La banda larga, il terremoto, e l’evasione fiscale

Per coprire l’intera Unione europea con la banda larga in Ftth (Fiber To The Home) servono 137 miliardi di euro.

La cifra contenuta nel report in allegato si basa sull’ipotesi di ottenere il 100% di case collegabili in fibra ottica perché vicine alla rete, e il 50% di abitazioni effettivamente connesse.

(Fonte: Rapporto del Fiber-to-the-home Council Europe )

La stima dei danni causati dalla sequenza sismica avvenuta nel Centro Italia dal 24 agosto 2016 ammonta a circa 23 miliardi di euro.

I soldi comprendono tutte le spese di soccorso e quelle della ricostruzione e sono le spese che il Governo italiano ha stimato e parzialmente richiesto all’Europa, attraverso il Fondo di Solidarietà dell’Unione europea (FSUE).

(Fonte: Comunicato Stampa del Dipartimento della Protezione Civile)

L’evasione fiscale e contributiva in Italia si aggira in media sui 110 miliardi di euro l’anno. Il dato in questione è stato comunicato dal presidente della Commissione per la redazione della relazione riportata nella fonte, commissionata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

I dati si riferiscono al triennio 2012–2014.

(Fonte: Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva)


Parafrasi possibili:

  • L’intero incasso della cifra evasa dagli italiani sarebbe sufficiente a cablare in fibra ottica quasi l’intera Europa.
  • Con 1/5 dell’evasione fiscale potremmo avere sufficienti soldi per ricostruire tutti i territori colpiti dal terremoto del centro Italia.
  • Immaginando (poco realisticamente) di suddividere il costo dell’installazione della banda larga in Europa in maniera equa tra tutti i 28 stati membri, avremmo che all’Italia arriverebbero circa 4,7 miliardi di euro. Questa cifra (la metà del totale dell’evasione) andrebbe spesa una tantum, a fronte di un incasso dell’evasione costante. In pratica ogni anno potremmo contare su 110 miliardi di euro freschi freschi.

Peccato che “incassare l’evasione” sia una contraddizione in termini.