GigReview: Giovanni Truppi live @Now Festival – Villa Erba Cernobbio

Domenica 8 maggio sono stata all’ultima giornata di Now Festival, una tre giorni di eventi sullo stile di vita sostenibile. Ci sono andata per seguire un’interessante conferenza sull’immigrazione per il mio “vero” lavoro, ma poi scorrendo il programma ho scoperto che il concerto di chiusura era del cantautore napoletano Giovanni Truppi, di cui avevo sentito parlare spesso ma che non avevo mai ascoltato dal vivo. 
Finito l’incontro a cui ho partecipato, mi sono crogiolata in dubbi atroci: fermarmi a vedere il concerto rimanendo indietro coi molti lavori che mi aspettavano a casa o tornarmene agli impegni che dovevo portare a termine. Il destino mi ha fatto incontrare delle amiche (Gaia sui trampoli, Tania e Valeria venute appositamente per il live) che mi hanno convinta che di procrastinare qualche incombenza per assistere al concerto.

In condizioni climatiche altamente variabili (ha iniziato e smesso di piovere diverse volte), Truppi ha suonato per più di un’ora, per la maggior parte del tempo al pianoforte ma ha eseguito anche qualche brano con la chitarra acustica, ed ha dimostrato un livello tecnico altissimo con entrambi gli strumenti.

Ammetto di non essere in grado di stilare la scaletta del live, perché purtroppo non conosco bene il repertorio di quest’artista, ma sicuramente posso raccontarvi l’aspetto che mi ha maggiormente colpito della sua attività: la profondità e l’irriverenza dei testi.

Nei brani di Truppi si parla molto d’amore, come ad esempio in Eva (Ma tu non ti dimenticare del Paradiso/che ci faceva sognare senza sognare/e io per te e tu per me/siamo la sola cosa che del Paradiso ci rimane”), in Pirati (“se ci siamo promessi/di tornare vicini/come uccelli o pirati/animali o bambini/come polvere e luce, disegni sui muri/come colori/di un quadro che intuisco/sempre diverso/sempre uguale a se stesso”); di genere, come in Cambio sesso per un po’, di amicizia come in Ti voglio bene Sabino e Conversazione con Marco sui destini dell’umanità , ma anche di grandi odi come in Ti ammazzo e di riflessioni sulla propria generazione come Giovinastro .

Il tema centrale, però, è l’universo personale del cantautore: in brani come stai andando bene Giovanni, tutto l’Universo e Il mondo è come te lo metti in testa ( io mi chiamo Giovanni e il mio nome è un plurale/
ma nonostante questo indizio che mi hanno dato mamma e papà quando sono nato/ci ho messo più di vent’anni a realizzare/
che siamo tantissimi qui dentro)
Giovanni Truppi esplicita il suo approccio alle vicende umane, con delle note profondamente autobiografiche che lo avvicinano all’ascoltatore, lo rendono più familiare, parte del quotidiano.

Insomma, devo ammettere che questo mio fuori programma, mi ha permesso di conoscere un artista profondo, interessante e ironico. Consiglio a tutti di non fermarsi al primo ascolto dei suoi brani, come avevo fatto io dopo aver visto la sua esibizione al Primo Maggio di Taranto, ma di scavare un po’ più a fondo e assaporare l’essenza del suo repertorio.

Enjoy the ride!

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