GigReview: Levante @ Alcatraz, Milano

La cantautrice tiene la scena in un Alcatraz stracolmo e strabordante di emozioni

Martedì scorso sono stata al mio secondo concerto di Levante all’Alcatraz di Milano. In un locale strapieno di fans, la cantautrice siciliana ha regalato interpretazioni convincenti e una scaletta ben equilibrata tra i pezzi dei suoi tre lavori in studio.


Le mie mille me
Non me ne frega niente
Le lacrime non macchiano
Ciao per sempre
1996 (la stagione del rumore)
Io ero io
Mi amo
Sbadiglio
Cuori d’artificio
Diamante
Lasciami andare
Contare fino a dieci
Scatola blu
Non stai bene 
Abbi cura di te
Duri come me
Memo
Di tua bontà
Alfonso
Io ti maledico
Gesù Cristo sono io
Caos (prologo)


Martedì sera è stata una serata speciale: non è facile, infatti, riuscire a creare un clima tanto intimo e carico di emozioni in un Alcatraz pieno. Levante ci è riuscita, sia grazie alla sua musica, sia grazie alla sua brillante personalità.
Levante non è un’artista semplice, con una storia personale piuttosto travagliata, spesso criticata ferocemente, soprattutto ultimamente da un lato per la presenza costante sui social network, dall’altro per aver accettato il ruolo di giudice in un talent, ma io apprezzo molto uno dei tratti principali della sua indole: il desiderio di reagire e di cambiare le cose, con il fine ultimo di amare se stessi e di non avere nulla di cui rimproverarsi.
Con questo spirito canzoni come Le mie mille me o Io ti maledico diventano momenti di sfogo collettivo e inni del desiderio di rivincita che ti attraversa dopo una fase dolorosa, sia per una delusione amorosa o un’umiliazione legata ai rapporti interpersonali ad ogni livello.

Dopo questa dimostrazione di energia, Levante è capace di spiazzare il suo pubblico, raccontando tra una canzone e l’altra la difficoltà di ricevere applausi e paragonando uno dei frangenti più intensi del live a uno dei momenti più intimi di una coppia come fare l’amore al buio.

A mio parere una delle performance più emozionanti del concerto è stata l’esecuzione di Abbi Cura di Te con il pubblico, improvvisandosi anche direttrice del coro.

Non so quale sarà il destino di Levante dopo il vortice dei talent, a me continua a piacere molto e ho anche apprezzato il coraggio con cui ha fatto questa scelta e ha cambiato idea rispetto a una posizione espressa in precedenza.
Inoltre, dando uno sguardo alla sua storia, penso non sia stato facile per lei prendere in mano la sua vita, ricominciare e riuscire a raccontarlo, non solo tramite la musica ma anche misurandosi con una nuova forma d’arte, nel romanzo Se non ti vedo non esisti.

Ai posteri (possibilmente non haters) l’ardua sentenza.