E per Natale… regalatevi una collezione!

Penne alla mano… pronti, attenti, via! Il Natale è ormai alle porte ma avete ancora qualche giorno per completare la vostra lista dei desideri. E visto che di desideri parliamo perché non inserire qualcosa che soddisfi una vostra passione? Potrebbe essere il primo tassello per una bellissima collezione.

Collezionare, d’altronde, significa spesso cercare qualcosa dentro di sé e nel mondo che ci circonda, costruire un ordine fantastico per i propri sogni e per i propri pensieri, organizzarli meglio, esplorare nuovi campi di relazione, scoprire rapporti nascosti tra le cose che ci circondano e dentro l’esperienza quotidiana della nostra vita. Altrettanto spesso, le collezioni interagiscono con il tempo, fissando momenti particolari di vita e di storia, sottraendoli al ritmo naturale del decadimento e della perdita e consegnandoli così al flusso profondo del ricordo e della memoria.

Francobolli, figurine, tappi, orologi, bottiglie di vino… Fin da piccoli, molti di noi, si sono dedicati con passione alle più svariate forme di raccolta, mettendo insieme tasselli di mondo scelti, posseduti per conoscerlo meglio e imparare a orientarsi. Le abbiamo magari abbandonate, cominciandone di nuove o riprendendole in mano dopo anni. Spesso senza renderci conto che collezionare non solo è una forma di conoscenza, di approfondimento di qualcosa che ci appassiona, ma anche un’attività che fa bene tanto ai bambini quanto agli adulti.

Da piccoli (6–10 anni), come ha spiegato sulle pagine della rivista Il Collezionista la psicologa Laura Rosso, collezionare aiuta, ad esempio, a stabilire relazioni con gli altri e stimola la capacità di concentrazione. Oltre ad avere «risvolti positivi sull’autostima, la gestione dello stress e nella ricerca di sé». Senza dimenticare che il collezionismo è anche creatività. Mentre da adulti, collezionare può essere salutare e perfino terapeutico contro lo stress nel suo essere un appassionante antidoto contro la dispersione, la confusione e la frammentarietà della società in cui viviamo.

Se poi siete dei genitori che hanno a che fare con adolescenti un po’ “complicati” pensate che, in ambito anglosassone, il collezionismo viene anche suggerito come momento di condivisione all’interno della famiglia, in particolare proprio nel periodo dell’adolescenza, in cui è difficile trovare dei momenti di dialogo. Per questo, in alcuni progetti educativi, si consiglia di iniziare una collezione di famiglia, che riesca a fornire delle occasioni di incontro e di dialogo che talvolta possono mancare a causa di tensioni varie. Nel collezionismo, nell’andare alla ricerca di oggetti si crea, invece, un terreno neutrale in cui il dialogo può ripartire.

Insomma, regalarvi (o regalare) per Natale il primo pezzo di una collezione potrebbe essere un dono veramente speciale e un gesto di affetto un po’ fuori dall’ordinario. L’inizio di una bellissima avventura fatta di scoperta e meraviglia da condividere con le persone che amate di più. E se l’idea vi piace, dopo quel primo “tassello” potreste cercare il secondo e poi il terzo… magari curiosando tra gli oltre 1000 stand di Mercanteinfiera!