L’inizio di un lungo viaggio

Mi chiamo Stefano Tombolini, nel momento in cui sto scrivendo questo post ho quasi trent’anni e mi sono laureato in economia da non molto tempo.

Il caso ha voluto che mi trovassi a studiare economia proprio allo scoppio della crisi finanziaria americana del 2007–2008 e durante la successiva crisi del debito sovrano di alcuni Paesi europei tra cui l’Italia, quello in cui vivo.

Presi molto a cuore la questione, sia perché rappresentava una sfida intellettuale molto eccitante sia a causa della sofferenza provocata da tale fenomeno, che tuttora vedo protrarsi nell’ambiente in cui vivo.

All’epoca la mia convinzione di fondo, credo condivisa dalla maggior parte delle persone che si approcciano al problema (cioè un po’ tutti), era che padroneggiando la materia sarebbe stato possibile controllare gli effetti più nefasti della crisi economica.

Oggi, dopo anni passati a studiare manuali accademici e saggi di settore, a leggere articoli scientifici e testi divulgativi suggeriti da professori o reperiti autonomamente tramite ricerche online, sento il bisogno di dire la mia, fare il punto sull’elaborazione teorica, molto travagliata, a cui sono giunto.

Da quando mi sono laureato ho fatto i conti con la famosa “università della vita”, sto ancora cercando di diventare “boss presso me stesso” e non ho più la presunzione di credere che sia possibile risolvere questioni così complesse tramite un discorso razionale più o meno condiviso.

Tuttavia, credo che le conclusioni a cui sono giunto siano non solo interessanti per chi, come me, ha dedicato anni importanti della propria vita allo studio dell’economia, ma anche per quanti stanno soffrendo a causa dell’impossibilità di comprendere razionalmente la motivazione di tanto dolore.

Parlo di una comprensione che allievi un tormento che comunque rimane, una comprensione da opporre al risentimento provocato da quanti credono di possedere la soluzione al problema e pretendono di imporre la propria visione al resto del mondo.

Il mio obiettivo è scrivere un trattato economico di carattere scientifico intitolato “Meccanica della Moneta” come questo blog, che servirà a organizzare il lavoro e tenerne traccia.

L’impresa è ardua, ma qualora dovessi fallire il blog testimonierà la sincerità del mio tentativo.

Ho già chiara in testa la struttura che voglio dare al libro, la dettaglierò in un apposito post. In un altro post ancoa andrò a popolare un po’ alla volta la bibliografia.

Il primo passo consisterà in una revisione dello stato attuale della scienza economica. Ho avuto la fortuna di ricevere in regalo il Dizionario Economico UTET curato da Sergio Ricossa e non credo che esista, anche tra le pubblicazioni anglofone, un punto di partenza migliore.

Sergio Ricossa ha predisposto all’inizio del dizionario alcune mappe concettuali per muoversi tra le definizioni. Ho intenzione di procedere in questo modo: seguire le prime due mappe concettuali (e non la terza, più avanti spiegherò il motivo) e opporre alle definizioni di Ricossa la mia personale visione, maturata nel corso degli anni.

Alla prossima e grazie della compagnia.