Passandosi accanto


In questo giorno
che è un inferno di parole e suoni,
ci aggrappiamo
a qualche cosa da fare:
qualsiasi cosa
purché ci tenga occupati,
non ci faccia pensare.

E più in là c’è la città che urla,
con le luci, la gente, rèclame,
automobili,
semafori rossi,
i negozi, le vetrine
e qualcuno
che, leggendo il giornale, calcia un sasso,
dice basta alle tasse.

Io son qui che ti scrivo in silenzio
dei miei giorni uguali e dispersi,
della noia che invade la mente,
dei soliti, inutili gesti.

Forse c’è nei tuoi occhi qualcosa
- un’emozione -
o forse è solo paura.
Ma vorrei che potessi parlarmi,
in questa sera come tutte le altre.


Scritta intorno al 1990.

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