Bonaparte


Alessandro e Cesare,
così vivi da sentirli parlare,
cavalcare,
attraversare il mondo.
E poi Bonaparte, furioso,
sul bianco cavallo rampante,
genio, fulmine di guerra,
distrutto e spazzato via,
caduto dopo aver annaspato
oltre la grigia cortina del cielo.
Pazzo, bruciato
come Empedocle,
per essersi spinto troppo in alto
con le sole sue forze.
Io di fronte a questi
non lascio morti dietro le spalle
- per fortuna! -,
ma porto il peso di un destino
qualsiasi.


Scritta nel 1996.