Regole (disattese) della comunicazione digitale

Giocare di sponda

L’organizzazione avanza ordinatamente giocando di sponda

La digital transformation sta dilagando. Ho già detto qualche articolo fa che il fattore più rilevante sta probabilmente nel fatto che lo smartphone abbia sostituito radicalmente il computer. E l’enfasi non cade nel dispositivo utilizzato o nel mercato dell’elettronica, ma soprattutto nella sostituzione degli strumenti aziendali con quelli consumer e nell’ubicuità di presenza del fattore di input-output (ovvero nel condizionamento operante) durante tutto l’arco della giornata e in qualsiasi luogo ci si trovi. Poi, certo c’è la disruption, la velocità del cambiamento, l’automazione e anche una cosa artificiale che chiamano “intelligenza”, ma si tratta di cambiamenti quasi fisiologici iniziati ormai troppi anni fa per farci gridare alla rivoluzione.

Il fatto è che l’intelligenza delle persone non sembra avere fatto grandi passi avanti e con essa nemmeno le attività che in passato sembrava la qualificassero di più. Fra questi la comunicazione, l’apprendimento, la conoscenza e anche l’informazione. Quando questi aspetti vengono subordinati agli strumenti che li veicolano la questione si fa spinosa.

Ora, sia il mercato nei confronti dei consumatori che le aziende in quelli dei dipendenti cercano di usare mezzi come i social network per rendere automatica la risposta dei loro destinatari. Fortunatamente, non tutti rispondono positivamente al tentativo. Certo di iscritti, spontanei o spintanei, ce ne sono tanti dappertutto, ma questo non vuol dire che partecipino veramente e soprattutto che rispondano coerentemente ai tentativi fatti per condizionarli.

In particolare il flop si rende evidente in ambito aziendale dove gran parte dei tentativi fatti di lanciare i social, complice una scarsa convinzione dei promotori e una pessima qualità delle piattaforme preposte allo scopo, finiscono in un vuoto pneumatico angosciante.

Premesso che non considero vantaggioso questo fallimento e che penso che anche per i destinatari sia un po’ come buttare il bambino assieme all’acqua sporca, non ci sono grandi consigli per evitare che questo accada e, fortunatamente, nemmeno tutte le organizzazioni si prepongono di avere dei soldatini di piombo invece di menti critiche. Esistono però degli errori che si possono evitare quando ci si accinge a percorrere questa strada. Alcune osservazioni possono sembrare scontate, ma a ben guardare sono proprio queste che il più delle volte non vengono comprese a dovere. Vediamo insieme se è possibile prendere in considerazione questi comandamenti — che pubblicherò a puntate nella speranza che almeno così qualcuno li legga — per valutare quanto facciano al caso di ognuno di noi, (anche se il punto di vista può cambiare molto a seconda delle realtà organizzative — quando scrivo penso soprattutto alla grande impresa e alla pubblica amministrazione).

Primo: Condividere

http://www.seeingpurple.org/finding-common-ground-through-sharing-worldviews/

In troppi non riescono a comprendere perché parlare tanto di digital transformation o di social. E hanno ragione loro! Può darsi che dal punto di vista dell’imprenditore, del management, degli azionisti, dei lettori di riviste e quotidiani economici siano importanti i macrotrend e i paroloni che durano qualche mese o poco più come la disruption, chi fa il lavoro vero la vede diversamente. Vede tante chiacchiere non applicate dai predicatori, ma anche il lavoro inutile aumentare e l’orario di lavoro sviluppare un rapporto inversamente proporzionale con stipendio e professionalità. Invece di tante storpiature angloidi, cerchiamo di trasmettere un principio che potrebbe essere noto e usato da almeno 20 anni se all’epoca i manager avessero avuto una seppur vaga idea di quello che si stava muovendo nel mondo. Questo principio è che il condensato di un’azienda ha valore soltanto per gli aspetti giuridici (e, come ben sappiamo, questo rischio nel momento in cui si arriva lì, è difficilmente evitabile: non bisogna cadere sotto osservazione perché dopo è troppo tardi); l’attività non rimane, non si conserva, non ha proprietà. È un processo che si realizza nel mentre che avanza; come un rotolo di post o di tweet, non lo svoltoli troppo per risalire nel tempo. Quello che non porti dietro è perso. Anche se lo ritrovassi non interesserebbe più a nessuno. Nel suo testo di Astrologia Lisa Morpurgo spiega che con l’andare del tempo i cicli umani diventano sempre più rapidi, come i vortici di un mulinello d’acqua dolce, a mano a mano che ci si avvicina al centro. Ricordo che quando nei primi anni ’90 arrivò in azienda Lotus Notes fu quasi per sbaglio e venne usato per replicare archivi senza sapere, non tanto delle speciali funzionalità di groupware, ma neppure che consentiva per la prima volta funzioni di posta elettronica. Allora non avrebbe neppure avuto senso parlare di condivisione, ma anche gli allegati per mail richiesero almeno un decennio per cominciare ad essere utilizzati. Oggi sono anni e anni che si abusa delle e-mail allegando, replicando, confondendo… quando tra cloud, portali e social basterebbe un documento con funzioni di revisione e un backup che non fa mai male per riuscire a procedere senza guardarsi indietro, a gestire “un processo che si realizza nel mentre che avanza” mettendo tutti le mani nello stesso documento senza fare confusione e risparmiandosi tutti lavori. Quindi, prima di parlare di “rivoluzione” con le persone, lasciamo che si comprenda a fondo la parola “condivisione”: potremmo scoprire che molte cose finiranno per essere comprese o risolte da sole, senza neppure doverle indicare.

Prossimamente “in edicola”
  • Secondo: Pensa mobile
  • Terzo: Non sostituire
  • Quarto: Comincia facendo quello che predichi
  • Quinto: Non raddoppiare
  • Sesto: Integrare-Collassare
  • Settimo: Pochi per molte
  • Ottavo: (com+know+train)=/=info
  • Nono: Fuori per dentro, dentro per fuori (dig nell’an, l’an nel dig)
  • Decimo: Pensa positivo
  • Undicesimo: Far festa-lavoro
  • Docicesimo: on the job =/= for the job
  • Tredicesimo: ROI della conoscenza e long tail
  • Quattordicesimo: Meno specialisti e più ecclettici (multiesperti)
  • Quindicesimo: È SEMPRE work-in-progress