Storia di un matrimonio insolito: Mercanteinfera e Mia Photo Fair

credits: Michele Tarantini

Circa due anni fa, in uno dei primi articoli che ho scritto per il blog di Mercanteinfiera, mi ero soffermato su un amore possibile… quello tra la fiera parmigiana e la fotografia. Beh… dopo due anni di corteggiamento sembra che quell’amore sia veramente sbocciato e quest’anno, chi varcherà la soglia del polo fieristico di Parma verrà accolto, proprio dietro ai tornelli d’ingresso, da una mini edizione di MIA Photo Fair, la prima e più importante fiera d’arte dedicata alla fotografia e all’immagine in movimento in Italia nata ormai 6 anni fa da un’idea del collezionista Fabio Castelli.

A dire il vero i panni del Cupido della situazione non mi si addicono molto, mi fa piacere però essere stato da sempre un sostenitore di questo insolito “matrimonio” che finalmente si concretizza. E pensare che di ammiccamenti, tra la mostra internazionale di modernariato, antichità e del collezionismo e la fotografia ce ne sono stati diversi. A partire proprio da Castelli che è sempre stato un frequentatore assiduo di Mercanteinfiera. Evento — mi racconta al telefono — che lo ha sempre divertito molto.

«Sono un compratore accanito di cornici — mi spiega il patron di MIA –, e già all’inizio dagli anni Ottanta, per far capire che la fotografia doveva essere considerata arte nel vero senso della parola, mi piaceva mettere le opere della mia collezione in cornici di una certa importanza, in modo tale che queste ne sottolineassero e connotassero l’aspetto artistico. Volevo dimostrare come anche la fotografia fosse degna di essere appesa alle pareti di una casa o di un hotel, proprio come qualsiasi altra opera d’arte».

Ilice du carrinu — Giorgio Majno

Da queste prime frequentazioni ad una presenza fisica. Con mostre collaterali allestite all’interno di Mercanteinfiera e organizzate prendendo opere della sua collezione personale; facendo dei focus molto particolari come quello dell’edizione 2016 dal titolo Sole o accompagnate. Con un allestimento pensato per far scoprire al pubblico la sequenza narrativa originale a cui appartengono molti scatti e guidarlo alla corretta comprensione del lavoro di ciascun autore.

Una strategia di disseminazione della cultura fotografica al di fuori dell’habitat naturale di questa forma d’arte che oggi permette un radicale cambio di passo. «Quest’anno — mi spiega ancora Castelli –, ci sarà proprio una piccola MIA Photo Fair nell’ambito di Mercanteinfiera. Una sorta di gemellaggio tra le due fiere in cui noi siamo presenti con una decina di espositori». Un cambio di strategia reso possibile «dalla volontà degli organizzatori di arricchire l’offerta della fiera di Parma, inserendo qualcosa che fino ad oggi mancava ma che dà una risposta alle esigenze del pubblico».

Jorge Luis Borges. Buenos Aires, 1980 — Paola Agosti

«Mercanteinfiera — mi spiega Castelli — è luogo di incontro di più interessi che non per forza sfociano in un vero e proprio collezionismo. I visitatori, in questi anni, hanno iniziato ad interessarsi al mondo della fotografia che riveste un ruolo diverso rispetto a quello dell’antiquariato o del modernariato. Un ruolo che è anche il frutto di un’evoluzione del gusto, che sposta sempre più persone anche verso mezzi più vicini alla contemporaneità come può essere la fotografia che permette l’accesso al mondo dell’arte in modo facile, economico e, sotto il profilo dimensionale, certamente più semplice da gestire».

Una presenza, quella della fotografia a Mercanteinfera, che registra quindi un vero e proprio trend di mercato. Confermato anche da quello che sta succedendo da tempo nel mondo delle fiere d’arte — da Frieze Masters a TEFAF, passando per la nostra Flashback — e che testimonia come antico e contemporaneo siano sempre più in dialogo nei gusti del collezionismo internazionale e di coloro che, molto più semplicemente, amano il bello. E allora, in alto i calici per questo insolito “matrimonio” e come si dice a Parma: viva i spòz!