SpecialReview: Presentazione di Canzoni Per Metà — Dente @ Feltrinelli Milano
La nostra meravigliosa inviata Marta è stata all’evento indie più importante dello scorso fine settimana

“Canzoni Per Metà e non a metà” esordisce così Dente, alla presentazione del suo ultimo lavoro alla Feltrinelli di Milano.
Un album con una track list bella lunga rispetto alla media dei dischi in circolazione, 20 brani, alcuni molto malinconici, altri più ritmati e scanzonati: tutto secondo lo stile a cui il cantautore fidentino ci ha abituato.
Dente confessa di scrivere per “l’altra metà del cielo”, per le donne che sono il suo pubblico e poi sdogana un aspetto dell’album che emerge ad un primo ascolto superficiale, ossia che le canzoni appaiono incomplete ma che in realtà il cantautore le ha scelte perché già a metà esprimevano pienamente il loro significato. Come lo definisce Dente stesso: “Questo è un disco controcorrente, un po’ una sfida, un po’ un esperimento”.
Sulla modalità di raccolta delle canzoni, Dente ammette di essere molto ordinato in alcuni aspetti della vita e molto disordinato in altri e di prendere appunti per la stesura dei testi, sia con ausili più tradizionali, come penne e taccuini, sia con strumenti tecnologici, come note scritte o audio sul cellulare.
Dente ha suonato tutto l’album in assoluta autonomia, addirittura ne ha registrato una versione in casa che però non rispondeva agli standard di qualità desiderati dall’artista e quindi è stata accantonata. E’ interessante che Dente, in questo passaggio, escluda per sé la definizione di musicista, nel senso tecnico del termine, ma si consideri “uno che ha sempre usato gli strumenti per scrivere” e ammette “di aver voluto usare i propri limiti come punto di forza” . Con la sua solita ironia, Dente racconta anche di aver campionato la batteria in maniera molto amatoriale, in quanto non è assolutamente un batterista e di aver dato vita a un disco semplice ma con un sound “strano” allo stesso tempo. Canzoni per metà è stato registrato a Livorno nello studio di Andrea Appino degli Zen Circus che ha parzialmente condiviso la scelta di Dente di suonare tutto in autonomia ma che si è occupato di registrare fisicamente il disco. Lo stesso Dente ammette che registrare in studio gli ha permesso di utilizzare delle apparecchiature tecniche più avanzate e ovviare a tutti i problemi di una registrazione casalinga.
Dente celebra proprio quest’anno il decennale del suo primo lavoro Anice in bocca, che aveva registrato totalmente a casa sua, delineando una certa circolarità con questo suo ultimo lavoro, che però, tiene a precisare, non è una regressione ma nasce dal desiderio di seguire una nuova orbita.
Nell’intervista Dente racconta anche del suo libro “Favole per bambini molto stanchi”, un libro di favole molto brevi che, secondo Dente, l’ha aiutato nell’incisione di questo nuovo disco che è composto da canzoni talmente brevi da sembrare, a un ascolto superficiale, incomplete. Il libro ha sovvertito tutte le aspettative sia della casa editrice che di Dente stesso ed ha venduto molte più copie rispetto a un qualsiasi disco del cantautore, nonostante ciò Dente non ha intenzione di lasciare ma intende continuare l’approccio con la letteratura nella maniera più spontanea possibile.
Dente ha ricordato la sua data del tour milanese al Magnolia il 09/11 e ha anche annunciato di avere una nuova live band, gli psichedelici Plastic Made Sofa da Bergamo.
Devo ringraziare la mia inviata per l’occasione, la mia amica Marta, esperta di musica e cantante di un certo livello, che mi ha regalato la registrazione dell’ intervista durante la presentazione, fornendomi così il materiale per scrivere questo pezzo.
Un’ascoltata al disco, l’ho data anche io: non voglio tediarvi con una recensione ma ammetto che il senso, volutamente ricercato, dell’incompiutezza l’ho colto in diversi punti e che ho trovato molto calzante il ritmo con cui Dente ha evitato di creare una tracklist monotona. Canzoni per metà è decisamente un lavoro interessante che sicuramente porta il marchio di fabbrica di Dente, ma che, come lui stesso ha ribadito, gli permette di condurre l’ascoltatore verso un nuovo percorso, seguendo un’altra orbita.