Sonno dentro conchiglie vuote


Luce lontana,
da lontano brilli
come un gioco di ombre colorate,
gettate su marmorei pavimenti
da vetri opachi di mosaico
nella silenziosa penombra
di una chiesa.
Ed io che così fermo
sembro sospeso
tra scogli di corallo e mare,
abito questa sabbia
di conchiglie vuote:
gusci come case
e lì mi son nascosto
per non pensare
e star più solo e nudo
nel dolce sonno
in cui mi sto cullando.


Scritta nel 1996.

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