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Mentori Professionisti; un’opportunità ancora tutta da scoprire.

Cosa si perdono le organizzazioni che cercano di svolgere programmi di mentoring senza avvalersi di mentori professionisti? Un’opportunità ancora tutta da scoprire.

Il report “Many Things to Many People” della Oxford Brookes University conferma che la maggioranza dei programmi di mentoring coinvolgono su base volontaria solo mentori interni all’organizzazione nella quale sono svolti. Solo nel 5% dei casi analizzati utilizzano mentori professionisti retribuiti per il loro servizio. Già nel 2015 il “Learning and Development Report” del Chartered Institute of Personnel and Development di Londra, una delle maggiori associazioni di professionisti delle risorse umane a livello globale, aveva rilevato che i due quinti dei programmi svolti dai loro associati aveva reclutato tutti i mentori tra i propri dipendenti, mentre solo un terzo applicava una combinazione di mentori interni e mentori esterni. Nell’insieme delle poche organizzazioni, circa il 6% del totale, che erano ricorse interamente a mentori professionisti, emergeva una netta prevalenza delle piccole e medie imprese con meno di 250 dipendenti. Il ricorso ai mentori professionisti nei programmi di mentoring sembra, insomma, ancora molto limitato. Con quali conseguenze?

L’immagine che ci viene istintivamente in mente quando pensiamo ad un programma di mentoring è quella di un’articolata combinazione di sessioni ed interscambi tra i mentee, tipicamente giovani talenti che si vuole inserire e far sviluppare all’interno dell’azienda o dell’ente, ed i mentori, normalmente manager o membri senior dell’organizzazione che si prestano ad aiutare i mentee a farsi strada. Pochi dubbi su come individuare i mentee da inserire nel programma: basta chiedere ai rispettivi responsabili chi, nel loro team, merita di essere valorizzato meglio per le capacità ed attitudini non comuni che possiede.

Ma come si fa a trovare il mentore giusto per ogni talento?

L’esperienza ci insegna che trovarlo all’interno della stessa organizzazione, per quanto grande, è piuttosto difficile. Dobbiamo innanzitutto scartare il capo del mentee ed il capo del suo capo. Il loro ruolo li pone, infatti, automaticamente in una posizione gerarchica superiore rispetto a quella del mentee, che farebbe molta difficoltà ad aprirsi con sincerità nelle sue riflessioni e nei suoi dialoghi con il mentore senza timori reverenziali. D’altro canto, un buon capo dovrebbe comunque far crescere i propri collaboratori senza il bisogno di alcun programma di mentoring. E allora? Ci sono tutti gli altri manager dell’azienda che possono aiutare il nostro mentee. È vero, ma quanti sono disponibili? Sono tutti molto impegnati e, a ben guardare, pochi di loro hanno veramente voglia di mettersi in gioco personalmente (con il rischio di fallire) con persone che, tutto sommato, non lavoreranno mai al loro fianco, se non nei rarissimi casi in cui la mobilità interna del personale non generi complicazioni politiche che ogni buon direttore delle Risorse Umane si guarda bene dall’affrontare. Va bene, ci restano tutti i colleghi del mentee che, dotati di maggiore esperienza, possono accompagnarlo in un percorso di sviluppo personale e professionale. Ma quante di queste persone hanno veramente l’attitudine giusta e le competenze trasversali adeguate a questo compito? Sempre troppo pochi rispetto al numero dei mentee che potrebbero beneficiare di un programma di mentoring.

Mentori professionisti, un’opportunità da scoprire

Il ricorso a mentori professionisti, preparati a svolgere il loro delicato compito, presenta innegabili vantaggi. Il primo e più evidente è l’assenza di alcun tipo di conflitto di interesse tra il ruolo ricoperto dal mentore all’interno dell’organizzazione e l’influenza carismatica che la persona può esercitare nei confronti delle persone che accompagna. Ne consegue una innegabile “terzietà” del mentore esterno rispetto alle dinamiche politiche interne all’organizzazione e la sua possibilità di agire nel puro interesse del mentee anche, se necessario, contro quello dei suoi responsabili. In linea con gli stringenti principi deontologici della professione, il mentore professionista è pienamente consapevole del proprio dovere di attenersi ad un rispetto assoluto della confidenzialità delle informazioni ricevute anche e soprattutto nei confronti dello sponsor del programma.

I fautori dei programmi di mentoring realizzati solo con mentori interni replicheranno che solo chi vive la realtà dell’organizzazione dal suo interno può fungere da modello nei confronti dei più giovani in relazione ai valori aziendali che si mira a perpetuare. A questi interlocutori ricordiamo che uno dei segreti della riuscita di qualsiasi relazione di mentoring è la diversità tra mentore e mentee: una gestione di tale diversità come risorsa e non come limite apre sia al mentee che al mentore le più coinvolgenti ed interessanti opportunità di apprendimento e sviluppo al di là dei confini angusti delle strade già percorse e conosciute.

Il giusto mix

Come risolvere allora la diatriba? Ancora una volta ci verrebbe da dire che “in medio stat virtus”, ossia, ove possibile, è opportuno che il programme manager integri nel gruppo dei mentori interni che è riuscito a reclutare e formare adeguatamente un numero di mentori esterni sufficiente a rispondere alle esigenze dei mentee partecipanti. All’inizio di ogni programma è molto importante formare i potenziali mentori interni alle principali competenze di mentoring per dar loro una reale opportunità di incidere efficacemente sullo sviluppo dei mentee con i quali compiranno il percorso. Sulla base delle finalità del programma, poi, il programme manager potrà inserire uno o più mentori professionisti il cui profilo corrisponde alle aree non sufficientemente presidiate. Ognuno dei mentee sceglierà uno o più mentori interni o esterni con i quali condurre una discovery session che gli darà la possibilità di trovare il “compagno di viaggio” giusto per un percorso di apprendimento e sviluppo pienamente soddisfacente.

Il mentoring è un’eccezionale opportunità professionale! Per chi desiderasse approfondire il mentoring, vi segnaliamo i nostri percorsi e programmi dedicati.

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Fabio Salvadori

Fabio Salvadori

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Seeker. Author. Mentor. Coach. Facilitator. | I write to remind us that we are all born innovators. | fabiosalvadori.com