Iniziare a collezionare poster cinematografici

Il bel post di Quello Sbagliato dedicato alla mostra I manifesti dei film di Anton Giulio Majano, il re dei teleromanzi, collaterale dell’edizione primaverile di Mercanteinfiera, mi ha fatto tornare in mente uno dei miei primi soggiorni londinesi. Credo fosse il 1996, più o meno, e passeggiando per Camden Town entrai in un negozio di memorabilia cinematografiche dove, nel vano scale, campeggiava, enorme, il poster originale di Casablanca, uno dei miei film preferiti. Non so cosa avrei dato per poterlo acquistare, ma da squattrinato studente in Lettere il prezzo era decisamente al di sopra delle mie possibilità e dovetti ripiegare su una riproduzione che ancora posseggo.

Oggi, ripensando a quell’episodio, mi vien da pensare, invece, che quel manifesto originale poteva essere l’inizio di una bella collezione. Oltre che un bel investimento… pensate che a luglio 2017, da Heritage Auctions, un manifesto simile a quello che avevo visto a Londra è stato battuto a 478.000 $. Niente male vero? Si trattava dell’ultimo manifesto conosciuto di Casablanca in edizione italiana, una rarità (da qui l’incredibile aggiudicazione), ma il prezzo strappato in asta vi fa capire come anche un poster di film possa arrivare a valori di tutto rispetto, che talvolta anche un’opera d’arte originale fatica a raggiungere. Nel novembre scorso, tanto per fare un altro esempio, un rarissimo poster di Dracula del 1931 — quello con Bela Lugosi per intenderci — è stato aggiudicato per 525,800 $ diventando il più caro al mondo. Ma, record a parte, come si inizia a collezionare poster cinematografici?

La storia del poster cinematografici inizia nel XIX secolo e molti di questi sono stati disegnati, nel tempo, da famosi illustratori. Prima della metà degli anni Ottanta i grandi poster venivano “prestati” dai distributori ai cinema per pubblicizzare il film in programmazione e una volta terminata la proiezione venivano restituiti per essere poi riutilizzati in qualche altra sala. Questo ha permesso a molti poster originali dell’epoca d’oro del cinema di sopravvivere. Ed è anche il motivo per cui, molti poster originali portano su di loro i segni di un intenso utilizzo, da fori delle puntine utilizzate per l’affissione, timbri e anche gli adesivi della censura dell’epoca. Dalla metà degli anni Ottanta tutto ciò è cambiato, i poster, un tempo anche enormi, si sono ridotti di dimensioni ed è scomparso l’uso di utilizzarli più volte. Tanto che oggi si possono trovare poster originali ancora in perfette condizioni perché mai usati. Detto questo, se amate il cinema e il vostro sogno è di avere le pareti di casa ricoperte di manifesti cinematografici come quella del critico cinematografico Allan Felix di Provaci Ancora Sam, capolavoro di Woody Allen del 1972, ecco qualche nozione di base per iniziare la vostra collezione:

#1 Cos’è un manifesto cinematografico originale — Per prima cosa è bene aver chiaro che un manifesto cinematografico originale è un poster disegnato e stampato da un studio di produzione, o da un distributore di film, in quantità limitate, per essere affisso nelle sale cinematografiche a fini promozionali. I manifesti datati prima del anni Ottanta, sono oggi particolarmente rari e spesso, come detto, hanno segni di utilizzo.

#2 Immaginate cosa vi piace di più — Come per ogni progetto di collezione, scoprire il vostro “gusto” è fondamentale e l’unico modo per farlo è studiare un po’. In commercio esistono libri bellissimi dedicati ai poster cinematografici, ma un buon modo per capire cosa vi può interessare di più, può essere semplicemente anche il dare un’occhiata alla vostra collezione di DVD o pensare ai film che amate di più. Una volta capito il genere e familiarizzato con le varie tipologie in commercio non vi resta che concentrarvi su un determinato gruppo di oggetti.

#3 Il valore dei manifesti — Come abbiamo visto, alcuni manifesti originali posso raggiungere cifre da capogiro. Ma cos’è che fa salire così tanto il presso di un poster? Tra i motivi principali troviamo il fatto che un film sia stato particolarmente acclamato da critica e pubblico, il fatto che abbia vinto dei premi. Ma anche la “fattura” stessa di un manifesto ha la sua importanza. Ce ne sono alcuni che sono veramente memorabili. Pensate, appunto, a quello di Casablanca.

#4 Scommettere sul sicuro? (ancora sul valore di manifesti) — Come nell’arte, anche in questo tipo di collezionismo ci sono gli appassionati che guardano molto alla possibilità dell’investimento. E così è bene sapere che alcune tipologie di manifesto hanno più possibilità di garantirvi un buon ritorno. Ad esempio, tutti i poster dei cartoni della Disney e quelli di Star War hanno ottime possibilità di risultare, nel tempo, ottimi investimenti. E lo stesso vale per i manifesti originali di registi famosi o serie storiche come i poster di OO7, dai primi con Sean Connery fino a quelli con Roger Moore.

#5 Advance/teaser poster o regolari? — Una volta deciso il soggetto dei manifesti della vostra collezione, è bene sapere che sul mercato se ne possono trovare di due tipologie: i poster teaser (o advance), ossia quelli utilizzati per annunciare l’uscita di un film — spesso hanno la dicitura “coming soon” o “prossimamente” -, e quelli regolari. Cioè quelli vengono affissi nelle sale quando il film è in programmazione. Nei primi, normalmente, non ci sono indicazioni relative al cast. Quale scegliere? Anche qui dipende dal vostro stile. Anche perché il valore di mercato è più o meno lo stesso anche se le tirature dei poster teaser sono normalmente minori e nel tempo il fattore “rarità” potrebbe fare il suo gioco.

#6 Fronte/retro o facciata singola? — Un’altra caratteristica che può avere un manifesto cinematografico è quello di essere stampato da entrambi i lati o su una faccia sola. I primi sono quelli destinati ai light box dei cinema o dei teatri, mentre i secondi vengono affissi nelle normali bacheche. Anche in questo caso la vostra scelta deve ricadere sulla tipologia che vi piace di più sapendo, però, che essendo un fenomeno recente (nasce negli anni Novanta) i poster fronte/retro sono ancora piuttosto rari, rispetto a quelli ad una facciata singola.

#7 Occhi alle dimensioni — In questi 123 anni di storia del cinema, le dimensioni dei manifesti sono cambiate tantissimo. Oggi, quelli regolari, sono di 69x102 cm, ma in passato per promuovere i film si usavano tantissimi strumenti a stampa, tutti collezionabili. Si va dai “volantini” (28x36 cm o 20x25 cm per quelli precedenti il 1930, ma ne esistono anche di altre dimensioni) il cui valore è dettato dall’età, dalla qualità e dalla popolarità del film; fino ad arrivare ai poster composti di 6 fogli che superano in larghezza, complessivamente, anche i 6 metri. Anche in questo caso, capite bene, che la scelta deve cadere sugli oggetti che più si addicono allo spazio che avete a disposizione.

#8 Un collezionismo per tutte le tasche — Ogni volta che si decide di iniziare una collezione, la preoccupazione cade sempre sul budget che serve per mettere insieme una raccolta. Collezionare e investire sui manifesti cinematografici non richiede grandi finanze e oggi si possono trovare poster originali a partire da 25$.

#9 Esporre i manifesti — Una volta comprato il primo poster, il problema che si pone è come esporlo in casa. I manifesti, come le opere d’arte, richiedono cura e devono essere conservati in modo appropriato, se si vuole che mantengano (o addirittura incrementino) il loro valore. E allora la cosa migliore è fargli incorniciare da un corniciaio professionista, stando attenti che utilizzi del plexiglass invece che del normale cristallo e che impieghi solo materiali conservativi: dal nastro adesivo alle carte (quelle per il passe-partout o quelle che stanno dietro), che non devono essere acide per evitare che lascino, nel tempo, la loro impronta sul poster, rovinandolo.

#10 Come conservali — Non tutti hanno a disposizione “chilometri” di pareti per appendere i propri poster. Anzi, capita spesso che i pezzi della nostra collezione superino lo spazio che possiamo dedicargli e, allora, l’unica soluzione è conservarli in modo adeguato. La soluzione migliore è quella di tenere i manifesti che non possiamo appendere all’interno di tubi acid free che li proteggano dalla luce e dall’umidità e che l’ambiente dove li “immagazzineremo” sia asciutto.