MentorLab
Published in

MentorLab

Rapporto sullo stato dell’arte dei programmi di mentoring

Pubblicato dalla Oxford Brookes University “Many Things to Many People”, interessante rapporto sullo stato dell’arte dei programmi di mentoring.

Il rapporto , redatto dalla Dott.ssa Judie M Gannon e dal Dott. Rhianon Washington dell’International Centre for Coaching & Mentoring Studies (ICCaMS), presenta i risultati di un’indagine che ha coinvolto dal febbraio all’agosto 2019 oltre 170 organizzazioni pubbliche e private del Regno Unito e di alcuni Paesi dell’Europa continentale, tra le quali MentorLab, che si occupano di progettazione ed erogazione di programmi di mentoring formali.

In una quarantina di pagine ricche di dati, gli autori sviluppano un quadro dettagliato dello stato dell’arte dei programmi di mentoring che si articola intorno a tre “P”:

  • Purpose, ovvero gli scopi più comunemente perseguiti dai programmi di mentoring;
  • Practicalities, ovvero le tipologie e le procedure operative ed amministrative più diffuse ed efficaci;
  • People, ovvero i ruoli, i compiti e le responsabilità principali dei protagonisti dei programmi.

Gannon e Washington mettono in evidenza come l’elevata diversificazione delle finalità dei programmi di mentoring indicate dalle organizzazioni interpellate testimonia la notevole flessibilità e adattabilità di questo strumento alle esigenze del contesto in cui viene applicato. Si va dalla facilitazione delle transizioni di carriera allo sviluppo delle competenze di leadership, dalla gestione della diversità all’impegno dei singoli nella risoluzione di problematiche di tipo comunitario, dalla valorizzazione, gestione e ritenzione dei talenti al coinvolgimento dei collaboratori nella definizione degli obiettivi strategici dell’organizzazione. É interessante notare come, in molti casi, i programmi non si limitino a perseguire gli obiettivi diretti dell’impresa o dell’ente presso il quale vengono svolti, ma, direttamente o indirettamente, possano estendere i propri effetti alle comunità locali producendo effetti socio-economici di rilievo.

Dal punto di vista degli aspetti pratici, il rapporto rileva come la tradizionale relazione diadica o di mentoring “one-to-one” tra un mentore più maturo ed un mentee più giovane rimanga la più largamente praticata nei programmi, anche se il group mentoring, tra un mentore ed una molteplicità di mentee o tra gruppi di mentori e gruppi di mentee, viene sempre di più utilizzato in contesti in cui si perseguono obiettivi organizzativi più che individuali. Al tempo stesso, i programmi di reverse mentoring, nel quale un mentore più giovane ma dotato di esperienze e conoscenze specifiche accompagna uno o più mentee più maturi, si fanno sempre più largo per far leva sulle grandi risorse delle nuove generazioni per prevenire l’obsolescenza delle capacità produttive e socializzative delle precedenti generazioni di collaboratori.

Nell’approfondire il ruolo delle persone nei programmi di mentoring, gli autori fanno notare come da quanto rilevato emerga come il Programme Manager svolga ovunque un ruolo cruciale del quale non si può proprio fare a meno a pena di un elevato rischio che il programma non abbia l’efficacia e l’efficienza desiderati. Combinando solide competenze gestionali con approfondite conoscenze della metodologia del mentoring e, possibilmente, una consolidata esperienza come mentee e mentore in programmi formali, un buon Programme Manager deve essere in grado di progettare accuratamente le varie fasi di un programma, coinvolgere i membri chiave dell’organizzazione nella promozione ed implementazione delle attività, selezionare e formare i partecipanti, accompagnandoli nel percorso che li vedrà protagonisti per diversi mesi e, come se non bastasse, informare costantemente e tempestivamente i responsabili dell’organizzazione e sponsor dell’iniziativa di svilluppi e risultati fino alla rendicontazione finale. Gannon e Wahington non esitano a concordare con David Clutterbuck che, in un articolo intitolato “Organising mentoring programmes: how to be a great programme coordinator”, apparso nel 2006 sul Development and Learning in Organizations: An International Journal, aveva definito il Programme Manager il vero e proprio “eroe di ogni programma”!

Il nostro team è stato invitato a partecipare all’indagine per condividere la propria esperienza, a livello internazionale, nell’erogazione di programmi di mentoring. Nel rispondere al questionario proposto abbiamo messo in evidenza come, dopo anni di scetticismo, anche in Italia sempre più imprese ed organizzazioni cominciano ad includere programmi di mentoring nel proprio piano di gestione delle risorse umane. Si tratta di un mercato molto promettente che sta recuperando velocemente il gap di esperienza rispetto a Paesi come il Regno Unito, la Francia o la Germania dove i programmi costituiscono uno strumento largamente utilizzato nei contesti più diversi con risultati eccellenti. Il report ci incoraggia a perseguire nei nostri sforzi con sempre maggiore impegno ed entusiasmo!

--

--

Professional Mentoring for Individuals and Organizations.

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store
Fabio Salvadori

Fabio Salvadori

206 Followers

Seeker. Author. Mentor. Coach. Facilitator. | I write to remind us that we are all born innovators. | fabiosalvadori.com