Il frisbee sopra Berlino
di Elena Pesce, Camilla Squassina, Laura Rodofile

Veloce. Agile. Nelle sue mani scivola il disco come fosse telecomandato. Su quel prato va in scena uno spettacolo di acrobazia, precisione, tattica di gioco. Marcus è il più bravo fra i bravi. Lo incontriamo una domenica pomeriggio di novembre, per caso, durante un tour nel cuore di Berlino.
Siamo nel grande giardino che circonda il Parlamento. Marcus sta finendo una partita di free-style frisbee.
A fine partita, che si è conclusa con una vittoria schiacciante per la sua squadra, risponde alle nostre domande.
“Sono cresciuto a Berlino, e da dieci anni ormai mi alleno con il frisbee, anche a livello agonistico”, racconta. “Ho dovuto affrontare molti sacrifici tra la scuola e gli allenamenti, ma questa città molto vitale e innovativa mi ha donato tanti stimoli e fiducia nel futuro. E insieme a ciò anche il sostegno della mia famiglia”.
In questi giorni si celebra il venticinquesimo anniversario della caduta del muro di Berlino. Viene da chiedere a questo ventenne (o poco più) che cosa significhi per lui questo evento. Ci pensa su un attimo prima di rispondere. Non ha vissuto in prima persona quei momenti, ma ne capisce profondamente il senso. Il valore. La forza.
“Io non c’ero, ma so per certo che la mia libertà e ogni possibilità che mi viene offerta oggi, sono figlie di quel momento. Vengono da lì”.
Non ci sono altre domande da fare: è tutto chiaro.
“Grazie”, sorride “sono contento che ci siamo incontrati. E sono contento che anche voi siate qui per questa grande festa: credo sia importante ricordare che questo evento non coinvolge solamente la Germania ma l’intera Europa”.
Il tempo di un selfie inseme e il frisbee torna a volare.