Nulla dies sine linea

QUATTORDICI — PROIEZIONI

© Sou Fujimoto for COS, Salone del Mobile, 2016

L’osservazione del pianeta umano mi ha regalato un’altra svegliata. Guardavo un programma in tv, Undressed, e osservavo i protagonisti. Di base avrei preso a calci nelle palle tutti gli uomini e a ceffoni le donne (con un fiore, ovviamente). Poi mi guardo Cannavacciuolo che mette a posto i ristoranti di inetti al business e alla ristorazione. Anche lì, un modus violenti da tanica di benzina e accendino.

Premesso che devo spegnere la televisione prima, vedo che l’insofferenza verso due programmi diversi con protagonisti e storie diverse è il meccanismo della proiezione.

Se guardo undressed vedo due tipi di proiezioni: i ragazzi che devono proiettare il film macho interessante che troppo presi dalla mis en scene non capiscono, anzi non cercano di capire chi hanno davanti, maschio o femmina che sia. Tutto un io ho fatto io ho detto, io sono, io qua, io là. E sticazzi anche, no? Quindi un gallo, di base, oppure uno preso dalla funzione sistematoria. Cioè quella di sistemarsi. Non fate quella faccia che ci siamo passati tutti. Quella di farsi andare bene qualcuno. Dai, su fate coming out su questo. Anche io ho fatto l’errore di proiettare profondità e amore in una terra desolata di ottusità e insicurezza. Non avevo visto chi avevo davanti, ma avevo studiato benissimo il copione. Fortuna che ho capito. Devo ringraziare la sua immensa bassezza per avermi fatto capire l’assoluto valore che non stavo dando a me. 
 Ecco, la smettiamo di riconoscere o di dare valore a tutto ciò che è esterno? Perché cazzo non siamo capaci di farlo con noi, mai? Rimane un mistero che mi sto scervellando ad affrontare su più fronti.

E poi c’è anche la proiezione femminile che ho visto nel format. Queste si trovano davanti il galletto vuoto ed egoriferito che, siccome belloccio, può andare bene perché, sai si sa mai sia l’ultimo sulla faccia della terra. Ma come fai oca meschata, come fai ad uscire una seconda volta con uno che non ti ha dato niente, pensando che poi andrà meglio. Poi? Ma poi quando, ma che poi? Smettila.

E perché lo fa sta ragazza? Perché proietta tutta la merda che ha visto al cinema e in tv, che tanto le cose si sistemano, non esiste l’uomo perfetto. E su questo sono d’accordo, lo dico da uomo, siamo molto lontani dalla perfezione. Ma esiste l’uomo perfetto per te. E non arriva facendo sconti. Eccheccazzo. La vogliamo smettere? Siamo obbligati a cercare il compromesso per lavorare, per essere sociali, per crescere. Ma no, sull’amore no, non possiamo fare lo sconto. Che valore ha un’amore in offerta speciale? Niente, è una proiezione di un bisogno, non un’alchimia inspiegabile che nasce tra due persone. Quello è amore, Se capisci che vuoi tanto stare con qualcuno tanto quanto gli spaccheresti la faccia per quanto ti fa incazzar quello è amore. Non “è tanto bello però”, tanto bello una minchia. Quella è proiezione, egoista, egoriferita di quello che vorremo essere. E ne parlo con cognizione di causa. E’ come le scarpe belle ma scomode. Ci fareste la maratona? La maratona più grande e importante, cioè la vostra rivoluzione?
 Eddai

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