Frequenze Binaurali: cosa sono e perchè funzionano.

Le frequenze binaurali non sono una scoperta così recente. Fu Heinrich Wilhelm Dove nel 1839 a scoprire per la prima volta questo fenomeno. Egli si accorse che quando suoni a frequenza diversa (ma abbastanza simile, cioè con una differenza inferiore ai 30 Hz) vengono percepiti separatamente da ciascuno orecchio, nella mente umana si crea la percezione di un suono nitido equivalente ad un battimento acustico, ma che non esiste nella realtà. Una sorta di alterazione percettiva risultante dalla struttura stessa del sistema acustico e cerebrale nell’essere umano. Se i suoni hanno frequenze diverse superiori alla differenza di 30 Hz (si tratta cioè di suoni piuttosto distanti tra loro), il cervello registra naturalmente due toni distinti e il fenomeno non si verifica.

Solo più di cento anni dopo, precisamente nel 1973, Gerald Oster pubblicò un articolo sulla rivista Scientific American intitolato: “Auditory beats in the brain” — battiti auditivi nel cervello, aggiungendo una nuova ed interessante visione del fenomeno. Oster intuì un potenziale di applicazione nell’ambito delle neuroscienze cognitive, nella psichiatria e come strumento diagnostico. La cosa interessante, infatti, è che i battiti binaurali possono essere applicati per incanalare onde cerebrali specifiche. Andiamo per ordine…

Come molti sanno il cervello umano è composto da miliardi di neuroni che comunicano tra loro mediante impulsi elettrici. Questa attività può essere rilevata tramite EEG sotto forma di onde misurate in Hz: le onde cerebrali. Sono state classificate 5 tipologie base di onde celebrali, a cui corrispondono diversi stati mentali: onde Gamma (superiori ai 40 Hz) tipiche di una attività cerebrale elevata come avviene nella risoluzione di problemi complessi o nella percezione di emozioni intense ad alta frequenza come la paura; onde Beta (tra 40.0–13.0 Hz * segnaliamo che esistono tabelle leggermente diverse riguardo ai range di frequenze per ciascuna tipologia di onda cerebrale) tipiche dello stato di veglia, di stati di attenzione e concentrazione, dell’attività cognitiva; onde Alfa (tra i 12.9–8.0 Hz) specifiche per stati di rilassamento vigile, meditazione leggera, introspezione, pre-sonno o pre-veglia; onde Theta (tra i 7.9 Hz-4.0 Hz) caratterizzano stati di meditazione profonda, sonno REM (stadio in cui sognamo), sogni lucidi, profonda comprensione, fenomeni di intuizione e guarigione; onde Delta (tra 3.9–0.1 Hz) tipiche del sonno profondo e senza sogni, degli stati di trance anche ipnotica, assenza di ogni controllo razionale.

Cosa centra tutto questo con la tecnologia dei battiti binaurali? Per essere chiari abbiamo bisogno di introdurre ancora un altro concetto: il fenomeno della risonanza. Conosco bene questo effetto quando cantando mi diverto a far emettere suoni alle mie campane di cristallo senza il bisogno di utilizzare battiti o sfregamenti. Quando mi trovo nel mio studio e intono ad esempio la nota Si b, sentirò mettersi a vibrare la campana corrispondente alla stessa nota, la sentirò rispondere al mio canto per risonanza spontanea, mentre non accadrà lo stesso per le altre campane che emettono note diverse.

In teoria, quindi, una frequenza pari a quella di un’onda cerebrale che vorremmo stimolare, sarebbe in grado per risonanza di produrre stati mentali corrispondenti: per stimolare onde Theta nel cervello e indurre stati di profondo rilassamento basterebbe emettere frequenze sui 5Hz. C’è solo un problema (o meglio si tratta di una perfetta forma di protezione del nostro sistema nervoso): il sistema uditivo dell’essere umano non percepisce frequenze sotto i 20–30 Hz, definite per tanto frequenze infrasoniche. Infatti, anche se moltissimo del rumore inquinante a cui siamo soggetti nel quotidiano ha un range di frequenze infrasonico che potrebbe anche essere simile a quello delle onde cerebrali Alfa o Theta, esso non ha gradevoli effetti sul nostro stato mentale e di salute. Affinché si verificasse una risonanza con le onde cerebrali, le frequenze dovrebbero essere registrate dal cervello pur essendo sotto la soglia udibile, cosa che normalmente non può avvenire. L’unica eccezione è il fenomeno dei battimenti binaurali, in quanto è una risposta interna del sitema nervoso centrale a differenze di frequenze inferiori ai 30 Hz. Potremmo definirlo un fenomeno d’eccezione, o una sorta di “errore di percezione” o “bug interno del sistema”, che permette di sentire ciò che normalmente non sarebbe udibile, provocando un effetto di risonanza cerebrale. Il fenomeno dei battiti binaurali è quindi una sorta di trucchetto per rendere udibili al cervello frequenze infrasoniche in grado per risonanza di stimolare onde cerebrali corrispodenti. Facciamo un esempio: se l’orecchio sinistro percepisce un suono di 210 Hz e l’orecchio destro di 215 Hz, allora le onde cerebrali verranno incanalate in una frequenza di 5 Hz (onde Theta).

Potenziali e limiti:

Il potenziale di tutto questo è evidente: la possibilità di intervenire in modo specifico sul cervello per influenzare stati mentali, processi neurologici e di conseguenza anche biologici in generale (psico-endocrino-immunologia).

Allo stesso tempo non esistono ancora verifiche scientifiche complete a riguardo e in alcuni casi c’è un’alta variabilità di risposta a stimoli specifici nei soggetti considerati. Si è visto inoltre che il cervello è attraversato spesso contemporaneamente anche da onde cerebrali diverse in parti diverse, per cui la classificazione in frequenze degli stati mentali e onde cerebrali è una semplificazione a volte troppo piatta per la complessità del fenomeno.

Penso personalmente che la chiave degli effetti benefici sullo stato psico-fisico dell’essere umano delle frequenze in generale, e dell’uso dei battiti binaurali nello specifico, sia pittosto nell’alchimia del suono e delle frequenze, più che in singole frequenze. Non si tratta di un processo lineare, ma di un fenomeno multidimensionale. Si tratta di un evento complesso a causa dei molteplici fattori emotivi, energetici ed individuali che influiscono. Un tale processo non può essere ristretto ad una ricetta pedissequa monotonale valida sempre e per tutti allo stesso modo, ma piuttosto ad una “pozione alchemica” che sposa presupposti molteplici e non lineari, così da raggiungere benefici paradossalmente allo stesso tempo, sia molto individuali che estremamente collettivi: ogni individuo vive una esperienza unica ma partecipa di una informazione di gruppo in frequenza. Per tanto è l’informazione complessiva (informazione in senso sia energetico che di intento) quella che è in grado di dare maggiore beneficio, oltre che la capacità dell’operatore di armonizzare il campo generale per permettere l’assorbimento energetico e informazionale alla frequenza ottimale sia del singolo che del gruppo.

Una seconda voce: l’esperienza approfondita sul campo di Sergio Audasso nell’uso delle frequenze binaurali e la psicoaudiofonia.

“Dopo molte parole sugli aspetti tecnici,ti prego, seguimi in questo ragionamento interiore:
Mi domando: il pensiero è vibrazione? Sì, mi dico. L’elettroencefalografo lo dimostra. 
 Se il pensiero viene misurato da un apparecchio che capta le onde elettromagnetiche, significa che il pensiero è anch’esso un’onda elettromagnetica; giusto? Bhè, sì, mi rispondo.
 Allora se è una vibrazione elettromagnetica, ed è misurabile dall’esterno, vuol dire che si espande ed esce dalla fronte, o dal vertex, o dalle tempie? Penso di sì, mi rispondo. Un’onda va oltre i muri che sono più spessi delle ossa craniche. Affermo.
 Ma un’onda elettromagnetica, al pari di un’onda sonora, per la parte di frequenza, si misura in Hz, giusto? Certo che sì, mi dico. 
 Quindi se ne deduce che un pensiero, essendo un’onda, vaga oltre la mia testa, e che per la stessa ragione un altro può entrarvi. Giusto? Bhè, direi di sì, mi rispondo sempre più sconcertato. Ecco perché se ascolto un brano musicale provo sensazioni ed emozioni. Ed ecco perché se rimango in un ambiente con un certo tipo di musica, poco dopo ho lo stimolo di ballare o di muovermi. La musica, senza la mia complicità, ha passato la barriera dell’etmoide ed è diventata attiva nel mio organismo, nel mio sistema motorio, spingendomi a muovermi. A mia insaputa. Succede vero? Bhè, sì, certo succede!
 Poniamo il caso che, invece, utilizzassi nuove frequenze e sapessi cosa sto facendo, non sarebbe sfruttare al meglio un fenomeno naturale? Ovvio, mi dico.
 Il sistema si predisporrebbe, naturalmente, ad accogliere il suono e a vivere i benefici di quanto è nel mio obiettivo raggiungere. Giusto? Che dire, giusto!
 Fin dai tempi remoti si conosce il potere risanante e curativo del suono. In molte culture o testi considerati sacri viene riportato quanto, durante una visione, mistica, o uno stato meditativo specifico, si possano udire “suoni celestiali”. Il suono è linguaggio dell’anima in quanto vibrazione. Rappresenta uno dei 7 raggi dello Spirito insieme alla Forza, alla Luce, al Calore. È il 4 raggio. Quello che rappresenta l’armonia, l’equilibrio, la purificazione (Trattato dei Sette Raggi, di Alice Bailey). È un fatto assodato e accettato dalla scienza sia esoterica che accademica: il suono agisce sulla materia e sull’umore. Nei primi anni del secolo scorso Rudolf Steiner, antroposofo e teosofo tedesco, previde, oltre ad altri eventi, che in questo secolo i toni cosiddetti “puri” sarebbero stati, negli anni 2000, uno strumento comune per la guarigione di molte problematiche. Ora bisogna chiedersi quali siano i “toni puri”. Questi sono toni prodotti dalla trasformazione e purificazione mediante il “Calore”, la “Luce”, e la “Forza” di entrambi, di particolari quarzi e cristalli che, lavorati, divengono campane di cristallo. Dalle campane di cristallo fuoriescono solo “toni puri”.
Partendo da tutte queste considerazioni, unendo insieme “toni puri” delle campane di cristallo e frequenze vibrazionali da essi trasportati, nasce il progetto con Martina.
Ogni brano così composto, stimola una zona particolate nell’ascoltatore facendogli attivare le risorse personali interiori verso un obiettivo specifico. Dall’armonizzazione del cuore e dei sentimenti all’abbandono dei traumi o brutti ricordi del passato. Il tutto in pochi minuti.
Toni e frequenze sapientemente regolati e miscelati portano riequilibrio, armonia e purificazione nel corpo e nell’anima di chi ascolta. Adempiono al 4° raggio.
Questa è la mission del progetto”. Sergio Audasso

Un progetto innovativo:

Opera in tecnica mista 30x40cm Janina Lungu www.mycolorcloud.wordpress.com

L’applicazione delle frequenze binaurali al CD “The Awakening of the Crystal Mermaid” segue i presupposti appena descritti, ed è per questo qualcosa di nuovo. Il suono delle Campane di Cristallo Alchemiche e del canto, è un tappeto di base di per sé già estremamente ricco di frequenze attive sia energeticamente che per intento, a cui si unisce un lavoro con le frequenze binaurali con particolari accortezze: le frequenze sono modulate durante i brani (e non semplici frequenze fisse e prolungate), ed inoltre sono inserite così da creare una tessitura complessiva, tra frequenze e base musicale, armonica sia per ricerca sonora, che energetica e di intento.

Per informazioni dettagliate sul progetto visita il sito: www.martinadesimone.com