La mente una e trina e la deformazione degli specchi

La mente nell’essere umano è un software di interfaccia tra la Realtà Ultima e la realtà materiale. Essa è una e trina, ed unisce realtà materiale ed immateriale. Secondo MacLean il cervello umano può essere considerato tripartito: cervello rettiliano, sistema limbico (cervello mammaliano antico) e neocorteccia (cervello mammaliano recente). Il cervello rettiliano si occupa di risposte istintive ed è il principale responsabile della motivazione o comportamento deciso. Il sistema limbico è il cervello emotivo respondabile del rapimento emozionale e della sensazione. La neocorteccia è responsabile del comportamento pensato e del passaggio del cervello dalla “via bassa” alla “via alta”, ossia quello stato mentale in grado di stare nelle situazioni senza fuga (reazione del cervello rettiliano) e al di fuori di turbamenti emozionali (reazione del sistema limbico). Questo passaggio è quindi fondamentale per diventare davvero Esseri Umani:

Quando l’identità si sposta dall’umano all’ESSERE, l’umano diventa una persona più piacevole. (Eckhart Tolle)

Per effettuare questo passaggio è necessario conoscere i meccanismi del “decoder mente”, nei suoi aspetti hardware & software, così da mettere i suoi potenziali a servizio di questa via, piuttosto che lasciare che il sistema funzioni da solo diventando il nostro trascinatore e padrone invece che uno strumento di interfaccia con la realtà a nostro servizio.

Una tripartizione della mente è presente anche nell’Ho’oponopono, antica pratica hawaiana: mente madre (mente conscia), mente figlia (mente subconscia o inconscia), mente padre (mente superconscia). La mente madre grazie allo strumento della parola è in grado di attivare la mente figlia, quella parte della mente che ha la forza di contattare la mente superconscia (il contatto umano con la dimensione del “regno dei cieli”) grazie alla sua grande forza interiore di bambina ( «Se non vi convertirete e non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli» Vangelo secondo Matteo 18,3). Nel momento in cui la mente figlia entra in contatto con la mente padre è possibile avviare il processo di creazione di realtà conforme alle leggi di natura universali dell’amore incondizionato, dell’abbondanza e della piena realizzazione di tutti gli esseri. Perché dunque non ci riesce così facilmente? Perchè esiste un filtro deformante: il meccanismo dell’identificazione e il gioco delle maschere.

Nome, memoria, identificazione e condizionamento, sono i 4 pilastri con i quali la mente si interfaccia con la realtà materiale. Il fulcro di questo meccanismo è l’identificazione, ed è anche un punto di svolta rispetto ad un altro meccanismo, quello della percezione, in quanto senso del sé e sensazioni soggettive sono due facce della stessa medaglia, un pò come la dualità onda-particella. E come si svolge il meccanismo della percezione? Attraverso 5 fasi: stimolo, integrazione nervosa, sensazione/percezione, emozione reattiva, risposta. I punti cardine su cui molte tecniche sia antiche che moderne agiscono, sono proprio l’identificazione e la percezione, per sganciare la mente dall’egocentrismo della sofferenza e permettere il rilascio di emozioni reattive che influenzano la risposta del soggetto (riguardo ad approfondimenti su alcune di tali tecniche, vedi articoli precedenti sulla Vipassana e sulla Bioenergetica).

Per questo potremmo definire l’ego il meccanismo di deformazione degli specchi interiori all’interno della nostra mente una e trina. Il processo di incarnazione è un processo di rispecchiamento della coscienza nella realtà materiale. Immaginiamo come un ribaltamento della coscienza sulla materia che avviene per poter comprendere la sua stessa natura. A permettere questa interazione e a mediare questo rispecchiamento esiste un decoder, con la sua componente sia hardware — cervello, che software — mente. Questo decoder, come abbiamo già detto, è trino, formato cioè da tre specchi. Quando però la mente prende il sopravvento e si impadronisce della realtà interiore spodestando la coscienza, questo rispecchiamento avviene in modo deformato. La somma delle deformazioni di ciascuno dei tre specchi possiamo chiamarla EGO, costituito dal bambino ferito (invece che dalla pura mente figlia, con tutta la sua potenza creativa e giocosa), dalla personalità nevrotica (invece che dalla pura mente madre: razionalità ispirata, intuizione, genialità, comprensione visionaria) e dal collettivo sociale fatto di maschere e ruoli che sostituisce la dimensione autentica dell’universalità spirituale (o pura mente padre che esprime il senso del “siamo Tutti Tutto, siamo Tutti Uno”).

I processi di purificazione sono quindi tutti quei processi che si occupano di eliminare la deformazione degli specchi, sgretolando l’ego e ripulendo così la mente dai processi di identificazione egocentrica e da risposte reattive legate al senso del “mio”. Per tanto ricordiamoci che non è la mènte che ménte, ma il modo deformato con cui le permettiamo di agire. La mente è uno strumento indispensabile per vivere questa “dimensione virtuale della realtà materiale” ed è potenzialmente perfetta e potente, ma solo se mantenuta pura, altrimenti è una scimmia maleducata e impertinente, o un enorme elefante imbizzarrito che schiaccia la nostra vita.

Sono stata davvero estremamente felice di scoprire un ulteriore supporto al processo di purificazione interiore e liberazione della vera natura della mente: il Fit Method, il mental coaching risolutivo. Questa tecnica ha la caratteristica di essere anche estremamente rapida, in quanto utilizza i meccanismi dei circuiti interni del “decoder mente” per deprogrammare i suoi stessi circuiti deformanti.

Ho utilizzato il termine “DEprogrammare” e NON “programmare” o “RIprogrammare” appositamente, in quanto la purezza della mente, come spiegato ampiamente sopra, è una sua qualità intrinseca, che non ha quindi nessuna necessità di “correzioni ottiche” alla deformazione (sarebbe come correggere una sovrastruttura con una ulteriore sovrastruttura, non sembra proprio una strategia efficace, potenzialmente solida e definitiva!), ma necessita semplicemente di essere liberata da deformazioni, affinché ne emergano le sue proprie caratteristiche e potenzialità naturali: i talenti con cui ogni persona nasce.

Durante le mie sessioni individuali con le campane di cristallo alchemiche, utilizzo all’occorrenza anche il FIT Method nella fase preliminare, potenziandone successivamente gli effetti con il potere del suono e delle frequenze cristalline.

“ La vita è uno stato mentale”. — Dal film “Oltre il giardino”

Non permettere che la tua vita venga intaccata dalle deformazioni dell’ego, riappropriati del tuo talento e prendi in mano il tuo destino!

Mondi Interiori

Introspezione e sviluppo personale attraverso suono, respiro e movimento

Martina De Simone

Written by

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