SpecialReview: Green Day @ IDays — Monza

Live eccezionale del gruppo che ha segnato la mia iniziazione al rock

Ci sono artisti che ricolleghiamo a fasi specifiche della nostra vita e che segnano per noi l’approccio con un genere musicale in particolare: per me, i Green Day sono stati fondamentali per staccarmi dal mondo preadolescenziale delle boy band a quello adolescenziale e giovanile del pop punk o del post punk, dipende dalle definizioni.
In terza media, ho iniziato ad ascoltare Dookie (e Americana degli Offspring, vi informo per dovere di cronaca) e da quel momento, nonostante abbia sempre mantenuto un certo interesse per il pop e per la musica italiana, è nata in me una passione per quel filone del rock.
Nonostante la nostra sia una storia d’amore di lunga data, solo in occasione di questo festival monzese, gli I-Days, ho deciso di vederli dal vivo per la prima volta. La line-up della prima giornata del festival è di altissimo livello: due gruppi italiani con un buon seguito e una notevole carriera come Shandon e Tre Allegri Ragazzi Morti e i Rancid, una band che ha senza dubbio segnato la storia del punk rock americano, per citare un titolo su tutti, la loro Time Bomb è presente in tutte le più energiche playlist rock del pianeta e il loro disco …And Out Come the Wolves dell’agosto 1995 ha introdotto nel mondo della musica un genere dal ritmo travolgente, una fusione tra reggae e rock.
Tornando ai Green Day, vi propongo qui di seguito la playlist che hanno regalato ai fans a Monza, con un vero proprio excursus nella storia del rock.


Bohemian Rhapsody
Blitzkrieg Bop
The Good, the Bad and the Ugly


Know Your Enemy
Bang Bang
Revolution Radio
Holiday
Letterbomb
Boulevard of Broken Dreams
Longview
Youngblood
2000 Light Years Away
Hitchin’ a Ride
When I Come Around
Minority
Are We the Waiting
St. Jimmy
Knowledge (Operation Ivy cover)
Basket Case
She
King for a Day
Cover medley 
Shout / Always Look on the Bright Side of Life / (I Can’t Get No) Satisfaction / Careless Whisper / Hey Jude
Still Breathing
Forever Now


American Idiot
Jesus of Suburbia


Ordinary World
Good Riddance (Time of Your Life)


Esecuzioni emozionanti, effetti speciali e interazione col pubblico: questi tre elementi sono stati gli ingredienti per la ricetta di un live memorabile.
Durante il primo pezzo, Know your enemy, Billie Joe fa salire una ragazza sul palco e le fa cantare un frammento del brano, per rimandarla tra il pubblico le propone uno stage diving, per farle assaporare uno dei privilegi delle rock star. 
Qualche brano più avanti, un altro fan, decisamente più disinvolto, è salito sul palco e ha anche rifilato un bacio a front man della band, tra lo stupore generale degli spettatori.
Il momento più tenero del live è stato sicuramente quando sul palco è salito un ragazzino di nome Sebastian, che dopo aver strimpellato qualche accordo alla chitarra con Billie Joe, si è visto regalare lo strumento dal cantante ed è rimasto con un’espressione attonita per qualche minuto nel ricevere quel dono e le ovazioni della folla.
La scaletta ha offerto davvero un panorama completo del lavoro della band:
ho apprezzato particolarmente la presenza di brani molto datati, come Hitchin’ a Ride o Longview, che non hanno tolto spazio a nuovi successi, come la title-track dell’ultimo album Revolution Radio o la ballad Ordinary World, presentata nell’ultima ripresa del live in coppia con il capolavoro senza tempo dei Green Day, Good Riddance (Time of Your Life)
Nonostante l’attività di lungo corso, la band non ha perso il suo smalto e mi sento di dire che, chi si considera fan dei Green Day, sia che appartenga alla mia generazione dei trentenni sia che abbia qualche anno in meno, non deve perdere l’occasione di vederli dal vivo e di cantarsi a squarciagola tutti i loro successi: a Monza eravamo in 40000 tutti con la stessa energia e lo stesso entusiasmo.

PS: Al termine di questo pezzo, mi permetto di fare dei ringraziamenti:
GRAZIE A Dalila, Lele e Gaia, che sono sempre dei grandiosi compagni di concerto e che hanno reso questo live ancora più speciale
GRAZIE A Omar Fantini, grande comico ma anche grande appassionato di rock ‘n roll, che, in tutte le occasioni in cui ho la fortuna di incrociarlo, non smette di incoraggiarmi per l’attività del blog.