Perchè condividere un’idea è sempre una buona idea

Siamo nel cuore di un grande cambiamento epocale. Di quelli che arrivano inattesi, si abbattono sul mondo, travolgono tutto e poi niente è più come prima.
Un cambiamento drastico e impetuoso, come lo furono il Rinascimento e l’Illimunismo.

I grandi padri della storia, grazie ai quali siamo diventati quello che siamo, furono persone che hanno riconosciuto subito in esso un grande vento di rinnovamento, qualcosa di cui si innamorarono e ad esso dedicarono la vita. 
Pensateci bene, uomini votati ad una grande idea che hanno seguito fino in fondo.
Se esiste una definizione di felicità più semplice e potente di questa, non vedo l’ora di sentirla.

Tempo fa guardai un video del filosofo Dan Dennet, non perchè fossi interessato a lui, ma semplicemente perchè è ricordato come il primo talk in assoluto sul palco del TED da quando è diretto dal grande Chris Anderson. Un intervento molto interessante sul potere dei memi (andatevelo a guardare, ne vale la pena), del quale mi è rimasta una cosa che Dennett disse a circa metà dello speech:

Il segreto della felicità è questo: trovate qualcosa che sia più importante di voi e dedicategli la vita

Messaggio potente che Dennet lanciò per porre l’accento sulla nostra capacità di reprimere gli impulsi biologici (mangiare, accoppiarsi, difendersi, possedere cose) per seguire un’idea a cui attribuiamo tutto il senso della nostra vita.
E’ una capacità che abbiamo tutti, ma il più delle volte resta sopita negli anfratti più bui della nostra coscienza. Segregata dal nostro vivere edonistico e dalle nostre paure. Ma una capacità che aspetta solo di venir fuori
Se chiudiamo gli occhi e proviamo ad ascoltare dentro di noi, possiamo sentirla prendere a calci la porta che la tiene rinchiusa. E udire la sua voce che ci chiede disperatamente di aiutarla ad uscire. 
E’ la nostra umanità che reclama di emergere, che vuore liberarsi.
Strana e controversa creatura, l’uomo. 
Capace di vivere per anni nella inerte tranquillità della propria stasi 
e poi, in un istante, cambiare la sua vita e quella degli altri per effetto di una semplice idea e della decisione di seguirla.
Permettetemi di ripeterlo:

cambiare in un istante la propria vita 
e quella degli altri 
grazie ad un’idea e alla decisione di seguirla

Ma Dennet parlava di un’idea più importante di noi. Un’idea che è nostra e allo stesso tempo non lo è. Un’idea che eccede la nostra esigua capacità di comprenderla appieno. E poi, cosa significa seguirla? 
Come si fa a seguire qualcosa che fatichiamo perfino a capire?
La risposta non è una sola (non lo è mai), è una sfida, un rischio che dobbiamo correre, un lasciarsi condurre da un’intuizione, dallo scampolo di luce che abbiamo visto in quell’idea. Non è facile (non lo è mai), è fuori dalla nostra portata.

Ma è per questo motivo che le idee vanno condivise
Per superare i limiti individuali, per vincere la nostra paura, per disegnare insieme ad altri su una tela i frammenti che ciascuno di noi vi ha intravisto. Per comporre tutti insieme l’opera completa. 
E’ così che le idee si diffondono e crescono, fino a diventare realtà tangibile.
Viviamo in un momento storico dove non è mai stato così facile condividere
Mai come adesso siamo così strettamente connessi. Reciprocamente raggiungibili. 
Un’epoca in cui le barriere che in passato distorcevano lo scopo ultimo delle idee, trasformandole in strumenti di potere, continuano a cadere. E tra poco non ci saranno più.
Un periodo della nostra storia che sembra dire a te, si proprio a te: 
coraggio, non sei solo, raccontaci cosa ti fa battere il cuore, in cosa credi. 
Facci sentire la tua voce e portaci sulle ali delle tue idee. 
Facci guardare il mondo coi tuoi occhi.

Probabilmente è questo il motivo per cui scrivo. Aspiro ad un mondo migliore, un mondo di persone, di rapporti, di storie, di umanità in cammino.
E sono persuaso che la condivisione è il dono che la natura ci ha dato per vivere al di sopra delle nostre capacità. Di trascendere le nostre debolezze.
Ogni occasione per farlo è una preziosa opportunità per cambiare, crescere e migliorare. Insieme.

E a te, che hai avuto la pazienza e la voglia di leggere queste mie riflessioni, lascia che ti muova un affettuoso appello:
la vita è una pagina bianca che aspetta che tu la scriva, 
un palco vuoto in attesa che tu lo calchi.
Coraggio, cosa aspetti? Stiamo tutti aspettando te.

Happy sharing, my friends
;-)

Like what you read? Give Nico Spadoni a round of applause.

From a quick cheer to a standing ovation, clap to show how much you enjoyed this story.