’Uno che comincia a muoversi. Ma non fermarti sul più bello. Coraggio, cosa aspetti?

– Non capisco, — ribadisce il bambino.

– Ma come, non te l’hanno insegnato a scuola? Eppure lo sanno tutti!

– Ti prego, dimmi cosa.

– Che non c’è Due senza Tre! — risponde affettuosamente il Mare.

– Beh, mica è vero: la mamma tre gelati di fila non me li ha mai comprati!

– Non intendevo in quel senso. Sei un bel furbacchione! Dobbiamo creare il pesce, ricordi? Allora forza, unisci il lato blu con il lato giallo. Non può esistere uno senza l’altro!

Il bambino strizza forte i suoi occhietti assumendo un’aria piena di concentrazione. Immagina le due facce del pesce che si muovono, l’una verso l’altra, fino a incontrarsi e fondersi insieme. Dalla felicità non riesce a trattenere un gridolino di gioia:

– Ce l’ho fatta, ho creato un bel pesciolino giallo e blu!

– Perfetto, sono proprio fiero di te! Hai creato il numero …

3

Quel bel pesce è il Tre.

– A me sembra l’Uno, — obbietta un po’ deluso il bambino. — È un pesce solo, quindi è di nuovo l’Uno, non il Tre!

– È vero, ma nell’Uno tutto è contenuto. Prima quel pesce non c’era, o forse c’era ma non te ne eri ancora accorto. C’erano le sue due facce, quella blu e quella gialla. Ma le due facce separate non sono ancora un pesce. È solo quando le unisci che crei il pesce, che crei una cosa nuova. Rammenti? L’Uno è l’idea. L’idea del pesce. Poi l’idea si mette in movimento e nascono le due facce, il numero Due. E …

2 + 1

… quanto fa?

– Tre!

– Giusto, Tre! Proprio come il tuo papà e la tua mamma.

– Ma il mio papà e la mia mamma sono in due, — obietta ancora una volta il bambino.

– Sì, ma ancora prima di incontrarsi erano già uniti da un pensiero d’Amore. L’Amore è come l’Uno, unisce tutte le cose. L’Uno li ha fatti incontrare, proprio come le due facce del pesce, e così sei nato tu. Ora in quanti siete?

– Siamo in tre.

– Proprio così! Dall’Uno nasce il Tre, dall’Amore nasce il Tre.

Il bambino scoppia a ridere.

– È bello sentirti ridere.

– Se sapessi perché rido!

– Forza, sentiamo.

– Mi è venuto in mente che non c’è Due senza Tre … e il Quattro vien da sé! — dice scoppiando in una nuova risata.

– Vedo che impari in fretta. Devi sapere che il Quattro racchiude un grande segreto.

– Ti prego Mare, raccontamelo.

– D’accordo, dato che sei un bambino intelligente, ti spiegherò il segreto del Quattro. Se hai ascoltato attentamente, avrai capito che non c’è differenza tra l’Uno, il Due e il Tre. L’Uno è il primo pensiero. Il Due sono le due facce di quel pensiero. E il Tre è l’unione di quelle due facce, nell’Amore dell’Uno. Per questo si dice che non c’è Uno senza Due, e che non c’è Due senza Tre. Il Tre però non ha bisogno del Quattro. Il Quattro è un’altra cosa!

Il bambino assume un’aria pensierosa:

– Non capisco, spiegati meglio.

– Un po’ di pazienza. Il Quattro è il Tre che precipita giù. Quando va giù, non può più tornare su tanto facilmente. Un po’ come il gelato, quando va giù nel tuo pancino.

– Una volta però ne ho mangiato troppo, ed è tornato su! — ribatte divertito il bambino.

– Sei proprio un birbone! Non te la si può proprio fare eh? Non ho detto che non può più tornare su, è solo che la cosa diventa difficile. Ma torniamo al nostro pesce, vuoi?

– Sì, dov’è?

– Non è ancora da nessuna parte. Lo abbiamo creato, certo, ma gli manca qualcosa di importante.

– Che cosa? — chiede incuriosito il bambino.

– È semplice: gli manco io, gli manca il Mare! Un pesce è fatto per vivere nel Mare. Coraggio dunque, cosa aspetti? Digli di scendere!

– Gliel’ho detto, — ribatte deluso il bambino, — ma non succede niente.

– Ormai dovresti sapere come si uniscono le cose. Usa l’Uno. Usa l’Amore. Digli che io l’amo.

– Funzionerà?

– Certo, vedrai.

Il bambino fa come dice il Mare, poi esulta con voce piena di meraviglia:

– Ce l’ho fatta, ha capito! È sceso giù, ora è nel Mare, cioè in te.

Il Mare lo ringrazia, poi aggiunge:

– Con l’Amore dell’Uno il pesciolino, che è il Tre, è sceso nel Mare. Ma dimmi:

1 + 3

… quanto fa?

– Facile: fa Quattro!

– Bravo! Ora hai scoperto il numero …

4

Il pesciolino che nuota nel Mare è il Quattro. Il Mare è la sua casa. Il tuo bel pesciolino giallo e blu è diventato un pesciolino vero, pieno di Vita. Può muoversi, nuotare ed esplorare il Mare. Può andare a sud, a nord, a est oppure a ovest.

Può andare nelle quattro direzioni. Vedi, ancora il Quattro!

– E il segreto del Quattro qual è?

– Ormai dovresti averlo capito. Una volta sceso nel Mare il pesciolino non ricorda più da dove è venuto. Pensa di essere sempre vissuto nel Mare. Ha dimenticato di essere il Tre. Lui e il Mare sono diventati una cosa sola. Ecco, questo è il segreto del Quattro! Il Quattro è il Tre che precipita giù, dimenticandosi chi è. Dimenticandosi dell’Amore dell’Uno. Ma adesso che abbiamo creato il Mare, ti va di esplorarlo? Non lo sai che il Mare è pieno di meraviglie, così tante che non sei nemmeno in grado di immaginarle tutte? Hai mai visto una stella marina?

– Sì, è bellissima!

– Guarda laggiù, la vedi?

– Sì, la vedo! Anche la stella marina è un Tre che è precipitato nel mare?

– Lei è molto di più. Conta le sue punte, quante sono?

– Cinque!

– Proprio così. Lei è il numero …

5

– Cosa vuol dire essere il Cinque? — chiede curioso il bambino.

– È semplice. Lei sa che il Mare è la sua casa, ma ha cominciato a ricordare.

– Ricordare cosa?

– Come, lo hai già dimenticato? Allora ascolta. Tanto tempo fa la stella marina aveva pinne e coda, proprio come un pesce. Non si stancava mai di esplorare il Mare, che è così grande. Ma un bel giorno, quando comprese di averlo attraversato tutto, si fermò. Per la prima volta volse lo sguardo verso l’alto. Scoprì così il Cielo e le incantevoli stelle. E le amò a tal punto da divenire una di loro. Perché lei era una di loro: una stella nel Mare. Dimmi: Hai mai guardato il Cielo? Hai mai visto le stelle?

– Sì, sono bellissime! Anch’io vorrei essere una stella.

– Ma è proprio ciò che sei.

– Dai, non scherzare, io non brillo nel Cielo!

– Eppure, anche tu un tempo eri come quel pesce, che non si stancava mai di esplorare il Mare. Anche tu ti sei fermato e hai volto lo sguardo al Cielo, trasformandoti in una stella. Quante sono le tue punte? Le hai mai contate?

– Non ho punte! — obietta il bambino.

– Sei sicuro? E le tue braccia allora? E le tue gambe? E non hai forse una testa?

– È vero! Due braccia, più Due gambe, più una testa … fa Cinque! Urrà! Sono una stella!

– Tu sei il Cinque. Sei come quella stella marina che guardando verso l’alto si è ricordata che anche lei, un tempo, era una stella del Cielo. Il Cinque è il Quattro che si ricorda dell’Amore dell’Uno. E …

4 + 1

… quanto fa?

– Cinque.

– Proprio così.

Il bambino prende ancora un po’ di gelato dalla sua coppetta e un sorriso di piacere illumina il suo dolce viso.

– Hm, come è buono …

– Sono curioso, — chiede il Mare, — quali sono i gusti che ti piacciono di più?

– Limone e fragola! Sono i miei preferiti.

– E quale gusto hai scelto questa volta?

– Ho scelto limone. Anche a te piacciono i gelati Mare?

– Certo. Ma dimmi: Come hai fatto a scegliere quel gusto?

– È facile, — risponde il bambino, — vado da Francesco, il gelataio, e guardo tutti quei bei colori. Quando ce n’è uno che mi attira sento qualcosa che me lo fa scegliere, ma quel qualcosa non lo so spiegare.

– Quello che senti è il numero …

6

Il Sei è il desiderio. Cosa desideri di più?

– Oh, desidero tantissime cose: vorrei essere una stella nel Cielo, un pesce nel Mare, vorrei ricevere tantissimi doni a Natale, mangiare infiniti gelati, vorrei …

– Piano, così non resta più nulla per gli altri!

– Dici davvero? — chiede preoccupato il bambino.

– Stavo solo scherzando. Anch’io sono un po’ birbone, come te. Ma dimmi: Cosa accade quando desideri il gelato al limone?

– Non lo so.

– È facile, — lo rassicura con voce dolce il Mare. — Quando desideri una cosa l’attiri verso di te. Che cos’è che fa attirare e unire le cose?

– L’Amore dell’Uno? — chiede esitando il bambino.

– Bravissimo! Vedi, ormai hai imparato. E …

5 + 1

… quanto fa?

– Sei.

– Sì, quando una stella del Mare desidera le stelle del Cielo è il Sei. Quando un bambino desidera un gelato è il Sei. Ma dimmi …

3 + 3

… quanto fa?

– Fa sempre Sei.

– Esatto! Nel Sei c’è due volte il Tre. Il primo Tre è come il gelato alla fragola, e il secondo Tre è come il gelato al limone.

– Io scelgo il limone! — esclama ridendo il bambino.

– Lo avevo capito che ti piaceva il limone. Quando desideri qualcosa devi sempre scegliere. Lo stesso è accaduto al nostro amico, il pesciolino giallo e blu. Mentre eravamo qui a chiacchierare, lui si è dato un gran da fare. Ha incominciato a esplorare il Mare e ha incontrato due belle pescioline, una tutta rossa e l’altra tutta verde. Se ne è innamorato. Le desidera tutte e due, ma ne può scegliere una sola. Certo non è facile, sono entrambe così graziose. Ma dimmi: Come hai fatto a scegliere il tuo gelato al limone?

– Si vede che non hai mai ordinato un gelato! — ribatte ridendo il bambino. — Sono andato da Francesco, e come al solito lui mi ha detto: “Salve giovanotto, cosa ti servo oggi: fragola o limone?”. Io allora ho risposto: “Tre palline al limone per favore”.

– Bravo, sei educato. E Francesco cos’ha fatto?

– Mi ha sorriso e ha messo le palline nella coppetta.

– Proprio così, — dice il Mare. — Le tre palline sono cadute giù nella coppetta, così come il pesciolino giallo e blu è caduto nel Mare. Ricordi? Lui era il Tre, e cadendo nel Mare è diventato il Quattro. Il gelato al limone è come quel pesciolino: quando Francesco lo mette nella coppetta, diventa il Quattro.

– Hm, è buono il Quattro!

– Sei proprio un birbone! Allora, hai capito? Il gelato al limone e il gelato alla fragola sono due Tre. Tu ne scegli uno — sì lo so, quello al limone! — e la tua scelta lo fa cadere nella coppetta, trasformandolo nel Quattro. E …

3 + 4

… quanto fa?

– Sette.

– Giusto! Ora hai scoperto il segreto del numero …

7

– Quale segreto? — chiede sorpreso il bambino.

– Il segreto di trasformare i propri desideri in realtà, — risponde il Mare. — Non è così difficile, basta conoscere la formula magica, come dire per favore. Il Sette è il numero del mago.

– Sei proprio forte Mare. Ti voglio bene sai?

– Lo so, anch’io te ne voglio tanto. Ma perché fai quel faccino triste?

– Siamo già al Sette, fra poco la tua storia finirà.

– Non temere, vedrai, questa è una storia che non finisce. Ma ora ti prego, lascia provare anche me.

– Provare cosa? — chiede incuriosito il bambino.

– A ordinare un gelato, — risponde il Mare.

– Allora ti piacciono veramente?

– Oh, sì. Attento, ci provo: “Francesco, limone e fragola per favore!”.

– Ehi, due gusti non vale! — obietta il bambino.

– Anche questa è una scelta. Non sarai proprio tu, un esperto di gelati, a dirmi che non si può fare.

– Hai ragione, — ammette il bambino. — Francesco ti farà una bella coppetta doppia, di fragola e limone.

– Chissà che buono. Ma dimmi: Che numero è quello?

– Quale numero? — domanda stupito il bambino.

– Fragola e limone. Il gelato al limone è il Tre, che hai fatto cadere nella coppetta trasformandolo nel Quattro. Anche il gelato alla fragola è il Tre, che cadendo nella coppetta diventa un altro Quattro. E …

4 + 4

… quanto fa?

– Otto.

– Esatto! Ora hai capito il segreto del numero …

8

– Sì, ho capito, — ribatte il bambino con l’aria di chi la sa lunga. — Il segreto dell’Otto è che il Mare è un gran golosone di gelati!

– Quello non è un segreto, — obietta divertito il Mare. — Lo sanno tutti che adoro i gelati. Ora ascolta, perché è molto importante. Il Sei sono due Tre che stanno in alto, mentre l’Otto sono due Quattro che stanno in basso, nella coppetta.

– Non capisco, — chiede il bambino, — qual è la differenza?

– C’è una grande differenza. Stare in alto non è come stare in basso. Quando la fragola e il limone sono nella coppetta, si mischiano, si sciolgono, cominciano a cambiare. In alto invece le cose non cambiano, durano per sempre. Le stelle del Cielo brillano per sempre, mentre le stelle del Mare nascono, vivono e muoiono. Come il tuo gelato nella coppetta. Vedi, sta per finire.

– Anch’io un giorno morirò?

– Tu sei una stella del Cielo, hai dimenticato? Le stelle del Cielo non muoiono mai!

– Una volta però ho visto una stella che cadeva. Che cosa significa? — chiede preoccupato il bambino.

– È il Nove, — risponde il Mare. — Una stella cadente è il Cinque che cade nel Quattro. È il Cinque che scende nel profondo del Mare. Una stella cadente sei tu quando trattieni il respiro prima di tuffarti nell’acqua. E …

5 + 4

… quanto fa?

– Nove.

– Proprio così! Una stella cadente è il numero …

9

Nove come la preghiera del mattino, che trattieni in te prima di cominciare la giornata.

– Ti prego, — chiede ancora il bambino, — cosa fa una stella quando si immerge nel Mare?

– Quando si immerge nel Mare la sua luce illumina il Mondo. Una stella che tramonta nel Mare è il Cinque che sta in alto che si unisce al Cinque che sta in basso. È la stella del Cielo che si unisce alla stella del Mare.

Ma dimmi:

5 + 5

… quanto fa?

– Dieci.

– Esatto! Il numero Dieci è una stella del Cielo che si è tuffata nell’oscurità del Mare, ridiventando l’Uno. Lo sai come si scrive Dieci?

– Certo, — risponde il bambino, — è un Uno con a fianco uno Zero …

10

– Lo vedi, il Dieci è ancora l’Uno. Il Dieci è l’Amore dell’Uno che ha terminato il suo cammino e dona la sua luce al Mondo. Il Dieci è la preghiera della sera quando è finita la giornata e ti immergi nel profondo dei sogni.

– Oh, è finito anche il mio gelato! — osserva triste il bambino. — La mia coppetta è vuota!

– Sì, — dice il Mare, — il Dieci è l’Uno che è uscito dallo Zero. Il Dieci è il gelato uscito dalla coppetta, e ora la coppetta è di nuovo vuota. Ecco, ora conosci il segreto della Vita.

– Allora il tuo racconto è finito?

– Non ricordi? Lo Zero è la possibilità, tutto può ricominciare.

– Tornerai?

– Se lo vorrai tornerò. Ora vai, la mamma ti starà cercando.

Il bambino guarda ancora una volta la sua coppetta, tonda e vuota come uno Zero, e sorridendo pensa: “Se solo Francesco sapesse quanti segreti ci sono nelle sue coppette!”.

Prima di tornare dalla mamma, si gira un’ultima volta verso il Mare, e pensa: “È così grande!”. Allora chiede:

– Chi sei Mare?

Il Mare risponde:

– Sono un profondo pensiero …

Tratto da:

Dialogo tra due cuori: sei racconti che aprono la mente e il cuore, per adulti di ogni età. Il Mare è un profondo pensiero: un bambino dai lunghi capelli dorati chiede all’immenso Mare di raccontargli il segreto della vita. Il Lupo e la papera: un dialogo intenso e sorprendente tra uno strano lupo e una papera coraggiosa. Rolfy e la grande foresta: un piccolo adorabile orsetto bruno che vive la scoperta delle trame della vita attraverso gli occhi della natura e dei suoi molteplici aspetti. Il principe ranocchio: una favola ispirata alla nobile figura del Conte di St. Germain, scritta con lo scopo di aiutarci ad abbandonare i nostri attaccamenti. La coda dell’occhio: una fanciulla vittima dell’inganno di un usuraio e un nobile cavaliere sottoposto al giudizio di un’antica legge. Psicospore: gli alieni sbarcano sulla Terra e promettono la soluzione a tutti i problemi dell’umanità.

Versione stampata — Versione e-book


Originally published at www.zenon.it on August 28, 2014.