Bob Dylan e l’Italia

English version at page 42 here. Questa è la versione italiana di un articolo su Bob Dylan pubblicato da Ulisse, il magazine di Alitalia, a pagina 41 con ricche illustrazioni.

C’è un legame speciale che lega Bob Dylan all’Italia. A due anni dalla tanto discussa assegnazione del premio Nobel per la letteratura, il poeta del rock è passato nel Belpaese con il suo Never Ending Tour per una lunga serie di concerti in varie città italiane (Roma, Firenze, Mantova, Milano, Genova, Jesolo e Verona).

Fonte: Hotel Timeo Taormina

Tutto inizia nel 1964 con i versi di Boots Of Spanish Leather dedicati a Suze Rotolo, la sua compagna italoamericana di allora rifugiatasi in Italia dopo una separazione tra i due. Il tentativo di riappacificazione però risulterà vano. I riferimenti all’Italia si intensificano negli anni Settanta in When I Paint My Masterpiece dove Dylan cita le strade di Roma, il Colosseo, Piazza di Spagna e un suo appuntamento galante con una nipote di Botticelli. Ancor più evidente l’omaggio contenuto nella quinta strofa di Tangled Up In Blue dove il protagonista della canzone sfoglia un libro di poesie scritte da un non identificato poeta italiano del tredicesimo secolo. Una canzone che è diventata ormai una pietra miliare della “dylanologia”, lasciando insoluta la curiosità su chi sia questo enigmatico poeta italiano del tredicesimo secolo. Dante? Cavalcanti? Oppure, meno probabilmente, Petrarca?

Nel tour del ’75 Rolling Thunder Revue, Dylan compare in pubblico con il volto dipinto di bianco e spiega che la sua scelta vuole essere un omaggio alla commedia dell’arte italiana. E molti anni dopo la morte di Dario Fo, proprio nel giorno dell’assegnazione del Nobel a Dylan, ha il sapore di un intrigante gioco del destino, come se ci fosse stato un invisibile passaggio di consegne tra i due.

Ma uno dei rari momenti in cui Dylan è apparso davvero emozionato, nell’oltre mezzo secolo di carriera, è stato probabilmente il concerto del ’97 a Bologna, in occasione del Congresso Eucaristico davanti a papa Giovanni Paolo II. Quando si avvia verso il podio del papa, inciampa, salendo la scalinata, rischiando un capitombolo e si ricorda giusto in tempo di togliersi il cappello da cowboy, prima di stringergli la mano.

Fonte: RAI1

Un luogo italiano che ha conquistato Dylan è Taormina. Un amore non nascosto, tanto che lo si può ascoltare narrato anche nei versi della canzone Lights Of Taormina di Mark Knopfler, l’ex leader dei Dire Straits. Entrambi — come racconta la canzone — sono rimasti stregati dallo stesso balcone d’albergo. Dylan, nella versione di Knopfler, appare come un imperatore che tutto ha conquistato alla pari dei grandi condottieri romani, ma le onde del mare inesorabilmente gli ricordano una donna che non tornerà mai più.

I riferimenti classici non sono affatto fuori luogo. Bob Dylan ha una grande attenzione verso i poeti latini dell’antica Roma che cita e rivisita nei suoi testi. Richard F. Thomas, professore universitario di Harvard, vi ha dedicato un saggio apposito intitolato “The Streets of Rome: The Classical Dylan” .

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