VideoDrome: storie e video 100% mobile

Appassionati di storie, hanno iniziato con Il Cartello, primo sito in Italia ad essere dedicato esclusivamente ai temi di cultura e società, per poi appassionarsi sempre di più al mondo della video informazione.

Abbiamo pensato di intervistare il team, per farci raccontare da loro da dove nasce questo progetto, che traguardi ha raggiunto e che obiettivi si pone per il futuro.

Quando e come nasce l’idea alla base del vostro progetto?

Tutto nasce nell’estate del 2015, quando abbiamo riunito un team di ragazzi fiorentini per dare luce al nostro primo sito dedicato a cultura e società, Il Cartello. Da questa esperienza abbiamo deciso di approfondire il mondo dell’informazione, pensando che l’approccio migliore per raccontare l’attualità fosse quello dei video unito all'utilizzo dei social media per raggiungere gli utenti direttamente sui loro device. Così nasce Videodrome.

Come funziona esattamente?

Videodrome è uno dei primi canali italiani a veicolare informazioni unicamente attraverso il formato video e coprendo aree tematiche legate a società, tecnologia ed entertainment. Uno degli obiettivi che Videodrome si pone è quello di fare informazione intrattenendo, cercando allo stesso tempo un confronto all’interno del pubblico. Ci rivolgiamo principalmente ai Millennial, proprio per questo verranno adottate grammatiche pop e giovanili, sfruttando i social e dando la priorità al mobile.

In che modo la vostra formazione e l’esperienza lavorativa ha influito sulla crescita del progetto?

Veniamo tutti da universi differenti, e questo sicuramente ha influenzato il nostro lavoro permettendoci di avere sempre spunti diversi. Per esempio Lorenzo (Borghini, media buyer/branded content) viene dal mondo del cinema, mentre Daniele (Minucci, head of content) da quello della letteratura. Iacopo (Tonini, CEO) invece è l’anima più pragmatica del gruppo grazie ai suoi studi di economia. È da questa eterogeneità che viene l’impulso alla costante ricerca dell’innovazione e di soluzioni originali.

Parlando di business, quali sono gli obiettivi che avete già raggiunto?

Il progetto è stato prototipato per tutto il 2017, permettendoci così di acquisire una serie di competenze da mettere in pratica grazie agli sviluppi sopraggiunti. Da giugno abbiamo iniziato nuovamente a pubblicare la linea editoriale, dopo una pausa tra febbraio e aprile 2018 in seguito al cambio di algoritmo di Facebook.

Il team creator è pronto e composto da 6 persone tra interni e esterni. Anche il lato tecnico è stato messo a punto e pronto a far partire, dopo un ulteriore mese di test, la strategia di crescita che abbiamo definito. Infine, per quanto riguarda il lato commerciale, da luglio inizieremo a vedere gli inserzionisti e gli sponsor in target con il range di servizi offerti — che gravitano tutti nell’ambito del content marketing e della consulenza, con l’obiettivo di andare a ridurre il gap tra aziende e consumer.

Avete individuato dei competitor? E in cosa vi differenziate da loro?

Diciamo che, almeno in Italia, non sono molti i competitor perché come detto sopra siamo tra i primi a proporre l’esperienza dell’informazione attraverso i video. Sicuramente due operazioni a cui guardare sono quelle di Freeda Media, che parla all’universo femminile e che da poco ha ottenuto un round serie A da 10M, e Playground IT, versione italiana della media company Playground di Barcellona. Ci differenzieremo dagli altri in quanto vogliamo mettere le persone al centro dei contenuti informativi che produciamo, raccontando la società tramite una pluralità di punti di vista.

Quanto è utile per lo sviluppo del vostro progetto essere in Nana Bianca?

Sicuramente molto. Essere in Nana Bianca significa crescere continuamente dal lato dell’esperienza sia teorica che pratica, entrando in contatto con realtà e progetti sempre stimolanti ed interessanti. L’ecosistema Nana Bianca presenta grandi sinergie con il progetto Videodrome ed in particolare progetti come Viralize e Hoopygang.

Buoni propositi per il futuro?

Ambiamo a costruire un gruppo editoriale digital, costituito da più progetti editoriali verticali destinati a diversi tipi di pubblico e quindi che riesca ad informare su diversi piani, contribuendo in maniera sostanziosa alla digitalizzazione del giornalismo in Italia.

Per te Nana Bianca è…

Crescita professionale ma soprattutto personale. Una grande opportunità per mettersi in gioco nell’hub tecnologico toscano, lavorando nell’ambiente adatto su un progetto ambizioso. Allo stesso tempo, Nana Bianca è unirsi alla mission di promuovere lo sviluppo tecnologico italiano.

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