Twinology

Interpretare Twin Peaks attraverso le canzoni rock

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Lo “spazzaturologo” AJ Weberman ha inventato due termini entrati nel linguaggio: 1) garbology, l’arte di rovistare nella pattumiera di personaggi celebri in cerca di rivelazioni sulle loro vite private; e 2) dylanology, l’interpretazione dei testi di Bob Dylan. Per quanto discutibile, al suo metodo va riconosciuto il dono di aver generato due nuove parole. Ormai non c’è più scampo, chiunque si occupi di Bob Dylan viene definito un dylanologo.

Sheryl Lee nei panni di Laura Palmer nella serie Twin Peaks di David Lynch (immagine pubblicata da Il Foglio)

Molteplici identità attraversano da sempre le canzoni di Dylan. Tangled Up in Blue, famosa per I suoi cambi di pronome, oscilla nel racconto tra prima e terza persona. In Where Are You Tonight l’autore raffigura un combattimento tra se stesso e il suo gemello, cioè il suo nemico interiore: “I fought with my twin / the enemy within” — uno fra gli innumerevoli versi recepiti dai dylanologi come un invito a decrittarne il significato. Proprio come succede ai fanatici di Twin Peaks davanti ad ogni episodio della serie TV! Il lavoro di David Lynch infatti attrae lo stesso tipo di devozione e speculazioni e ne condivide l’enfasi sul concetto di duplicità.

Benvenuti quindi nel mondo di twinology, lo studio di Twin Peaks attraverso i testi rock. A un livello superficiale la trama ha inizio (in realtà comincia molto prima) quando, con voce spezzata, il direttore del Twin Peaks College annuncia alla scuola che il corpo esanime di Laura Palmer è stato ritrovato dalla polizia. Chiede cinque minuti di silenzio e di preghiera in sua memoria e raccomanda a ciascuno di prepararsi a collaborare con le autorità per la risoluzione del caso.

Di primo acchito Laura appare come una ragazza modello disposta a fare del bene e aiutare il prossimo. Dal suo diario segreto emergono però i tratti di una personalità ben diversa con dipendenza dalla cocaina, coinvolta in un giro di prostituzione e in rapporti oscuri con forze misteriose. Spetta all’agente Cooper dell’FBI il compito di scoprire la verità. Lo fa adottando metodi poco canonici, guidato da una genuina ossessione per la spiritualità tibetana.

Attraverso l’interpretazione di sogni e coincidenze l’agente Cooper riesce a individuare l’assassino. Ma la storia non finisce qui, perché svelare l’omicida di Laura Palmer diventa quasi secondario. La mera risoluzione del caso poliziesco non rappresenta che il preludio del viaggio di iniziazione nei misteri di Twin Peaks. Cooper scopre a sue spese che la polarità di bene e male è una faccenda molto più complicata del previsto, e cade nel tranello dell’autocompiacimento e del miraggio di una perfezione impossibile da raggiungere. Fallisce la prova e si trasforma nel suo opposto, in un essere indemoniato.

Cooper apprende dal vice-sceriffo Hawk, nativo americano, l’esistenza di una leggenda locale tramandata di generazione in generazione. Secondo gli indiani esiste un posto chiamato la Loggia Bianca in cui risiedono gli spiriti incaricati di regolare il destino degli uomini e gli eventi naturali. Al suo opposto si trova la Loggia Nera attraverso cui tutti gli spiriti in cerca di perfezione devono passare. Lì incontreranno il loro lato oscuro, il cosiddetto “Inquilino sulla Soglia”. Se un malcapitato si confronta con la Loggia Nera senza il necessario coraggio essa gli devasterà l’anima fino alle peggiori conseguenze. L’agente Cooper si ritrova immerso in una bizzarra atmosfera da sogno fuori dallo spazio, dal tempo e dalle leggi della casualità.

Nel brano Alexandra Leaving Leonard Cohen ci invita a non scegliere “la spiegazione del codardo che si nasconde dietro la causa e l’effetto”. La causalità presuppone l’esistenza di spazio e tempo dato che ogni osservazione in fondo si basa su corpi in movimento. Ma in Alexandra Leaving proprio come in Twin Peaks lo spazio e il tempo sono ridotti a pura evanescenza. Cooper ne valica i limiti lungo la sottile linea divisoria fra Loggia Bianca e Loggia Nera, fra il bene e il male.

In Alexandra Leaving Cohen lascia intendere che questi momenti non sono immaginari e vanno affrontati in quanto reali. In Twin Peaks, in assenza di istruzioni a guidarlo attraverso l’ignoto, l’agente Cooper non riesce a superare la prova.

28 settembre 2014, Lucca Film Festival. David Lynch annuncia la terza serie di Twin Peaks a 25 anni di distanza dal suo esordio (grazie Mr Lynch per aver scelto l’Italia per questa tanto attesa notizia!). La conferma arriva con un tweet del 3 ottobre 2014. Twin Peaks: The Return fa ufficialmente il suo debutto il 21 maggio 2017.

I 18 nuovi episodi della serie riprendono il discorso proprio dal mito indiano e vi gravitano sempre intorno. Come in Hotel California degli Eagles, la Loggia Nera è un posto dal quale ci si può assentare, ma non lo si può mai veramente lasciare: “you can check out anytime you like / but you can never leave”. Perlomeno non per 25 anni. E noi fanatici di Twin Peaks siamo di nuovo incollati allo schermo e non smetteremo mai di fare congetture sui suoi significati.