5 collezioni “curiose” per ispirarsi

«Collezionare — ha detto una volta il filatelista Alberto Bolaffi — è accumulare esperienze, guardare e raccogliere, conservare e comunicare. L’uomo ha cominciato la sua evoluzione collezionando. Che cosa sono le grotte dipinte se non una forma di comunicazione, e una collezione?». Sarà per questo che nel mondo si colleziona di tutto, tanto che nell’ambiente si dice spesso che se una cosa ha un nome qualcuno la sta certamente collezionando. E a guardare alcune delle raccolte più curiose in giro per il mondo sembra proprio che sia vero. Ma la cosa più interessante è che molte di queste sono nate da incontri quasi casuali, in mercatini e in appuntamenti come Mercanteinfera, che hanno “solleticato” passioni inaspettate, talvolta diventando anche oggetto di ispirazione per il proprio lavoro. O occasione di nuove amicizie.

Toast mon amour

48 anni da poco compiuti, Jens Veerbeck è un graphic-web designer. Negli anni Novanta, durante un viaggio a San Francisco compra una tostiera degli anni Cinquanta in un mercatino delle pulci, con l’intento di usarla in cucina. Da questo primo acquisto è nata una vera passione e oggi la sua collezione conta oltre 970 pezzi, tra i quali una tostiera degli anni Venti. Se gli si chiede il perché di questo amore vi risponderà: Sono rimasto profondamente colpito da quanto gli ingegneri di creatività sia siano spesi per il pane tostato! Essendo un designer, questo fatto mi affascina e mi ispira di tutti i giorni.

Blu… le mille bolle blu…

Scomparsa nel 2011 all’età di 67 anni, Carol Vaughn è stata inserita nel Guinness Book of Records per aver messo insieme, in 22 anni, la più grande collezione di saponette provenienti da tutto il mondo. Una raccolta che la Vaughn aveva iniziato per passare il tempo mentre accudiva la madre malata, ma che nel tempo è arrivata a contare oltre 5000 pezzi. Ma questa non era l’unica passione di questa signora inglese che durante la sua vita ha raccolto anche 600 scatole di latta per biscotti, 850 tazze (Mug) e la bellezza di … 35.000 borse per la spesa, tanto da essersi guadagnata l’appellativo di “the bag lady”.

Ciak si gira…

Inserito nel Guinness Book of Records per ben 8 volte a partire dal 2008, il greco Dimitris Pistiolas, appassionato di cinema, ha messo insieme, durante tutta la sua vita, la più ampia collezione di machine da presa vintage del mondo. Postino in pensione, Pistiolas ha iniziato la sua raccolta alla tenera età di 15 anni e oggi possiede più di 1000 pezzi. A chi gli ha chiesto dove ne abbia trovate così tante, risponde con una frase che è una vera “massima” del collezionismo: “Devi cercarle, dagli la caccia per molti anni”.

Il pieno… grazie!

Pompe di benzina, pubblicità di carburante, insegne smaltate o di latta, lattine di olio, barattoli e cartelli stradali di ogni tipo. Alan Chandler è uno dei più importanti collezionisti di Petroliana. Ossia di oggetti legati alle stazioni di rifornimento e, più in generale, all’industria del petrolio. Una raccolta, quella di Chandler, iniziata quasi per caso una ventina d’anni fa mentre cercava delle vecchie insegne per dare un po’ di atmosfera al suo nuovo garage. Oggi la sua collezione contempla varie migliaia di oggetti e nel tempo, Alan Chandler è diventato un vero esperto del settore tanto da avere all’attivo ben tre libri sui Petroliana. Ma la cosa che lo ha reso più felice in questi anni è stata la possibilità, che questa passione gli ha dato, di incontrare persone interessanti, entusiaste con cui condividere il suo interesse.

Mi scappa la pipì papà…

Tutto è nato da uno scherzo degno di Marcel Duchamp: la madre in visita ad alcuni amici in Europa riceve, al momento di tornare a negli States, una piccola chiave di un armadietto dell’aeroporto dove era custodito il suo regalo di addio… una coppia di pitali da viaggio. Nasce così la passione di Eric Eakin per questo particolare tipo di oggetti di cui oggi possiede ben 250 esemplari, tra i quali uno proveniente da un bombardiere B-52, oltre ad una serie di cartoline pubblicitarie e poemetti che gli ruotano attorno. “Quando mia mamma è scomparsa — ricorda Eakin — mi sono ritrovato con due di questi pitali e, come tutti i collezionisti sanno, due è l’inizio di ogni collezione”. Una passione bizzarra, ma che gli è valsa un documentario su Mtv.