Sull’orlo


Tra gli strappi di onde scroscianti,
inarcato e saettante,
come cuore di ferita dal mare si apre:
le stesse parole
e nulla di nuovo, per descrivere
la grande e uguale eternità.
Quella cosa estrema
si ritrasforma
e mille volte produce la vita;
ed io son qui a cercare di dire
il sacro e il profano
che a stento intravedo.


Scritta prima del 1995.

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