Tate, il fornitore di energia mobile first che ti semplificherà la vita

Con Tate avrai letteralmente l’energia in tasca.Un fornitore davvero smart così facile da usare che ti farà dire addio a bollette incomprensibili e salate. Puoi gestire tutto da telefono risparmiando così tempo e denaro e le fonti di energia sono green.

Quando e come nasce l’idea alla base del vostro progetto?

Tate nasce prima di tutto dall’analisi di due fenomeni: da una parte l’avvento dello smartphone come piattaforma dominante in termini di minuti digital consumati in tutti i maggiori mercati di riferimento, arrivando a ben il 64% in Italia nel 2017; dall’altra parte la scarsa apertura del mercato italiano della vendita dell’energia e del gas al dettaglio, apertura rallentata da una liberalizzazione solo parziale del mercato. Questa scarsa apertura si traduce in un servizio di più basso livello per i clienti, non solo in termini di costi ma anche in termini di user experience. Tate nasce quindi per offrire un servizio mobile-first in un settore molto tradizionale, mettendo al centro l’user experience, la trasparenza e la facilità d’uso. Un altro fattore di motivazione è stato senz’altro anche sentire i continui feedback da colleghi e amici riguardo le proprie esperienze negative con i propri fornitori d’energia, dalle ore perse ai call-center per non risolvere nulla ai soldi spesi in bollette gonfiate. Pensavamo che qualcosa di diverso potesse e dovesse essere fatto e allora abbiamo deciso di farlo noi.

Come funziona esattamente?

Passare a Tate è semplicissimo: basta scaricare l’app (sia per iOS che Android), tenere a portata di mano una vecchia bolletta e in soli 5 minuti si può effettuare una richiesta di passaggio dal proprio vecchio fornitore a Tate. A tutto il resto, burocrazia e cartacce, pensiamo noi. Al momento il servizio è attivo solo per forniture domestiche. Tate è diversa dal fornitore classico in quanto ti dà sempre la garanzia di pagare un prezzo equo, è più semplice in quanto puoi gestire tutto tramite app ed è più verde, perché con Tate consumi solo energia proveniente da fonti rinnovabili.

Sul piano tariffario, Tate vende ai propri membri (come chiamiamo i nostri clienti) allo stesso prezzo al quale acquista (il prezzo all’ingrosso), in cambio è possibile gestire le proprie utenze in mobilità e in modo molto più semplice e trasparente. L’app ad oggi consente di monitorare i propri consumi e le proprie spese, contattare l’assistenza clienti in chat in modo rapido e chiaro, gestire metodi di pagamento, condividere le proprie bollette con coinquilini e tracciare il proprio impatto ambientale. Questo perché con Tate si consuma solo energia proveniente da fonti rinnovabili, senza sovraccosti, e questo ci permette di quantificare per ogni cliente le emissioni di CO2 che vengono risparmiate.

Quanto la vostra l’esperienza lavorativa di ciascuno di voi ha influito nella crescita del progetto?

Tutti e tre i founders di Tate vengono da un’esperienza decennale nell’ambito del digital ma senza esperienza diretta nel settore energetico. Questo ci ha aiutato a guardare a questo settore con uno sguardo fresco che ci permette di individuare opportunità di innovazione, senza pregiudizi. Allo stesso tempo Micael, il direttore operativo, viene invece da un’esperienza nel consulting e nel settore pubblico dove si è occupato di energia ed è quindi andato a colmare alcune lacune nella nostra comprensione del settore.

Quali sono gli obiettivi di business che avete già raggiunto?

A fine settembre abbiamo lanciato sul mercato la prima versione della nostra app, la quale permette di aprire un contratto di fornitura di energia elettrica e a breve anche di gas. I primi feedback dei nostri membri sono molto positivi: in tanti vengono da esperienze negative con altri fornitori e hanno visto in noi un’alternativa valida, dandoci fiducia nella gestione delle loro utenze. Questa è senza dubbio una grande soddisfazione per noi. Nel percorso degli ultimi mesi siamo inoltre stati selezionati come vincitori del premio E-Qube di Estra per startup emergenti nel settore energetico e siamo anche entrati tra i 20 finalisti del programma B Heroes, rientrando quindi nel miglior 3% delle startup che si erano candidate.

Quali sono i competitor e in cosa la vostra azienda è differente?

Il mercato nel quale ci siamo buttati è molto competitivo e dominato da un ristretto numero di aziende molto grandi. In altre parole, qualsiasi fornitore di energia e gas è di fatto un nostro competitor. La domanda su come ci differenziamo è quindi una questione fondamentale per noi. Per questa ragione abbiamo costruito Tate e stiamo continuando a farlo cercando di fare le cose in modo diverso su tutti i fronti possibili. Prima di tutto il nostro approccio è 100% digital: non abbiamo negozi fisici e le nostre forniture possono essere attivate solo tramite app. Sul piano dell’assistenza clienti ci siamo totalmente allontanati dal modello dei call-center per offrire un’assistenza più veloce ed efficiente direttamente in chat, sia tramite l’app che sul nostro sito, anche se ovviamente abbiamo un numero di telefono per chiunque desideri usufruirne. Venendo poi al punto cruciale delle tariffe, contrariamente a buona parte della concorrenza abbiamo solo due offerte, semplici e trasparenti, senza fare distinzioni tra vecchi e nuovi membri. Chi passa a Tate paga lo stesso prezzo che paghiamo noi e in cambio chiediamo un contributo mensile fisso di 0,95 € per kW di potenza del contatore. In questo modo passando a Tate hai sempre la certezza di pagare un prezzo equo. Come ultimissimo punto, infine, forniamo solo energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili, senza alcun sovraccosto.

Quanto è utile per lo sviluppo del vostro progetto essere in Nana Bianca?

Essere in Nana Bianca nella fase iniziale di un progetto di startup può senza dubbio fare la differenza. Nel nostro caso è stato fondamentale soprattutto sul piano dello sviluppo dell’applicazione e del marketing, avendoci dato l’opportunità di collaborare e confrontarci con professionisti di alto livello, che, al di fuori di uno spazio come Nana Bianca, non sarebbe così facile incontrare. Questo ovviamente è facilitato anche dal forte clima di cooperazione che si respira dentro Nana Bianca tra tutte le startup residenti.

Buoni propositi per il futuro?

Nei prossimi mesi abbiamo tanti obiettivi importanti, tra i quali: lanciare il servizio di fornitura di gas, rilasciare un importante aggiornamento grafico dell’app, dare la possibilità agli utenti di gestire forniture a nome di più persone e lanciare le forniture per PMI e micro imprese. Sul piano finanziario invece miriamo a chiudere il nostro primo round di finanziamento entro la prima metà dell’anno.

Per te Nana Bianca è …………

Un importante bacino di contaminazione: non importa quale problema tu possa avere, nel 99% dei casi vi è già una startup all’interno dell’ecosistema che ha già affrontato qualcosa di simile e che può aiutarti ad affrontarlo al meglio.