Influencer marketing: cos’è e quali saranno i prossimi trend

Si sente sempre più spesso parlare di influencer marketing, intendendo con ciò le attività volte a vendere o promuovere prodotti o servizi attraverso quelle persone che hanno la capacità di influenzare qualcun altro nei comportamenti e nell’esperienza di acquisto.

Ma chi è l’influencer? E come possiamo coinvolgerlo nella nostra strategia aziendale?

Prima di tutto, bisogna ricordarsi che si tratta sempre di una persona. E questo viene prima della sua capacità di persuasione, dei suoi follower e dei contenuti che veicola. Per questo, trovare il giusto influencer significa trovare qualcuno la cui credibilità sia forte e la cui immagine sia autentica.

A differenza delle celebrities, gli influencer possono essere ovunque e chiunque. Ed è questo che li rende influenti su gran parte dei loro seguaci sul web e sui social media, il fatto di essere potenzialmente una persona come le altre. Un influencer può essere un fotografo famoso su Instagram, un blogger esperto di cybersecurity che condivide le sue idee su Twitter o un marketing executive ritenuto autorevole dalle sue cerchie su LinkedIn.

Sempre più aziende li cercano e li vogliono coinvolgere nella loro strategia di marketing, ma perché? Gli influencer vengono riconosciuti dagli utenti come degni di fiducia e per questo in grado di stimolare maggiore engagement, che può tradursi in più vendite o più brand awareness. Un brand, inoltre, può scoprire grazie agli influencer un nuovo segmento di consumatori, caprine gli interessi e definire il pubblico dei suoi prodotti o servizi.

Oltre che sulla fiducia, l’influencer marketing fa leva sull’attenzione che gli utenti danno ai contenuti creati da persone piuttosto che da brand. Secondo i dati forniti da Moat Analytics, i contenuti creati da influencer attirano maggiore attenzione rispetto al tradizionale display advertising, addirittura fino a 2:20 minuti rispetto a una media di 19.2 secondi.

Per questo motivo, alla base di un piano di influencer marketing che si rispetti deve esserci una vera e propria strategia volta a individuare l’influencer più adatto alla nostra attività. Uno dei passaggi chiave è l’analisi qualitativa e quantitativa dell’account, per poi passare a individuare le modalità in cui veicolare il messaggio e la piattaforma da cui farlo. The right content in the right place, insomma. Infine, la misurazione delle performance è fondamentale per poter capire cosa ha funzionato e cosa no, tirando le somme della strategia adottata e non dimenticandosi di pensare long-term.

Tuttavia, le cose nel marketing cambiano molto in fretta. Figurarsi nell’influencer marketing, settore nato da pochi anni che sta vivendo il suo momento apice.

Per questo motivo abbiamo pensato di chiedere a chi con gli influencer lavora tutti i giorni: Sheila Salvato, co-founder di Hoopygang, tech company in orbita intorno a Nana Bianca e dedicata interamente al social influencer marketing.

Come è cambiato e sta cambiando il mondo degli influencer? E che conseguenze ha su chi fa influencer marketing?

Siamo passati dall’influencer marketing celebrity-driven a quello dei micro e middle influencer. Mentre prima si seguivano maggiormente le celebrità e gli influencer con milioni di follower, oggi, con la crescita del bacino di utenti millennial, si è passati ad una maggiore autorevolezza degli influencer micro e middle, persone che hanno un seguito tra i 10k e i 200k.

Recenti studi hanno dimostrato come i Millennial siano molto più inclini ad ascoltare i creator, infatti ben il 70% di loro ha dichiarato di preferire prodotti promossi da micro influencer e solo il 3% si è detto incline all’acquisto di prodotti con endorsement di una celebrità (fonte: CollectiveBias).

Per chi fa il nostro lavoro le cose sono ovviamente cambiate, il bacino di influencer con cui collaborare si è allargato e sebbene possa sembrare più semplice trovare creator con cui lavorare in realtà è il contrario.

Bisogna saper selezionare il giusto influencer per un brand, conoscere le sue attività, la sua audience di riferimento e se questa si adatta all'azienda cui vogliamo proporlo. Durante la selezione dobbiamo anche fare attenzione agli account con decine di migliaia di follower e pochissimo engagement. Per questo abbiamo sviluppato il nostro software proprietario che permette di accedere ad un database di oltre 3 milioni e mezzo di creator in tutto il mondo.

Non solo, bisogna anche creare dei rapporti relazionali a lungo termine. Non si deve lavorare più per singole campagne ma creare un clima di fiducia e collaborazione continuativa con i creator. Il nostro obiettivo è quello di trasformare gli influencer da semplici collaboratori a veri e propri brand ambassador.

Quali saranno i trend dei prossimi anni?

Instagram arriverà quest’anno a superare il miliardo di utenti iscritti continuando la sua ascesa come uno dei social preferiti da parte di molti utenti. Vedremo sempre più contenuti originali e campagne che andranno ad utilizzare questo social network sfruttandone le peculiarità, soprattutto le stories che stanno avendo un notevole successo proprio visto il connubio tra contenuto video e la loro volatilità.

Vedremo anche il consolidamento delle piattaforme di social messaging come WhatsApp, Messenger e Telegram, dove i brand potranno dialogare direttamente con i propri clienti. Tramite questi canali si sta sviluppando il fenomeno dark social ovvero tutta la condivisione di contenuti su canali privati e che rimane difficilmente tracciabile dai tool di analisi. Un fenomeno in realtà meno oscuro di quanto faccia presagire il nome ma che va considerato attentamente in quanto il ritorno di traffico da questa fonte supera considerevolmente quello proveniente dai social media. Secondo uno studio dello scorso anno ben l’82% delle condivisioni di una pagina web avvengono tramite canali dark social contro l’18% via Facebook e altri social.

L’influencer marketing è in forte crescita e si sta affermando sempre più come una delle strategie di digital marketing di maggior successo. Perciò nel 2018 molte aziende dovranno cominciare a munirsi di software per la gestione di campagne. Avere un tool di qualità con il quale selezionare e contattare gli influencer con i quali si desidera lavorare e attraverso cui gestire campagne e relazioni sarà un elemento di vantaggio per i brand.

Infine, l’influencer marketing si affermerà ulteriormente nei canali B2B, dove una comunicazione innovativa potrà aiutare enormemente il proprio brand: in fondo i decision maker di un’azienda non sono altro che persone e anche nelle decisioni aziendali si comportano seguendo gli stessi principi psicologici. I contenuti di qualità potranno quindi fare la differenza.