I Pilastri delle Smart Cities

L’ Internet of Things e il caso Bluenet

L’Internet of Things (IoT) rende gli oggetti ‘intelligenti’, in grado di comunicare dati su se stessi e capaci di accedere ad informazioni aggregate da parte di altri.

Internet delle cose è un neologismo utilizzato in telecominicazioni, un termine di nuovo conio (utilizzato la prima volta da Kevin Ashton, ricercatore presso il MIT, Massachussets Institute of Technology), che nasce dall’esigenza di dare un nome agli oggetti reali connessi ad internet.

Gli oggetti connessi nel mondo attraverso questa nuova tecnologia sono ormai svariati miliardi, e nuovi ambiti lavorativi e l’economia ne vengono influenzati.

Grazie alle molteplici applicazioni di questa tecnologia, le Smart Cities potranno ottimizzare l’uso delle risorse e migliorare i servizi offerti nelle aree urbane.

Per ragioni strutturali, l’Italia è sempre un po’ in ritardo quando si tratta di affidarsi a nuove tecnologie. Il paese sembra, comunque, voler esserci, con risultati interessanti per il presente e, in misura maggiore, per il futuro a medio-lungo termine.

La startup innovativa Bluenet nasce nel 2014 a Napoli, presso l’incubatore di Città della Scienza. Il suo motto è: “C’è sempre più di una soluzione

Nasce con l’obiettivo di superare tecnologicamente i supporti elettronici comunemente noti con il nome di “SmartCard”. Grazie al suo reparto di Ricerca & Sviluppo, ha ottenuto due brevetti importanti e innovativi.

Il primo brevetto, BLUeCODE, è un codice matriciale, stampabile in bianco e nero, ad alta densità d’informazioni e rappresenta il sistema per superare il fenomeno del secondary ticketing e qualsiasi forma di bagarinaggio.

Le sue applicazioni sono molteplici: dall’applicazione agli eventi negli stadi, alle stazioni, fino alla lotta al terrorismo. Nel BLUeCODE è possibile codificare testo, immagini, impronte digitali e profili facciali, che presentandosi come un’immagine permettono la visualizzazione del contenuto da remoto, senza uso di connessione web. E’ una tecnologia di semplice generazione e di semplice lettura, con lo stesso livello di sicurezza di un chip.

Il secondo brevetto, OSCAR, “Over the Smart CARd”, è una smartcard capace di inglobare al suo interno le funzionalità di più smartcard.

Nasce con l’ambizione di diventare la prima Carta dei Trasporti Nazionale, capace di integrare i diversi linguaggi e protocolli di Trasporto Pubblico Locale (cittadini, dunque) e quelli del tipo Trenitalia che collegano tra loro due città.

Le ricerche hanno condotto ad una miniaturizzazione di OSCAR, un chip così piccolo, 1x1.5 cm, da renderlo indossabile, ‘Weareble’, e quindi inglobabile in oggetti indossabili.

Anche per OSCAR, le applicazioni per soluzioni ai problemi della vita urbana di tutti i giorni sono varie: è una tecnologia abilitante, indossabile, capace di svolgere le funzioni di diverse smartcard, applicabile in molti ambiti, come il settore turistico.

Il progetto, seppur apprezzato da chiunque, non è stato sufficientemente “spinto” in termini politici e/o di lobbyng.

Borrillo e Fedele hanno incontrato delle difficoltà sul cammino. Avere tra le mani qualcosa di estremamente performante dal punto di vista tecnologico (fosse essa un’app o un dispositivo HW) non è sufficiente. Bisogna muoversi con largo anticipo, studiare e prepararsi ad approcciare il mercato di riferimento. Nel caso dei trasporti, ad esempio, un’applicazione di OSCAR non avrebbe potuto essere immessa nel mercato, se non con la collaborazione attiva di alcuni soggetti: Ministero dei Trasporti, Trenitalia, RFI… e tanti altri.

Oggi la Bluenet ha un altro sogno: il settore turistico.

IoTourist è il progetto che vede in un braccialetto il cuore del sistema di offerta turistica ai visitatori della nostra città. La possibilità di unire Trasporto pubblico, attività culturali, di svago/intrattenimento, enogastronomiche, turismo esperenziale, pernottamento, la possibilità di unire tutto questo in un unico dispositivo leggero, semplice, senza batteria, sembra una ottima chance per il settore del turismo soprattutto in espansione come quello napoletano e campano.

I consigli di Davide Borrillo, per chi inizia a fare startup, sono:

  • studiate in maniera approfondita e approcciate costruttivamente dal primo momento il vostro target, PA o utente singolo
  • costruite sempre una DEMO (MVP) e mostratela (la vostra idea potrebbe piacere ma essere non realizzabile o potrebbe piacere in teoria, ma non nella pratica)
  • raccogliete feedback continui e monitorate l’interesse
  • curatevi che i vertici dell’azienda (probabile vostro cliente) siano stabili e che magari non cambi la dirigenza dall’oggi al domani, o comunque non prima di aver acquistato il vostro prodotto/servizio
  • il “mercato” non basta averlo segmentato, bisogna conoscerlo fino in fondo e corteggiarlo dal momento zero fino alla firma di un contratto
  • scegli bene i collaboratori, ma scegli meglio ancora i tuoi soci….in futuro difficilmente li cambierai!!!

Il 30 giugno ti aspettiamo al Napoli Startup Weekend per mettere in pratica i consigli di Davide.

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