Io e te, tu ed io, noi due


Io stanco di sorrisi ghiacciati
e stelle basse sull’orizzonte del cuore,
sono un punto fermo
dell’immensa spiaggia
che costeggia il mio mare.

Tu al largo tra le onde,
corallo naufrago di un amore infuocato,
cerchi l’abbraccio,
il golfo padre dalle acque tranquille,
in cui seppellirai le tue ansie.

Io che somiglio ad una statua di sabbia,
affondo lentamente su una battigia
di granchi e conchiglie,
mentre il vento declama i miei versi
a una folla d’illetterati gabbiani.

Tu mi guardi da lontano
e ridi e ti trasformi in una nebbia
che svapora intorno in mille rivoli,
mi avvolgi con la curva sinuosa
del tuo bacio in goccioline iridescenti.

Io e te, tu ed io, noi due.
E la nebbia che tu eri si dirada.
Restano piccole gocce e riflessi di luce sospesi,
tra i quali scorgo le tue labbra e l’ansa del tuo seno.
(O forse è solo il seno del mare nascosto tra gli scogli.)

Io sfinito dalla sete, ora che il vento è calato
e un Sole a picco dardeggia ininterrotto,
mi piego, costretto a terra dal mio stesso peso,
come una cattedrale in un paese ateo,
a faccia in giù nella sabbia per un amore sfiorato.

Noi siamo forse ancora attori inesperti,
per caso proiettati su un palco.
Tocca a me, devo proprio lanciarmi!
In che parole troverò riparo?
In che sorrisi vuoti e accenti imbarazzati?

Noi faccia a faccia, dieci metri distanti
in questo mezzogiorno di fuoco,
e rintocchi di orologi e campane,
bloccati nell’aria affogata di Sole
a scandire il tempo della nostra sfida.

Noi finalmente uniti, coi nostri volti scuri,
da quest’attesa di separazione:
«Perché nulla potrà mai cambiare,
non ci sono ponti tra la terra e il mare,
non ci sono fiori nei prati d’inverno».

Noi a voce bassa andiamo così ripetendo,
rintanati nell’umido sottoscala del cuore,
liturgie di frasi nella comune paura:
«Sbarra le porte, chiudi ogni finestra,
nascondi i gioielli, slega i cani in giardino».

Noi proprio per questo davvero vicini,
così vicini che ti potrei toccare
(io sulla spiaggia e tu accostata al mare).


Scritta prima del 1995.