2015–2017: quattro cose che ho imparato.

Gli ultimi mesi del 2015 furono intensi: mesi di introspezione, di studio, di analisi. Arrivavo da un periodaccio sia a livello personale che professionale, ma trovai lo stimolo per prendere in mano la situazione e cercare di cambiare le cose, anzi cambiare me stesso.


A bad plan is better than no plan.

Leggevo da tutte le parti — specie su internet e nei libri di life hacking che consultavo — che navigare a vista fa sempre male, che si ci si deve dare degli obiettivi, che si deve studiare una strategia. E che l’immobilismo non fa mai bene.
In fondo ci credevo a questa cosa. Cominciai a relazionare il mio malessere con un reale periodo di passività a cui mi ero lasciato andare. Come fossi stato una barca alla deriva, era ora di accendere motori e impostare una rotta.

Occorre uno sforzo.

Mi impegnai in una analisi profonda della mia situazione, lessi di PNL, di coaching e scrissi. Scrivevo quasi ogni giorno annotando quel che mi passava per la mente. Facevo liste e liste, poi le ordinavo fino a che cominciavo a vedere chiaramente quale sarebbe stato il seguente passo, e poi quello dopo… e poi quello dopo ancora.

Il Personal Development Plan.

Il 2016 lo iniziai preparando un Personal Development Plan coi fiocchi. Avevo identificato le cinque aree fondamentali della mia vita — Pro, Mente, Corpo, Social e Finanza — e per ognuna marcai chiari obiettivi. 
Mi sentivo energetico e pronto per mettere in atto la mia strategia.

Stay on the fucking bus.

Presto realizzai che la parte più difficile di un PdP non è tanto la pianificazione, ma l’esecuzione: rimanere sui binari, motivati e costanti. Le distrazioni sono ovunque, i ripensamenti mi spingevano a rimettere gli obiettivi in discussione.

Rivedere la strategia ricarica le pile.

Nei momenti in cui si vacilla è utile ripassare obiettivi e strategia, rimettere a fuoco, aggiustare il tiro — aggiustare, non stravolgere — . In questo modo sono riuscito a scrollarmi di dosso le distrazioni.

Stare coscienti nei momenti di stress, ne limita gli effetti.

Ma poi, verso fine anno mi è arrivato un sovraccarico importante tra lavoro, progetti personali — ho deciso di farmi una web personale — e familia e i miei binari hanno cominciato a scomparire sotto il fango. Infatti sono arrivato a Natale esausto, confuso e demotivato. E così pure ho cominciato il 2017. Mi sono risollevato quando ho preso coscienza del fatto che si trattava di un momento, che basta trattenere il respiro fino a che riesco a sbrogliare questa e quest’altra faccenda.

Appena passa il sovraccarico rivedo strategia e obiettivi e mi tuffo nel 2017!


massimo b. è un esperto di Energia e Marketing Industriale, vive in Spagna, è padre di due piccoli teppisti e marito di una esigente bellezza mediterranea.
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