Il riordino della libreria e la cura di sé

Lavori in corso

In settimana abbiamo avuto i decoratori che si sono dati disponibili a dipingere la sala soltanto per l’immediato. Questo ha comportato il repentino svuotamento della libreria dove si trovano circa il 20% dei volumi della casa.

Fortunatamente questa parte del lavoro se la sono sobbarcata loro e hanno anche ultimato il lavoro di pittura in appena un giorno e mezzo, lasciandoci con la casa disseminata di oggetti e soprattuto di quelli fatti di carta, ma anche videocassette, DVD, foto, ricordi vari di periodi più o meno felici.

Questi casi sono anche l’occasione per liberarsi di molte “cose” per sentirsi più liberi. Per molte persone questo può volere dire ben poco, ma per chi è cresciuto levigando e fertilizzando la propria personalità e la propria storia con questo tipo di “cose” la storia è ben diversa.

Paradossalmente conservi “cose” più inutili solo perché appaiono meglio, sono costate di più, hanno un maggior valore. Sei consapevole che ben difficilmente tornerai a frequentare testi e immagini o filmati, ma sai anche che la perdita di uno solo di quelli “sbagliati” ti ronzerà nella testa come quelle canzoni di cui non ricordi il titolo, ma non per ore e nemmeno per giorni, ma per anni, a volte per tutti quelli che ti restano da vivere.

Si dice: “Ma a che ti serve, tanto oramai trovi tutto su Internet”, ma questo pensiero invece di tranquillizzarti è ancora più inquietante.

Catastrofe Internet

Ho vissuto abbastanza da sapere che, sotto mutate spoglie, prima o poi tutto ritorna.

“Volver”!

Parte di quello che oggi viene considerato obsoleto verrà prima o poi riesumato da qualcuno che scoprirà che cosa è andato perso con il cosiddetto “progresso”. La storia conta un’infinità di “progressi” diventati presto “passato” revisionista o sbagliato. Gli stessi libri che hanno segnato la fine della cultura orale erano progresso, mentre oggi si assiste ad un ritorno del bisogno dell’insegnamento diretto, quello che nasce dalla trasmissione di esperienza da contatto con l’altro.

Pur essendo una minima parte quello che ho riordinato e nonostante una discreta percentuale di questa era costituita di libri talora non letti ma soprattutto non proseguiti, è impressionante quante pagine siano passate per i miei occhi e la mia mente senza lasciare memoria alcuna. E per “alcuna” intendo proprio alcuna.

Il valore del testo è decisamente relativo e quello della memoria poco meno!

Il libri non sono migliori dei dischi o dei film: di tanto in tanto… a volte, come il titolo del romanzo di Stephen King, ritornano

Volver!


Ripassare libri, scritti, dischi, videocassette… è una delle esperienze più malinconiche che conosca. Mai volgersi indietro, consigliavano i messaggeri del dio di vendetta alla moglie di Lot.

Scopri gli altri dal te che credi d’essere che sono stati e che ora sono salme del tempo, immagini ovali sulle lapidi del cimitero della tua storia, esattamente quando guardi la foto di classe della prima elementare: non solo gli altri non ti riconoscono, ma tu stesso e perfino tua madre non sa quale di quelle facce da rimbambito fosse la tua!


Allora ho salvato il salvabile cercando di non attaccarmici troppo.

Quando ho scritto l’unico libro con una mia parte che abbia frequentato le librerie “normali” dopo due o tre anni era andato fuori catalogo. Oggi che anche gli autori hanno liquidato nelle forme più strane le ultime copie per salvarle dal macero, di certo nemmeno su Internet non lo si trova più (se non ne avessi salvaguardata una copia).

Non è vero che su Internet c’è tutto e lo è ancor meno che con i motori di ricerca si trovi tutto.

Materiale pubblicizzato a parte, quello che si trova è quello che statisticamente è più ricorrente, “rankizzato”.

Tradotto in altri termini, finiamo per appiattire sempre più la conoscenza all’indice di gradimento. In rete c’è tutto, è vero, almeno fintanto che la gente avrà voglia di mettercelo. I personaggi dello star system lo faranno sempre di più per quanto poco ne si senta la necessità. I lavoratori della conoscenza sempre di meno, fermo restando che non si smetterà di trovare aforismi, poesiuccole, citazioni… Molti ispirati tasto-dipendenti lo faranno ancora per un po’ ma non troppo. Tutti gli altri, coloro che hanno qualcosa di divergente da esprimere, invece, non lo scriveranno più per la semplice ragione che nessuno lo scoprirebbe. Siamo in molti ad aver ripreso l’abitudine di incontrare le persone a cui trasmettere le esperienze e con cui fecondare idee. Rimangono spazi come questa encomiabile iniziativa di Medium, ideale per narcisisti intellettuali, ma non soltanto! Eppure potete facilmente constatare quanto di nicchia sia rimasto questo Medium — almeno in casa nostra.

Nell’era del gregge-normalizzante-Internet stiamo tornando a desiderare incontri e dialoghi peripatetici. Le Scuole come quelle degli antichi greci saranno il modello a cui i primi anni di questo terzo millennio guarderanno per sfuggire alla dittatura della massificazione culturale web based che certo non stigmatizzerò.

Viviamo in una dittatura chiamata “democrazia” che ci fa desiderare un dittatore — come diceva Gaber — perché essere nulla e che tutto sia relativo è il peggiore fra tutti i tiranni.

Questa è la ragione per cui rivolgersi a se stessi e ai propri materiali formativi è la novità di questo inizio di millennio.

Volver
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