Insufficienza intellettuale artificiale

Ennio Martignago

March 25, 2019

Negli anni 70 – 80 litigavo con degli informatici dell’IBM che sostenevano che l’ #intelligenzaartificiale #AI fosse arrivata al dunque. Allora l’hard disc di un PC raramente superava i 100 MB e con 4 MB di RAM eri un signore – non parliamo poi della clock delle CPU!

Oggi, però, che sono ormai trascorsi 30 – 40 anni le cose sono sicuramente molto cambiate e anche i fanatici dell’ #AI hanno ragionevolmente riposizionato le aspettative, diversamente dai giornalisti.

Ho sempre pensato che la misura del successo per l’ #AI fosse la capacità di tradurre un discorso forbito e magari anche poetico in un’altra lingua in tempo reale.

Oggi che i padroni del chip hanno zippato pesantemente il vocabolario e le capacità espressive di quel che rimane degli umani aiutandosi con i media, i social, la TV, i burocrati e nondimeno con le piattaforme aziendali e non, ho voluto fare un modesto esperimento.

Ho preso una frase semplice-semplice in italiano e l’ho fatta passare in un pugno di traduzioni – senza neppure usare lo zulu o klingon (ah, no, quello ce l’ha solo Microsoft) – ed ecco che cosa è successo. Anticipo che non è niente di pazzesco, ma sono sicuro che un videogioco con questo metodo potrebbe generare delle belle e soprattutto sbelicanti opere creative:

Frase di partenza:

«Dal momento che sono rimasto a corto di contante, mi toccherà accendere un fido»

Retro-traduzione in italiano:

«Tuttavia, rivedo gli importi delle banche commerciali per la produzione di titoli»