Sedici febbraio


Io e te legati insieme
nella cappa umida
del nostro inverno,
addossati faccia a faccia
nella scatola della tua macchina,
corpi stirati su sedili scuri
in un abbraccio soffocato e teso.

Nessuno strappo nel sipario
nero dei tuoi capelli,
nessuna luce oltre il riflesso pallido
degli orecchini.

Nei baci impulsivi,
nelle carezze affrettate,
nel silenzio dei nostri sguardi
sgorga e muore improvviso
uno scroscio d’intesa,
troppo debole per divenire altro
che la lama di un ricordo sospeso.


Scritta nel 1994.

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