“Da un grande commercio derivano grandi responsabilità” (Peter Parker)

Netflix e il supereroe sostenibile

Quando Tobey Maguire, alias Peter Parker, alias Spider-Man ricorda questo motto pronunciato dall’amato e saggio zio morente forse non avrebbe pensato che a produrre i film a venire sarebbe stata una catena di blockbuster.
 
Questa è l’origine commerciale da cui ha preso vita il modello vincente della TV on demand rappresentato da Netflix. Questa catena che ultimamente dovrebbe avere coperto tutti i paesi in cui è distribuita l’energia elettrica ha insegnato al mondo alcune piccole cose:

  • Intanto, che film e ancor più telefilm possono essere usati come libri che prima di andare a letto puoi chiudere mettendo un segnalibro per riprenderlo l’indomani
  • Poi che anche sull’intrattenimento si può allontanarsi dalla dipendenza dal dispositivo
  • Che i prezzi possono essere molto più contenuti di quelli delle reti tradizionali con un’offerta diversificata e molto interessante — tra l’altro con grande autonomia per lo spettatore
  • Che l’indie può fare mercato e non solo cultura di nicchia
  • E soprattutto che la produzione sostenibile può fare business — e non da poco — con un circolo virtuoso grazie al quale lo spettatore sovvenziona la produzione e questa, oltre a creare domanda, sostiene la mancanza di interesse su comparti meno di cassetta.

In ultima analisi, Netflix, proprio come Spotify per la musica, non sta solo creando business, ma ancor più cultura di intrattenimento.
 
C’è stato un tempo, e per molti versi continua a rimanere almeno per i grandi brand, in cui chi produceva aveva il coltello dalla parte del manico e considerava le imprese e i professionisti del commercio un male necessario per distribuire il proprio prodotto, ognuno per se e tutti contro tutti.
 Oggi è chi vende che ha il potere e per generare profitti non andrà a farsi forte dei grandi marchi, che pure non può evitare, ma dovrà fare sopravvivere quelli piccoli che riescono ancora ad essere indipendenti — non per molto.
Quindi, contrariamente a quanto si immagina, il mondo del piccolo produttore ha nei vari Amazon, eBay e le piattaforme indipendenti il principale alleato per non finire strozzato dalle lobbies delle grandi imprese.
Non è il massimo, ma nemmeno così poco. In fondo c’è da scegliere e presto anche le grandi imprese si vedranno costrette a partecipare a quest’asta con i grandi marketplace.
 
Eppure questo non basta. Il mercato indipendente ha l’acqua alla gola e per sostenerlo occorrono dei grandi produttori, ed è qui che grazie a players come Netflix e altri questi potentati scoprono che l’enfasi sulla priorità al mercato a tutti i costi contrabbandata dal neoliberismo ha le sue zone d’ombra.
 
In definitiva, se il commercio si impone sulla produzione di beni e servizi al punto da non rendere neppure più allettante realizzare nuovi prodotti e servizi a meno di non averli venduti prima di cominciare (si pensi al crowdfounding), se il marketplace vorrà avere ancora qualcosa da guadagnare dovrà organizzare la produzione.
 
Da questo punto di vista, le scelte di Netflix in proposito non sono affatto banali. Intanto, ha riqualificato le serie TV creando l’idea delle Serie di Classe, con titoli di successo stellare come la celeberrima House of Cards, prodotti che si muovono in controtendenza con il giovanilismo superficiale che aveva preso il sopravvento nel cinema di cassetta, andando a recuperare grandi mattatori non più di primo pelo con il ritorno alla drammaturgia televisiva contro l’action a tutti i costi.
Dall’altro lato, con un’intelligente partnership sviluppata in collaborazione con Marvel, ci ha insegnato a ridimensionare anche i supereroi che ora hanno superpoteri molto più limitati, ma anche problematiche di maggiore spessore che favoriscono anche i risparmi di produzione dovuti soprattutto agli effetti speciali: è il caso, per fare un solo esempio, di Daredevil.

Jeff Bezos e Zhang Qiang fanno rima con Woody Allen e Giuseppe Tornatore

E se Netflix non fa mistero sull’aver perso come riferimento una grande libreria per il suo modello d’uso, chi ha fatto del libro il suo modello commerciale di partenza non poteva stare a guardare.
 
Così Bezos per ora lancia l’arrembaggio al consumatore rendendo indipendente (spinoff) — per ora solo in USA — la propria piattaforma delle serie TV e video on demand (disponibili anche da scaricare per essere guardati offline), proponendo abbonamenti da nove dollari al mese — un dollaro in meno di Netflix. 
 
Ad Amazon hanno capito anche loro che è indispensabile investire in contenuti originali puntando su registi anche qui stagionati come Ridley Scott o Woody Allen, puntando niente meno a mettersi in tasca in tempi rapidi un Oscar, dopo aver già conquistato un Golden Globe e un Emmy per produzioni esclusive.
 
Ma se Amazon è interessata essenzialmente alla produzione statunitense, mentre Netflix offre grande spazio locale alle produzioni internazionali, in particolare europee, per l’europa e nella fattispecie l’Italia si fa avanti lo strapotere del più grande marketplace che conosciamo di meno perché è famoso in Oriente e fra i grossisti che di nome fa Alibaba — un nome da poco entrato in borsa stracciando tutti i titoli e perfino le previsioni. Dopo avere cercato di insegnarci che c’è una grande fame di prodotti italiani che loro ci venderebbero a peso d’oro se solo noi sapessimo comprendere la logica du questo commercio, Zhang Qiang, ceo dell’Alibaba Pictures Group, ed aver firmato per partecipare alla produzione di Tartarughe Ninja — Fuori dall’ombra e di Star Trek Beyond, ha firmato un accordo di produzione con il nostro premio oscar Giuseppe Tornatore che non si è dimostrato certo miope avendo colto a pieno le potenzialità che un modello di produzione aperto offre in questo millennio all’insegna delle rivoluzioni più nel modo di pensare ribaltando gli schemi che per quello che di nuovo si fa concretamente.

Ci sono tre modi di affrontare il nuovo e due sono perdenti: rifiutarlo e usarlo per vestire il vecchio.
L’altro è ripensarlo con coraggio e un briciolo di follia: non è una garanzia ma è l’unica strada per rimanere a cavallo del tempo.
 
 http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Cinema-Tornatore-Cina-Oscar-a1feb03a-86ad-492c-b0ff-96afa6a977b7.html?refresh_ce
 
 http://www.repubblica.it/economia/finanza/2016/04/18/news/amazon_sfida_netflix_sulla_tv_on_demand_e_taglia_i_prezzi-137888994/

Like what you read? Give Ennio Martignago a round of applause.

From a quick cheer to a standing ovation, clap to show how much you enjoyed this story.