A cinque giovani medici il compito di effettuare una geo localizzazione dei malati di cancro.

Da tempo, nella nostra Città, opera l’associazione Onda d’urto, composta da cittadini e professionisti, che si è posta degli obiettivi abbastanza ambiziosi. Supportare le Istituzioni nella ricerca dei fattori di rischio, con l’obiettivo di avere un ambiente più salubre e una comunità meno malata.

Oltre alle tante attività di sensibilizzazione poste in campo, l’associazione ha bandito una borsa di studio di 500 euro per due medici che avessero collaborato per l’attività di ricerca scientifica. A tale bando hanno partecipato quattro giovani medici e una dottoressa ricercatrice presso il Dipartimento oncologico di Bari. Dopo l’analisi dei curriculum inviati da parte di una commissione, composta da due valutatori, ovvero, il Dott. Dino Leonetti e il Dott. Tommaso Di Renzo, e dai garanti, il direttivo, dopo essersi riunito, ha deciso di estendere il numero delle borse di studio messe a disposizione, ovviamente, con risorse proprie, senza alcun sostegno pubblico.

La ricerca che sarà condotta dai medici selezionati ha come soggetti pazienti oncologici, di età compresa tra 0 e 50 anni, e si pone l’obiettivo di effettuare una geo localizzazione, con lo scopo di individuare sia i fattori di inquinamento ambientale e la definizione di neoplasie, sia i fattori di rischio, tramite la somministrazione di schede anamnestiche. Finita la fase della raccolta dati, ci sarà quella dell’incrocio degli stessi che porterà all’adozione di un report conclusivo che sarà condiviso con Asl e Comune di Andria, nella speranza che queste enti ne facciano buon uso.

Tony Tragno, presidente dell’associazione, ha dichiarato: “Abbiamo pensato a questo bando per permettere di dare un taglio scientifico alla nostra azione. Infatti, questa ricerca, sarà condotta da un tavolo composto dai medici selezionati che saranno totalmente indipendenti dal resto degli organismi dell’associazione. Vogliamo dare un contributo per migliorare la nostra comunità, non certo sostituirci alle Istituzioni”.

Il Dottor Leonetti ha precisato: “Quando l’amministrazione, civica e sanitaria, effettua un monitoraggio ambientale, adopera un sistema tradizionale, cioè, per tranquillizzare la popolazione e garantire la sicurezza, posiziona dei rilevatori in Città, dai quali risultano sempre valori nella norma. Quello che stiamo facendo noi, è una “rivoluzione copernicana”. Il punto di osservazione si capovolge, noi non partiamo dall’ambiente, partiamo dall’ammalato per individuare fattori di rischio e fattori ambientali che sono la causa dei numerosi casi di patologie nella nostra Città, senza creare allarmismi, ma supportando Asl e Comune affinché questi possano porre in essere tutte le azioni necessarie del caso”.

Continueremo a seguire l’evolversi della ricerca e, soprattutto, speriamo che le Istituzioni facciano tesoro di questo lavoro che sarà condotto da semplici cittadini per il bene comune.