SpecialReview: wow festival day 3 Giorgio Poi, Canova e Ex-Otago
Il mio racconto della terza serata del festival più cool del lago di Como

Di Wow, vi ho già raccontato la scorsa edizione, dove sono stata anche più presente rispetto a quella di quest’anno. Il 2017 ci ha portato un’organizzazione migliore, un’ottima line up ma, purtroppo, un pessimo meteo che ha causato la cancellazione della prima serata del festival.
Nella terza serata di Wow 2017, si sono esibiti tre degli artisti indie che apprezzo di più in quest’ultimo periodo: Giorgio Poi, ex cantante dei Vadoinmessico di cui ho aggiunto alcuni brani nelle mie playlists, i Canova, il cui album di esordio è stato il disco rivelazione del 2016 per Music-Park e gli Ex-Otago, storica band genovese che nel 2017 ci ha regalato una riedizione dell’album “Marassi” ricca di chicche e collaborazioni succose.
Giorgio Poi

Paracadute
L’abbronzatura
Acqua Minerale
Doppio nodo
Le foto non me le fai mai
Se mai
Aurora [Cover I Cani]
Niente di strano
Il mare d’inverno [Cover Loredana Bertè]
Tubature
Ho scoperto dell’esistenza di Giorgio Poi, grazie al mio già citato guru della musica indie italiana, Carlo Pastore, che in una puntata del suo programma radio Babylon ha passato Niente di Strano. Con la mia solita curiosità, sono andata a cercarmi il videoclip della canzone su youtube e ho trovato uno dei miei attori preferiti, Luca Marinelli, lo Zingaro di Lo chiamavano Jeeg Robot, ad interpretarlo. Questi due elementi hanno decisamente deposto a favore dell’artista romano.
Ero, quindi , molto curiosa di sentirlo dal vivo e Wow Festival mi ha offerto l’occasione su un piatto d’argento: Giorgio non mi ha assolutamente deluso.
L’artista ha proposto una scaletta interessante con un’ampia panoramica del suo repertorio, impreziosita da due cover: una molto indie, Aurora de I Cani di Niccolò Contessa e una molto eighties, Il mare d’inverno di Loredana Bertè.
Un aspetto che ho molto apprezzato, è l’aggiunta di code strumentali ai brani, mai noiose e ben eseguite.
Canova

Aziz
Manzarek
La felicità
Chissà se stai dormendo (Jovanotti cover)
Expo
Maradona
Brexit
Threesome
Vita sociale
La festa
Portovenere
Che la sottoscritta abbia un debole, per lo stile ricco di leggerezza e brio dei Canova, è cosa risaputa. Dal vivo, la band è davvero un misto di grande ironia ed energia che sono contenta di non essermi persa.
Anche in questo caso, ci propongono gran parte della tracklist del loro album d’esordio, Avete ragione tutti, con l’aggiunta di Threesome, un brano uscito lo scorso maggio, che ha come soggetto uno scanzonato triangolo “amoroso” di una sera, che però finisce male.
La scelta della cover mi ha rubato il cuore: i Canova ripropongono uno dei più bei brani di Lorenzo Jovanotti degli anni ’90, Chissà se stai dormendo, che parla di una ragazza della porta accanto neodiciottenne, di cui il cantante era innamorato.
Forse un po’ meno lineari nelle esecuzioni rispetto a Giorgio Poi, ma nemmeno i Canova mi hanno deluso: hanno saputo intrattenere oltre che a regalare momenti di buona musica.
Ex-Otago

Sognavo di fare l’indiano
Amico bianco
Non molto lontano
Stai tranquillo
La nostra pelle
Gli occhi della Luna
Giorni Vacanzieri
The rhythm of the night (cover Corona)
Ci vuole molto coraggio
Ricominciamo da 3
Costa Rica
Patrizia
Figli degli hamburger
Mare
Quando sono con te
I giovani d’oggi
Cinghiali incazzati
Della serata, gli Ex-Otago sono gli artisti che conoscevo di meno e che, di conseguenza, so giudicare di meno.
A pelle, posso dirvi che la loro parte di show è stata molto coinvolgente e che hanno la grande capacità di instaurare un rapporto attivo e dialogico con il pubblico.
La scaletta è stata molto bilanciata e la scelta della cover super dance di Corona, ha fatto ballare tutta la piazza.
Questo primo live non può che essere un incentivo per scoprire la musica della band genovese, che sicuramente si merita il successo che sta registrando nel corso del suo tour in giro per l’Italia.
Su Wow, non ho molto altro da considerare…
Iniziative come questo festival vanno sponsorizzate in una città come Como che deve fare del turismo la sua ragione di vita: i miei complimenti più sinceri a tutti quelli che si impegnano per l’organizzazione di questo evento, mettendoci testa e cuore.

