GigReview: Samuele Bersani @ Parco Tittoni, Desio (MB)

Un tuffo nei primi anni duemila con il cantautore romagnolo più freak che ci sia

Letizia Marzorati
Jul 30, 2017 · 4 min read
Samuele Bersani a Villa Tittoni

Nei primi anni duemila, da adolescente, ero già un’ascoltatrice onnivora e alternavo il post punk ribelle con i cantautori italiani che, probabilmente, leggevano meglio il mio stato emotivo, a tratti malinconico.
Nel 2002, ero andata letteralmente in fissa con Samuele Bersani, complice il mio amore viscerale per Chiedimi se sono felice, che è ancora il mio film preferito di Aldo, Giovanni e Giacomo e di cui il cantautore romagnolo ha firmato la colonna sonora.
Per poter ascoltare la musica di Bersani ininterrottamente non potevo fruire dei potenti mezzi di cui gli adolescenti di oggi dispongono, Spotify e affini, quindi mi sono comprata la raccolta Che vita! Il meglio di Samuele Bersani, che era uscita proprio in quell’anno e l’ho praticamente consumata.
Poche settimane fa mi si è presentata l’occasione di vederlo dal vivo, nella tappa del tour per il suo venticinquennale di carriera legato al suo ultimo album, l’unico live, La fortuna che abbiamo, tra l’altro, in uno dei miei luoghi del cuore per i concerti, il Parco Tittoni di Desio.
In questo contesto ho anche avuto l’opportunità di vedere dal vivo, all’opera, per la prima volta, Andrea Spinelli, un artista e live painter di grande talento, che mi onora della sua amicizia.


Il mostro
Le mie parole
(cover di Pacifico)
Lo scrutatore non votante
Il pescatore di asterischi
En e Xanax
Spaccacuore
Psycho
Ferragosto
Cattiva

Replay
La fortuna che abbiamo
Medley: Una delirante poesia/Crazy boy/Che vita!/ Settimo cielo
Canzone
(cover di Lucio Dalla)
Giudizi Universali
Senza titoli
Freak
Coccodrilli


Chicco e Spillo
Cosa vuoi da me


Il live è stato davvero intenso, ho apprezzato moltissimo la scelta dei brani della scaletta, che non si discostava di molto dalla tracklist di quella raccolta che avevo adorato nei primi anni duemila. Penso che la capacità di accontentare il pubblico con la scelta dei brani sia una dote rara negli artisti, non che io sia così presuntuosa da considerarmi il prototipo dell’ascoltatrice media di Samuele Bersani, ma valutando anche la risposta del pubblico presente a Desio, il cantautore riminese ha decisamente fatto centro, proponendo quelli che sono da sempre i suoi grandi successi, senza però risultare stucchevole e banale.
Samuele Bersani non è quello che definirei un animale da palcoscenico e faccio questa considerazione con una connotazione positiva: è capace, infatti, di interagire con il pubblico, senza fare la star, ma con familiarità e leggerezza, semplicemente raccontando alcuni aneddoti accaduti durante il tour o legati ai pezzi, come ad esempio, il fatto che un anno al concerto del Primo Maggio dedicò Cattiva, un brano sulla televisione del dolore e della mercificazione dei sentimenti, alla regina dei talk Barbara D’Urso.
Molto coinvolgente l’esecuzione di Canzone, di Lucio Dalla, l’artista che in qualche misura ha scoperto Samuele e che ha tracciato il solco per molti cantautori contemporanei con il suo esempio.
Bersani non si dimentica di ringraziare i suoi musicisti a più riprese, anche questo è segno di grande umiltà e professionalità.
In sintesi, ho amato moltissimo questo live, e anche l’adolescente che consumava la raccolta uscita nel 2002, l’avrebbe adorato e sarebbe tornata a casa più che soddisfatta.


Andrea in azione durante il concerto di Samuele Bersani (foto di Federica Fallacara)

Il lavoro di Andrea Spinelli durante il live merita un piccolo paragrafo a parte, concedetemelo!
Lui stesso, sul suo sito, fornisce un racconto della serata, che vi invito a leggere, ma in questa sede, voglio lasciarvi io qualche impressione di cosa è stato per me vederlo lavorare durante un live.
E’ davvero emozionante vedere come lui riesca in pochi tratti, con una scena che cambia continuamente, a fissare sulla tela quello che accade con una lucidità e una precisione incredibile. Tutto è profondamente dettagliato e accurato: la posizione degli artisti, la scelta dei colori, la nitidezza del tratto.
E’ stata un’esperienza molto significativa per me e spero di avere presto altre occasioni per vederlo dipingere dal vivo.
Un plauso anche a Federica, sua infaticabile compagna di viaggio: lei e Andrea sono due persone che ho avuto realmente la fortuna di conoscere, sia dal lato professionale che da quello umano.

PS: il famoso cd “consumato” del 2002, me lo sono fatta autografare, che soddisfazione! :)

Music Park

Letizia Marzorati

Written by

press agent Cisl @deiLaghi, intercultural mediator @AnolfNazionale Como, volunteer @Sarajevo Non è semplice essere forti, ma è forte essere semplici (I.L.R.R.)

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Un contenitore sulla musica, italiana, indie, locale più varie ed eventuali.

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