Quando passione fa rima con investimento

Buon anno Collectors! Quando mi sono messo a pensare a cosa scrivere per questo primo articolo del 2016 mi è tornato in mente un caro amico architetto appassionato di lampade di design. Le acquistava in eventi come Mercanteinfiera o su eBay e, dopo averle restaurate, alcune le rimetteva sul mercato riuscendo, in questo modo, ad arrotondare il suo stipendio e ad alimentare la sua collezione che oggi conta un discreto numero di pezzi. Un’attività che portava avanti con grande passione e studio, così da affinare sempre di più il suo “fiuto”, riuscendo a trovare il pezzo mancante al prezzo migliore.

Perché vi ho raccontato questa storia? Perché se esiste una regola d’oro del collezionismo è quella di comprare ciò che si ama veramente. E questo vale anche se interpretiamo il collezionare come una forma di investimento. Senza passione, infatti, è praticamente impossibile mettere insieme una raccolta che abbia realmente un senso. E poi? E poi se si è fortunati alcuni dei nostri oggetti acquisteranno valore. Come è successo a qualche appassionato di LEGO che nel 2007 ha acquistato, a poco più di 450 euro, lo Star Wars Ultimate Collector’s Millennium Falcon. Provate oggi a cercarlo su Amazon! Scoprirete che costa la bellezza di 9.850,00 euro. La dimostrazione che “investire” sulle proprie passioni può riservare delle belle soprese.

Ovviamente si tratta di un caso abbastanza raro, ma vi assicuro che studiando il mercato del collezionismo si scoprono cose molto interessanti. Ad esempio, sfogliando l’edizione 2015 del Wealth Report di Knight Frank LLP, emerge che le auto classiche hanno performance decisamente migliori dell’arte sia nel medio (5 anni) che nel lungo periodo (10 anni). E se le opere d’arte rimangono, comunque, il secondo oggetto da collezione con il rendimento migliore, ad un passo si trovano le bottiglie di vino (3° posto) e le monete (4°). Seguite da francobolli (5°) e gioielli (6°). Lo studio prende in considerazione, per ovvie ragioni, solo quei beni che passano nelle case d’asta e sul cui mercato si possono avere dati “certi”, ma vi assicuro che di oggetti da collezione su cui conviene investire ce ne sono di tutti i tipi.

Tra i collectibles più caldi di questi anni ci sono, ad esempio, i cosiddetti Mantiques. Ossia gli oggetti d’antiquariato per uomini che vanno dalle radio d’epoca agli “strumenti” per radersi (il mio barbiere ne ha una raccolta splendida), passando per macchine da scrivere, vecchie insegne, bicchieri, coltelli, pipe o cappelli, tanto per fare degli esempi. Da non trascurare anche i “favolosi anni Sessanta” e tutto quello che va sotto l’etichetta di Vintage. Cioè tutto ciò che è stato prodotto almeno vent’anni prima del momento attuale e che rappresenta un vero e proprio oggetto di culto sia per ragioni culturali che di costume. Per non parlare dei giocattoli, dei memorabilia o degli oggetti di design. Ce n’è veramente per tutti i gusti e per tutte le tasche. Allora, siete pronti a mettere in gioco le vostre passioni? Il Mercanteinfiera 2016 è alle porte!