All’Ombra del Baobab: un sogno divenuto realtà per due rifugiati del Mali

Demelle Bobacary e Soma Fofana Makan sono due rifugiati del Mali e nel maggio del 2014 hanno aperto All’Ombra del Baobab, il primo negozio di Trento addetto esclusivamente alla vendita di prodotti provenienti dall’Africa.

“Non appena siamo arrivati in Trentino ci siamo resi conto che non esistevano negozi addetti alla vendita di prodotti alimentari Africani -mi spiega Soma- e questo rendeva incredibilmente difficile preparare i nostri cibi.” L’idea iniziale era quindi quella di aprire un negozio in grado di soddisfare questo bisogno per un numero sempre crescente di rifugiati Africani nella zona Trentina. “Volevamo che in qualche modo i tanti rifugiati dai diversi paesi Africani potessero trovare sapori di casa pur essendo cosi lontani” aggiungono.

Appena adolescenti Demelle e Soma lasciarono indipendentemente il Mali per andare a cercare lavoro in Libia. Uno lavorava come magazziniere, l’altro in una casa produttrice di pasta. Una volta scoppiata la guerra civile in Libia, non avevano scelta, rimanere e combattere o prendere la via del mare.

Sbarcarono entrambi a Lampedusa nel maggio del 2011 e da li’ furono trasferiti insieme presso il centro di prima accoglienza di Marco, in provincia di Trento. Qui, una volta ottenuto lo status di rifugiati, hanno iniziato a cercare lavoro. “Non c’era molto lavoro in giro, nemmeno per gli Italiani — mi dice Demelle- venivamo chiamati per qualche lavoretto ma era tutto molto precario.” Lavoravano magari un paio di mesi e poi venivano rimandati a casa perché non c’era più lavoro.

“Quando non hai genitori e sei a casa per due o tre mesi alla volta, significa che lo Stato ti deve costantemente mantenere. Siamo giovani e per questo abbiamo deciso di rischiare”, mi spiega Soma.

Decisero quindi di partecipare al bando ‘Re-lab: start-up your business’; progetto finanziato dal Fondo Europeo per i Rifugiati, promosso dall’International Training Centre dell’ILO e indirizzato ai rifugiati in Italia che intendono aprire una propria attività. Su 50 business plan emersi dal progetto, in 13 furono selezionati per un finanziamento tra i 10 e i 15 mila Euro e all’Ombra del Baobab era uno di questi.

“Il progetto ci ha dato una mano con la burocrazia e i costi fissi per l’apertura del negozio. Con il fondo iniziale abbiamo comprato cose come gli scaffali, i frighi, il computer e la cassa ma il resto era tutto sulle nostre spalle” mi spiegano. E non e’ stato facile. Non parlavano molto bene la lingua, non conoscevano il paese ne’ tutte le sue leggi. Si sono dovuti comprare anche tutti i prodotti da soli e sperare che l’investimento andasse a buon fine.

“Abbiamo iniziato con pochi prodotti e piano piano abbiamo ampliato la scelta. Ogni mese mettiamo da parte qualcosa e aggiungiamo un nuovo prodotto”, mi spiega Soma.

C’è da dire che da quando ha aperto, All’Ombra del Baobab e’ diventato subito molto di più di un semplice negozio di alimentari Africani. “E’ un punto di incontro dove gli Italiani possono venire a scoprire vari prodotti dell’Africa e gli Africani possono sentirsi un po’ più a casa” mi dicono.

Ed e’ forse proprio per questo che, nonostante le continue difficoltà, All’Ombra del Baobab sta piano piano trovando il suo posto nel mercato di Trento. La clientela e’ divisa egualmente tra Italiani che generalmente comprano i prodotti di artigianato e gli Africani che visitano l’area alimentare. “Ancora non siamo in grado di soddisfare tutte le richieste alimentari — mi dicono- ma speriamo a breve di farcela.”

Ci sono effettivamente altri negozi a Trento che vendono prodotti alimentari non-Europei, e c’è il negozio Equo e Solidale che anche vende prodotti di artigianato provenienti da diversi paesi Africani ma All’Ombra del Baobab e’ ancora l’unico negozio che vende entrambi i prodotti nello stesso posto.

Tra l’altro, molti dei loro prodotti provengono direttamente da cooperative in diversi paesi Africani, e dunque anche loro fanno parte di una piccola ma crescente economia in cui giustizia e qualità vanno di pari passo. Tutti i loro prodotti sono infatti certificati secondo gli standard Europei.

La missione di Demelle e Soma va quindi al di là della semplice vendita di prodotti Africani. Il loro intento e’ quello di creare un legame duraturo tra il loro paese di origine, altri paese Africani e l’Italia. “Non siamo solo tragedia noi rifugiati. Siamo molto di più rispetto a quello che le televisioni mostrano” mi dice Soma. Per questo All’Ombra del Baobab e’ molto attivo nell’ambito della promozione dell’integrazione di rifugiati e in particolar modo della cultura Africana. Organizzano cene solidali, letture pubbliche, proiezioni di film e molto altro dove spiegano il perché e come sono arrivati in Italia.

La prima cosa che fanno a questi eventi e’ spiegare il cibo. “Il cibo e’ alla base di tutto — mi dice Soma- tutti abbiamo bisogno di cibo; e’ la piu’ semplice espressione della nostra cultura e di chi siamo. Ma il cibo ci puo’ anche unire, avvicina le famiglie e crea nuove famiglie.”

Per il futuro, Soma e Demelle sperano di crescere, estendere la loro scelta di prodotti ed essere più coinvolti nell’ambito dell’import di prodotti Africani in Nord Italia. Ma cosa ben più importante, mi dicono, e’ che All’Ombra del Baobab sia sempre di più al centro della promozione di prodotti e culture Africane in Italia.

“Qui in Italia i nostri prodotti e le nostre culture sono quasi sempre presentati da qualcun altro, molto di più rispetto alla Francia o all’Inghilterra. Da Africani, vogliamo essere promotori attivi delle nostre diverse culture e tradizioni.”

Il loro problema principale in questo momento e’ il continuo cambiamento di normative e legislazioni. E’ incredibilmente frustrante. C’è sempre una nuova legge che contraddice la precedente, mi spiegano. “E così tante carte che non puoi nemmeno immaginare” mi dice Soma ridendo mentre indica tutta una serie di certificazioni che hanno attaccate al muro accanto alla cassa. “E’ stato solo grazie ad amici, volontari ed il progetto Re-lab che ce l’abbiamo fatta e riusciamo ad andare avanti.”

A dispetto di quello che dicono e senza sottovalutare l’importanza dell’aiuto ricevuto dagli amici, volontari e il progetto alla base del lento ma crescente successo di All’Ombra del Baobab c’è senza dubbio e prima di tutto la motivazione e determinazione di entrambi Demelle e Soma.

“Nonostante le continue difficoltà, noi non molliamo — mi dicono- vogliamo dimostrare che sappiamo fare molto di più di quanto la gente non creda e valorizzare le nostre culture e tradizioni.”

E mentre sto per andar via, Soma mi dice: “Io ci credo in questo negozio, come luogo per creare un legame duraturo tra le persone”. E senza dubbio lo ha gia’ fatto.

Crediti fotografici: All’Ombra del Baobab, pagina facebook

Per sapere di piu’ su All’Ombra del Baobab, scoprire i loro prodotti e conoscere i loro eventi controllate qui la loro pagina facebook.