Il Gurgo, un patrimonio da valorizzare.

Domenica 14 Maggio, c’è stata la visita guidata al Gurgo di Andria, organizzata dal comitato spontaneo Carsicando, per dare un seguito alla raccolta firme avviata dallo stesso comitato, che ha candidato la dolina a “I luoghi del cuore” del Fai.

Data la mancanza di un percorso sicuro, crollato a seguito di un’alluvione nel 2011, non è stato possibile esplorarlo interamente. Infatti, i visitatori hanno potuto ammirare soltanto la parte messa in sicurezza.

La visita è stata caratterizzata da tre momenti. Il primo ha riguardato l’aspetto botanico, del quale se ne è occupato l’instancabile ambientalista Nicola Montepulciano che, prima di cominciare il giro, ha raccontato quale fosse la situazione antecedente la recinzione della dolina. Una situazione davvero precaria che ha visto l’abbandono di 500 autoveicoli, con la relativa difficile azione di bonifica che ha permesso a moltissime specie floreali presenti di rinvigorire.

Successivamente, è stato spiegato, dal Dott. Cappabianca, come la presenza faunistica sia influenzata dalla vegetazione presente che crea un bioma, composto da specie passeriformi, varie specie di farfalle, di insetti e da alcuni uccelli, quali la poiana e il gheppio.

In seguito, si è passati all’analisi dell’aspetto storico, effettuato dalla Dott.ssa Di Bari, sulla base di uno studio realizzato dalla Dott.ssa Annalisa Lomuscio. È emerso che il Gurgo fosse abitato, probabilmente, sin dalle epoche del paleolitico e del neolitico. L’affresco ritrovato, che si ispira al complesso della Madonna di Trimoggia, conservato nella chiesa del Santissimo Salvatore, attesta la presenza dell’insediamento abitativo fino al tredicesimo secolo, ovvero il medioevo. Dopo l’età medioevale, tale insediamento fu sgomberato per motivi di igiene e di sicurezza e gli abitanti furono trasferiti presso Largo Grotte, oggi tombato sotto il cemento del recente “restauro”.

La visita si è conclusa con l’ingresso nell’unica grotta accessibile, vandalizzata nel tempo antecedente l’ubicazione della sede distaccata del Corpo Forestale dello Stato.

Durante la visita, l’interrogativo più volte posto dai partecipanti (provenienti anche da città limitrofe), riguardava la mancata valorizzazione di questa nostra grande risorsa. Eppure, se solo si creasse un parco comunale, tale luogo genererebbe lavoro, cultura e tutto ciò che riguarda l’indotto del turismo sostenibile. La risposta a tale interrogativo è stata subito data dall’assenza di chi, attualmente, amministra la nostra Città, impegnato, sicuramente, in altre questioni molto più importanti.

Quando si comincerà a capire che lo sviluppo e il marketing del territorio sono argomenti che andrebbero affrontati con una certa lungimiranza e preparazione?

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