ArtMate: come rendere il patrimonio artistico universalmente accessibile

Armando Monda, CEO & Founder di ArtMate, ci racconta di questo ambizioso progetto.

Quando e come nasce l’idea alla base di ArtMate?

Tutto nasce da un’esigenza personale. Amiamo girare per mostre d’arte e troppe volte ci è capitato di trovarci senza alcun aiuto alla visita, persi di fronte ad opere coinvolgenti ma che non riuscivamo a comprendere a fondo, e alla fine rientravamo a casa delusi e con tanti punti interrogativi. Quando hai la fortuna di trovare una guida brava come accompagnatore scopri perché persone da ogni parte del mondo scelgono di viaggiare e di investire il loro tempo nella visita di un museo o di una galleria d’arte. La domanda che ci siamo posti è: cosa resta se non riconosciamo che il valore delle opere d’arte è contenuto nella comprensione delle stesse? La nostra vision è rendere tutto il patrimonio artistico universalmente accessibile. Questo si traduce nell’annullare le distanze fisiche che ci separano da un’opera d’arte e nel facilitare la comprensione delle stesse.

Come funziona esattamente?

ArtMate è un’esperienza per visitatori di mostre d’arte articolata su tre punti:

  • visite immersive, attraverso 3D Virtual Tour, per avere una preview digitale del percorso espositivo, con qualsiasi dispositivo, anche in realtà virtuale;
  • tour guidati realizzati dagli “Art Mates”, che ci raccontano a modo loro lo spazio che stiamo visitando;
  • un contest legato alla comprensione della mostra che da accesso a premi esclusivi.

Su www.artmate.space sarà quindi possibile esplorare una mostra, virtualmente, e scegliere il proprio Art Mate, ovvero chi conosce le opere in mostra e decide di raccontarci storie uniche e guidarci durante la visita. Artisti, curatori, blogger e art lovers, possono utilizzare la nostra piattaforma per creare percorsi guidati e diventare Art Mate. L’obiettivo finale non è godersi quest’esperienza sul proprio divano di casa ma fornire strumenti che possano funzionare da catalizzatore ad una visita reale. Tutti i contenuti sono fruibili sul proprio smartphone, uno strumento che conosciamo e che abbiamo sempre con noi.

Quanto la vostra formazione e l’esperienza lavorativa di ciascuno di voi ha influito nella crescita del progetto?

ArtMate nasce come spin-off di Visionaut, startup che si occupa di tecnologie di visualizzazione. Nello specifico scansioni 3D, Realtà Virtuale e Realtà Aumentata. Io sono l’unico con un background nel mondo dell’arte: sono un ingegnere ma ho lavorato per tanti anni per artisti e curatori e con gallerie e musei. Carolina, anche lei ingegnere, sta ultimando un dottorato di ricerca sulla tutela del patrimonio d’ingegneria strutturale del XX secolo. Sergio è a Londra, per tanti è un attore ma per noi si occupa di comunicazione.

Quali sono i competitor e in cosa ArtMate è differente?

A tutti sarà capitato di acquistare un’audioguida durante la visita ad un museo oppure di prenotare una visita guidata con un accompagnatore più o meno accreditato. Noi vogliamo dare il beneficio della scelta perché crediamo che non ci sia cosa peggiore di offrire un unico prodotto generalista per qualsiasi pubblico. Cerchiamo Art Mates che siano capaci di farci sorridere durante la nostra visita, altri che ci facciano sognare e altri ancora che siano ineccepibilmente critici. Per questo mettiamo a disposizione una piattaforma per la creazione dei contenuti semplice ed intuitiva. CyArk, ora Google Arts & Culture, realizza fantastiche ricostruzioni 3D di musei e siti archeologici unici nel mondo. Noi pensiamo però che le visite virtuali siano un’esperienza incompleta se non affiancate ad un supporto esplicativo.

Quanto è utile per lo sviluppo del vostro progetto essere in un contesto come Nana Bianca?

Cariplo Factory ha creduto in noi: con GetIt! ha alimentato il nostro progetto credendo nell’impatto sociale di quest’idea e ci ha permesso di entrare in Nana Bianca, una realtà fantastica per crescere come startup. Il valore che riceviamo è prevalentemente umano, legato alla condivisione del sapere e ad un confronto costante all’interno dell’ambiente di lavoro condiviso.

Buoni propositi per il futuro?

Continuare a divertirci perché per noi fare startup è passione, sacrificio e duro lavoro, possibile solamente se non viene meno questa componente. Lanceremo la piattaforma in primavera e saremo pronti a nuove sfide.