“E vedrete perché il 1984 non sarà come ‘1984’”

Ovvero di quando Masaniello si fece gendarme

L’Alternativo si fa STASI

Il celebre spot che vedete riprodotto qui sopra venne trasmesso un’unica volta in televisione negli Stati Uniti, il 22 gennaio 1984, durante il terzo quarto del Super Bowl. Il messaggio proclamava il principio che ha sempre guidato Steve Jobs, quello di una convergenza delle tecnologie verso il mondo delle arti liberali, dell’empowerment creativo e del buon gusto.

Macintosh, la macchina anticipata dalla pubblicità in contrapposizione con il mondo dell’appiattimento meccanicistico dell’allora IBM e degli ingegneri dell’automazione e della robotizzazione umana, fece fatica ad affermarsi e quel pensiero dovette attendere il ritorno di Jobs alla sua Apple fino a quando nel 2011 concepì il Digital Hub (che i più intesero come una specie di domotica dei device) come antesignano dell’ecosistema che si sarebbe spostato su Cloud.

Oggi i miei iDevices (un po’ meno i Mac) insistono invitarmi a installare l’ultimo iOS come mai era accaduto prima. Rifiuto, ma non basta. Devo anche andare nella gestione dell’archivio di Impostazioni per cancellare l’installazione da oltre un giga e mezzo (ci sono iPhone e iPad dove conta il Kb, altro che il GB!). Serve a poco perché di lì a non molto (e non sono così sicuro neppure che non so faccia anche in rete dati cellulare, per quanto disabilitata sugli aggiornamenti) l’avrà scaricata di nuovo e ancora ti riproporrà di cascarci: prima o poi “tapperai” nel pulsantino sbagliato!

Per la seconda volta ho cercato di installare Cydia (jailbreakare o taroccare, se preferite) per evitare che siano i californiani a decidere quello che piace a un italiano. La prima volta era solo per provare come si faceva. Adesso è solo per disperazione e rabbia furiosa!

Coloriture a parte, viene da domandarsi: «Perché ora stanno così insistendo che i consumatori installino l’ultimo nato?»

Una volta potevi pensare che dipendesse dall’obsolescenza programmata (ed era di certo così, anche se qualche laboratorio connivente si è speso — probabilmente guadagnando il giusto — per affermare il contrario), ma ora non più. È vero che la macchina rallenta e le batterie si prosciugano, ma questo vale anche per i dispositivi più recenti.

Un altro comportamento strano è quello che esclude il risparmio della batteria quando ha una carica che loro stabiliscono essere sufficiente a prescindere da quello che può fare piacere al padrone dell’iPhone. Perché?!

La rivoluzione del comportamento previsionale

Una spiegazione deve ben esserci e hanno poco da cantar vittoria gli androidiani perché a introdurre questa pensata sono stati proprio quelli di Google. Costoro sono anche stati citati in giudizio per stare usando questi algoritmi per orientare i consumatori e soprattutto l’opinione pubblica verso la previsione che paga di più. Sono certo che per tutti, me compreso, è più facile che il motore di ricerca mi suggerisca la parte rimanente del testo che mi interessa, ma non è certo così importante da valere la manipolazione per quanto leggera del mio pensiero.

I cookies di cui i siti sono stati costretti ad informarci del tutto inutilmente, proprio questo fanno. Molti hanno pensato che l’irregolarità sia legata all’invasione della mia privacy, ovvero delle informazioni che escono dal mio computer per raccontare di me. Eppure questi sono soltanto i preliminari, mentre qui stiamo parlando della fase di sodomia.

Che cos’ha di tanto minaccioso iOS 10? Potrei dire: “che cos’ha di davvero vantaggioso?” e lo stesso vale per MacOS Sierra. A dirlo sono proprio loro: Siri!

Quanti lo usano davvero? Pochi a parte i nerd, perché è vero che tutti i programmi di riconoscimento vocale sono molto ma molto stupidi e, se non hai handicap particolari, farai sempre prima a far da te che a chiederlo a lui.

Però Siri piano piano impara!

«A fare che cosa?», si domanderà qualcuno. No, non a funzionare meglio, ma a capire come può prevedere quello che puoi chiedergli. Detta così, sembra proprio una cosa positiva. E non è l’unica: ci sono un’infinità di microscopici agenti informativi che escono dal telefono sopratutto quando in questo non è attivo il risparmio della batteria e anche questi aiutano a “renderci prevedibili”.

Devi avere l’ultimo sistema operativo per parlare all’ecosistema come vuole la macchina.

Tutto cominciò in azienda

So che molti diranno che è puro e semplice complesso di persecuzione, ma in realtà si tratta dello smottamento di un processo iniziato nelle aziende per dirigerlo verso una popolazione ancora troppo indipendente, un intero continente ricoperto di miniere d’oro e di diamanti: il mondo dei consumatori.

Qui in Italia è stato verso la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 quando negli ambienti di lavoro sono arrivate le piattaforme di ERP. Prima il professionista e il manager avevano la possibilità di risolvere a modo proprio i problemi, organizzativi e tecnici facendosi forti di una creatività scarsamente imbrigliata nelle maglie procedurali, che pure c’erano ma funzionavano solo per la parte amministrativa del lavoro. Con SAP e altri governi procedurali il rapporto di forza si è invertito: prima ti veniva chiesto: «Che cosa vuoi fare?» per programmare meglio le soluzioni per te.

Oggi ti viene detto in che linguaggio parla la macchina e guai a te se non pensi come vuole lei. Un manager di trenta… anche solo venti anni fa che si trovasse ad ascoltare dei capi o amministratori di oggi non capirebbe semplicemente nulla. E non perché gli output aziendali di oggi siano differenti da quelli di ieri, ma perché a comandare e il mezzo, il canale e non l’obiettivo o il messaggio.

La notte dei morti viventi — scena

In azienda, rispetto ai parametri di una volta — per molti aspetti ancora evocati oggi quanto meno nei proclama — gli impiegati — e non solo loro — sono sempre più stupidi o, per essere più appropriati, più concentrati sulle operazioni che sui risultati effettivi. È passato il tempo in cui il sistema informatico assorbiva pensiero e comportamento umano: oggi è l’uomo a capire sempre meno e a impazzire per soddisfare la procedura e, attraverso di essa, il sottobosco che di quei labirinti da topi di laboratori ha fatto la sua espressione di potere.

Molti penseranno: non è un mio problema, oppure lo è ma solo quando sono in azienda. Forse poteva non essere tutto sbagliato e per questo le società dell’informatica consumer oriented sono partite alla carica all’arma bianca: per robotizzare l’impiegato che spende che si trova in ogni consumatore.

Questa è la vera novità introdotta con il comportamento previsionale di cui i riconoscimenti di carattere prima, e di linguaggio adesso sono divenuti il punto nodale, il vero Cavallo di Troia. Altro che virus!

Non è certo una battaglia della sola Apple. Domandatevi perché mai i sistemi operativi che fino a qualche anno fa costavano una cifra oggi li danno gratis. Domandatevi soprattutto che cos’ha di nuovo da regalarci una versione nuova all’anno.

La fanno passare per un regalo che ti fanno. Eppure nessuno di noi la vuole, sempre nerd a parte. Si sono accorti che nessuno cercava l’aggiornamento se non ce ne fosse stato bisogno e allora hanno fatto in modo che proprio i più sprovveduti cascassero nel tranello del tap distratto finendo per fare da driver anche dei competenti dubbiosi.

Probabilmente è l’ennesima guerra persa. Al cinema e in TV vanno tanto di moda film e telefilm sui nuovi zombie, molto diversi da quelli di Romero del ’68: oggi sono simpatici. Ma gli zombie veri non sono lì, ma ai tavoli di bar e ristoranti, nella metro e sui bus, quelli che camminano ai semafori, tutti fetalmente guidati da un touchscreen, “verso l’infinito ed oltre!”

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